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cercato le risposte. Mi hai visto alla conferenza di Malcolm X, e stavo cercando. Mi hai visto circondato da tamburi e campanacci, e stavo cercando. Mi hai visto piegato sul palco con le labbra ferite al cinquantesimo minuto di assolo.  
Anche tu cerchi, isoli i suoni del mondo, li ascolti e prendi quel che ti fa andare avanti. Quello che faceva andare avanti me: spingermi oltre l'ultimo avamposto del bop. 
Ogni sera andavo a prendere Ornette al Five Spot, lo pagavo per darmi lezioni, insegnarmi ad andare piu' in la'. Piu' in la'. Dare il mio contributo. Un uomo lo riconosci dal contributo che da'. Eric Dolphy. Pharoah Sanders. Albert Ayler. Questa e' la rivoluzione che abbiamo visto e abbiamo fatto. I nastri che registri nei loft e nei teatrini contengono le mappe del nuovo mondo, ma qualcuno uccide gli esploratori. Qualcosa, se si parla di me. Tanti progetti, ed eccoli interrotti da un qualcosa. Viaggi in Africa e India, spazi per la comunita', per i bambini...
Utilizzo di un ago infetto.
Dieci anni fa.
Epatite asintomatica. 
Mai curata. 

No, le mie mani non tremano. E' che non posso fare a meno di muoverle. 
Le ho mosse per tutta la vita. 

Miles pestato da un poliziotto bianco di fronte al locale dove suonavamo. 
Cecil Taylor aggredito da teppisti che per poco gli spaccavano le dita.
Vedi, siamo sempre stati all'erta. La' fuori c'e' odio. Lo sapevamo. Un odio che va oltre noi. 
Il qualcuno che cerchi...  
I primi due li ha uccisi per strada. Il terzo lo ha ucciso sull'uscio di casa. Il quarto ha dovuto sorprenderlo nudo e inerme, nella doccia. E adesso?
Sara' sempre piu' difficile. I professionisti, se escono di casa, si spostano in gruppo, o armati, o entrambe le cose. Ma il tuo qualcuno non odia i musicisti. Odia la musica. Odia chi la suona. Non e' necessario essere un professionista. Chiunque suoni la nostra musica e' in pericolo. Chiunque la suoni in pubblico. E se uccidera' chi suona, nessuno suonera' piu' se non in casa propria. E se nessuno suonera', dovra' cercare un'altra vittima. Non odia i musicisti, odia la musica. Non e' nemmeno necessario suonarla.
Basta averci a che fare.
15. Anno sabbatico

Gli uomini prima sentono senzavvertire, dappoi avvertiscono con animo perturbato e commosso, finalmente riflettono con mente pura.
Gioanbattista Vico


D.E.M. Meta' anni Ottanta usci' il mio libro illustrato sulla storia del giornalismo a Brooklyn. Una veduta a volo d'uccello, copriva due secoli, e soltanto un capitolo era dedicato al Brooklynite, ma lavorandoci mi ero imbattuto nel personaggio di Sonia. All'epoca era gia' un mistero dove fosse finita, e tutti mi dicevano quanto fosse strana. Cosi' pensai: Scrivo un'inchiesta su di lei!. L'idea era: mi prendo un anno sabbatico dal college, intervisto quelli che l'hanno conosciuta, cerco di raccapezzarmi tra i nastri e i diari che ha lasciato, poi vado all'Ovest e la cerco.   
In realta' mi lasciai inghiottire dal mistero nel mistero, cosa ci fosse in quei nastri, quale fosse il significato. Il mio errore fu cominciare ad ascoltarli troppo presto, prima di avere una buona quantita' di dati e testimonianze. Cercai di fare entrambe le cose in parallelo, e presto si sovrapposero: agli intervistati chiedevo delucidazioni su quel che avevo sentito dai nastri, ma avevo le idee confuse e mica potevo pretendere che tutti ascoltassero insieme a me, cosi' le interviste diventarono sempre piu' strane e sempre meno utili. Dopo sei mesi avevo molti piu' dubbi di quando avevo iniziato. A malincuore, rinunciai al progetto. Fu un grande disappunto, rimasi depresso per parecchio tempo. Ci ho messo piu' di un anno prima di farmi venire l'idea per un nuovo libro. Vedi, io vengo da una famiglia di ricercatori cocciuti e topi d'archivio, fra il '36 e il '38 mio nonno lavoro' al Federal Writers' Project, sotto la guida di John A. Lomax. Intervistarono centinaia di ex-schiavi neri e ne trascrissero i racconti, una documentazione indispensabile, la base di tutti gli studi successivi sulla cultura 
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