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detto. Se chi parla non conosce quest'abitudine, pensa che buona parte del pubblico non lo stia ascoltando, e comincia a preoccuparsi, a confondersi, a ripetersi."
Dopo che il reverendo Gilroy ha fatto i convenevoli e gli ha dato la parola, Rizzi ha commesso almeno cinque errori gravi. 
Errore n.1: durante i convenevoli e nei primi venti minuti di relazione (un riassunto delle imprese del Figlio di Whiteman), il capitano ha pensato che il brusi'o e gli scambi di occhiate tra gli spettatori fossero manifestazioni di ostilita' o sfiducia. 
Per questo motivo, Errore n.2, Rizzi ha alzato il tono e indirizzato frasi di rimprovero alla comunita' nera, descritta come "poco disposta a collaborare e ad ascoltare quanto ha da dire la polizia", "ancora troppo diffidente nonostante i progressi compiuti dal Paese nel campo dei diritti civili e dell'integrazione razziale" e "troppo incline a volare sulle ali dell'immaginazione e diffondere dicerie".  Molti spettatori hanno incrociato le braccia, mantenendo per parecchi minuti la schiena diritta, un'espressione accigliata e lo sguardo fisso nel vuoto. Altri si sono scambiati occhiate e cenni del capo che indicavano disapprovazione. Altri ancora hanno tenuto gli occhi chiusi, le labbra tese e le mani sulle cosce fino al momento delle domande. Nondimeno, tutti ascoltavano. 
Rizzi ha commesso l'Errore n.3, alzando la voce fino a ottenere un tono stridulo, facendo sembrare la sua relazione, anche nei punti piu' innocenti, un dito puntato contro una comunita' gia' esasperata. 
A quel punto un ragazzo ha urlato: "Di'telo, che il Figlio di Whiteman e' uno di voi porci!", e un altro ha risposto con lo slogan delle sommosse nere: "Brucia, baby, brucia!". Qualche spettatore ha applaudito. Entrambi i ragazzi sono stati allontanati dai volontari della chiesa. Si era raggiunto un accordo sul fatto che non sarebbe stata la polizia a mantenere la sicurezza nella sala, ma a quel punto diversi spettatori che non frequentano la Seventy-Two Presbyterian, gia' irritati dal modo di argomentare di Rizzi, hanno scambiato i volontari per poliziotti in borghese ed espresso a gran voce la loro protesta: "Ecco la brutalita' degli sbirri!", "Ti sei portato dietro gli zii Tom?", "Vieni fin qui ad accusarci poi vuoi chiuderci la bocca?"
A quel punto Rizzi, che non aveva piu' il polso di quanto succedeva in sala, ha commesso l'Errore n.4, non spiegando subito che nel servizio d'ordine di sala non c'erano agenti di polizia. Ha balbettato per qualche secondo finche' non e' intervenuto il reverendo Gilroy spiegando l'equivoco e cercando di placare gli animi. In questo modo Rizzi, visto come un simbolo della "struttura del potere bianco", ha ceduto l'autorita' a un pilastro della comunita' nera, dando un segnale di debolezza.
Al momento del question time una grassa signora, il cui stato di ubriachezza era palese, si e' trascinata fino al microfono e ha esordito: "Cinquantadue anni fa...", spiegando per dieci minuti che la sua nascita coincideva con l'affondamento del Lusitania, circostanza che avrebbe influenzato tutta la sua vita. Nessuno ha interrotto la donna. Errore n.5, il capitano si e' piu' volte portato le mani al volto e si e' guardato intorno nervoso, sbuffando. Un segnale di disprezzo per il modo di comunicare afro-americano. Il reverendo Gilroy ha ringraziato la signora del Lusitania e ha chiesto se in sala ci fossero domande per il capitano.
Il secondo a intervenire e' stato un giovane robusto, che ha fatto un elenco di tutto cio' che non va a Bedford-Stuyvesant, partendo dai topi nelle case per arrivare alla brutalita' poliziesca, e infine concludere: "E poi in questo quartiere ci sono troppi zii Tom!". L'affermazione e' stata salutata da un lungo applauso. Sempre piu' disorientato, Rizzi si e' avvicinato al microfono e ha chiesto: "Qual era la domanda, se c'era?", provocando uno scoppio di ilarita' [...]

* antropologo, autore del saggio Negro Speech and Communication in White America, New York, 1964


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Estratti
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