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Bensonhurst ha chiesto se fosse o meno legale pubblicare un annuncio per chiedere al Figlio di Whiteman di fecondarla, per mettere al mondo un "nipote di Whiteman". 
In questo marasma, spicca una chiamata ricevuta alle 9.30 am di ieri e raccolta dal nostro collega Dave Dahlke. Con la voce ridotta a poco piu' di un sussurro, un uomo con accento e sintassi straniera ha detto: "Va avanti da troppo tempo e diventa troppo pericoloso, ma non posso fermarmi. Ci ho provato, ma lui non mi permette. Per un attimo volevo buttarmi giu' anch'io, ma non sono riuscito. Volevo rimanere, fare che loro mi prendevano, invece ho preso il sassofono e andato via [sic]. Con me non funzionava: ci soffiavo dentro ma non usciva niente, cosi' l'ho lasciato in un posto dove la sorella lo trova...  Ora il prossimo. Io gliel'ho detto: 'Quello non suona, non suona!' ma lui fa che e' come se suona [sic]. Stavolta e' anche piu' pericoloso, perche' lui e' pericoloso, se non colpisco prima, lui colpisce me e mi fa male, forse mi uccide."
A quel punto l'anonimo ha riagganciato. Una copia della registrazione della telefonata e' stata consegnata ai detective della "task force anti-Whiteman" del Nypd. Secondo una fonte confidenziale, lanonimo era a conoscenza di un particolare non ancora reso pubblico: sabato mattina anonimi hanno lasciato un sassofono nell'androne del condominio di Crown Heights in cui vive la sorella di Lindani McWhorter, ucciso sul Williamsburg Bridge due domeniche fa. Tanisha McWhorter ha riconosciuto il vecchio strumento del nonno materno, che Lindani stava suonando sul ponte prima di essere aggredito. Il Buescher Aristocrat e' stato pulito con un prodotto lucidante e non reca impronte digitali.
Una copia della registrazione e' stata consegnata al prof. Donald F. Betts, esperto di linguistica e fonematica, allo scopo di riconoscere l'accento, cosa non facile, dal momento che la persona cercava di contraffarlo e parlava a voce molto bassa. 
Si fa strada l'ipotesi che il Figlio di Whiteman possa non essere una sola persona, ma almeno due: il mandante ("Lui") e l'esecutore (in evidente crisi psicologica, impaurito e desideroso di farsi fermare). 
 In ogni caso, ci sarebbero elementi per identificare e forse proteggere la prossima vittima: si tratterebbe non di un musicista ma di una persona che ha a che fare con la musica ("e' come se suona") ed e' in grado di difendersi da un'aggressione. E' ancora poco per circoscrivere il potenziale target, essendo molto alto il numero di persone robuste nell'ambiente musicale di una citta' di milioni di abitanti: amici e parenti di musicisti, organizzatori e impresari, proprietari di etichette discografiche e tecnici di studio, giornalisti e critici. Ma per la task-force di Rizzi e' gia' qualcosa. [...]
 

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The Gotham Chronicler, venerdi' 9 giugno 1967:

Spettacolare flop l'incontro tra il capitano Rizzi e la gente di Bed-Stuy

Frank Williams Powell *

Il capitano Albert D. Rizzi della "task-force anti-Whiteman" non puo' certo compiacersi di quanto accaduto  mercoledi' sera alla sala conferenze della Seventy-Two Presbyterian Church. Di rado si e' vista una simile commedia degli equivoci. Nelle intenzioni di Rizzi, l'incontro pubblico tra il Nypd e la comunita' afro-americana serviva a ottenere la fiducia di quest'ultima, sempre piu' impaurita dagli omicidi del Figlio di Whiteman. Dopo il suo exploit, si puo' dire che la sfiducia alberghi in ogni cuore. 
"Un pubblico nero si comporta in modo molto diverso da un pubblico bianco", ha spiegato al termine dell'assemblea Mr.  Delmer Sagonte, un frequentatore della chiesa. "Se un oratore bianco non lo sa, scambia i commenti per interruzioni e il rumoreggiare per maleducazione, diventa sempre piu' nervoso e trasmette  nervosismo agli spettatori. Le faccio un esempio: a una riunione di neri, e' normale che molti spettatori non guardino chi sta parlando. Non e' affatto un segno di disattenzione, anzi: e' un modo di verificare le reazioni di altri spettatori a quel che viene
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