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registratore. Quelli, che una frazione di secondo prima pareva dovessero spaccare il mondo, cominciano a balbettare e a guardarsi perplessi. E Sonia: - Non c'e' niente da temere, e' solo un registratore, - poi sai che fa? Comincia a elencare le caratteristiche tecniche dell'aggeggio: - Fabbricazione tedesca, due motori, due velocita' (3 e   e 1 e 7/8 pollici al secondo), due comparti per due serie di quattro batterie... - e tutta quella roba. Gli energumeni si guardano intorno, qualche passante li osserva mentre fa pisciare il cane... Uno dei due fa segno all'altro, dietro-front, risalgono in macchina e via. 
Il giorno dopo, in redazione, Sonia me li descrisse. Secondo me erano Harris e Vitiello, del 7iesimo. Comunque, non si e' piu' ripetuto niente del genere.

BLOOD WILL TELL Casa di Sonia era... dove? Ah, si': a Williamsburg. No, non ci sono mai stato. So che viveva sola. Certo, adesso ricordo, me ne parlo' Plotinus Franklin, il critico. Lui si', c'era stato. Credo che Sonia e lui avessero una storia, o meglio, lavevano avuta. All'epoca dei delitti di sicuro era gia' finita.  Casa di Sonia. Piena zeppa di bobine, e libri. Non so chi altri ci sia stato, non me la vedo a ricevere visite, anzi, a fatica me la vedo con una casa. Era sempre in giro, la incontravi ovunque. 

GARRY BELDEN No, mai stato a casa sua. Comunque, credo stesse a Fort Greene, non a Williamsburg.

Il DIRETTORE A casa di Sonia? No, non mi pare proprio. Pero', se non sbaglio, non era Fort Greene. Mi sembra di averla sentita dire che stava a Bronswille, e aggiungere: "Come Emma Goldman". Sai chi era Emma Goldman? Vecchie storie di anarchici. Inizio secolo.

ROWDY-DOW Nessuno sapeva che Trane stava morendo. Da Olatunji aveva suonato con un'energia sovrumana, lo attraversava  un uragano di suono, sembrava non sarebbe morto mai. Ci ho anche suonato, col "quartetto esteso", quando con loro c'era Pharoah. Era il periodo che se ti presentavi con lo strumento, Trane ti faceva sedere con loro e quando arrivava il tuo momento facevi l'assolo. Lo sai che fu il primo a chiedere e ottenere royalties per i musicisti che usava in studio? Comunque, la sorpresa piu' grande l'ha fatta quando si e' presentato al nostro rent party a Crown Heights. Non e' che ci servissero i soldi per l'affitto, a me e mia moglie, ma volevamo pagare tutte in una volta le ultime tre rate della macchina, una Buick di seconda mano. La macchina mi serviva per quando trovavo ingaggi nel New Jersey o in Connecticut. I ragazzi che mi accompagnavano erano tutti appiedati, e anche piu' squattrinati di me, cosi' decidiamo di dare una festa e raccogliere donazioni. Verso le undici di sera suona il campanello, guardo giu' in strada e all'inizio non lo riconosco, gli chiedo: - Ehi, fratello, chi sei? - e lui: - Buonasera, Rowdy-Dow. Sono John. 
E io: - John chi? 
E lui: - John Coltrane, - e io quasi cado oltre il davanzale, per la miseria, chi se l'aspettava? Mia moglie non ci poteva credere, se l'e' coccolato per ore, e non e' stata la sola. Trane si e' ingozzato di pasticcini e fette di crostata, ha trangugiato coca cola, parlava poco ma ascoltava le persone con la cortesia e il rispetto che tutti ci ricordiamo. Se n'e' andato all'una lasciando sul tavolo venti dollari. 


14. L'uomo dei fantasmi 


Che posso dirti d'importante, io che non ho quasi mai parlato con parole?
Non nel tempo che mi resta ma in quello che davo al mondo suonavo e suonavo e suonavo, e nelle pause suonavo ancora, suonavo il flauto in un angolo della stanza. 
Le mattinate giapponesi, poco dopo l'alba, suonavo il violino. 
Ho ancora i tuoi nastri. Fino a poco tempo fa li ascoltavo, ci improvvisavo sopra, ma adesso, non ho piu' fiato adesso.  
Sono stato il primo a partire, eppure sono ancora in viaggio, e sono qui a parlarti. C'e' chi non sapeva di dover partire, ed e' gia' arrivato senza mai essere in viaggio. Che triste sorte. Scusami, non mi faccio capire... Fatico a rimanere concentrato. Medito, prego, mi faccio domande. 
Ho sempre
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