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New Orleans. Ai jazzmen neri e' sempre parso ironico che il primo "monarca" della musica afroamericana, anziche' Louis Armstrong, Duke Ellington o Sidney Bechet, sia stato un bianco con un cognome tanto pleonastico. Definirlo, ancorche' in modo indiretto, "padre" dell'assassino che sta massacrando musicisti neri e' forse una manifestazione di amaro sarcasmo, ennesimo indizio di uno scollamento tra le razze e le culture nell'America contemporanea.
Da molte parti salgono di tono le critiche al Nypd, fin dai primi giorni accusato di aver "preso sottogamba" gli omicidi. Alle voci dei musicisti, dei leader delle comunita' nere e dei familiari delle vittime si aggiungono ora quelle dello scrittore Norman Mailer e della deputata all'assemblea statale Shirley Chisholm.
In occasione di un meeting contro la guerra in Vietnam e di solidarieta' ai renitenti alla leva, il noto romanziere ha definito la condotta della polizia di New York "al limite dell'omicidio colposo" e ha collegato "i due modi di eliminare i neri americani: mandandoli in missione suicida nella giungla o lasciandoli nel ghetto alla merce' del primo psicopatico che si crede un giustiziere". 
L'onorevole Chisholm ha messo in guardia le autorita' di New York, dicendo che nei quartieri neri la paura e il prolungato stato di tensione potrebbero anche "dar luogo a una nuova sommossa, stavolta non a causa della brutalita' della polizia ma del suo lassismo".  
Il Brooklynite ha intervistato il capitano Albert D. Rizzi del Nypd, capo dell'appena costituitasi squadra interdistrettuale che indaga sul Figlio di Whiteman. "E' un nomignolo stupido e fuori luogo," ha detto Rizzi, "e questa non e' una barzelletta. Per ora non vi e' alcuna prova che questi omicidi abbiano un movente razziale". Quando gli abbiamo mostrato i risultati del sondaggio telefonico, Rizzi li ha definiti "parto della fantasia popolare", aggiungendo che "certe iniziative da parte della stampa non facilitano il lavoro ai miei uomini, anzi, aumentano la pressione su di loro e rendono piu' difficili le indagini". 
Rizzi si e' rifiutato di divulgare ipotesi investigative, ma ha dichiarato che "la polizia sta scandagliando le vite dei quattro musicisti per trovare elementi, esperienze e conoscenze comuni che possano condurci su una pista". Impresa ardua, dato che le vittime, per via della loro professione, conoscevano e frequentavano decine di locali e loft, e centinaia di persone tra colleghi, critici e ammiratori. 
I funerali di Montgomery Burckhardt sono previsti per domattina presso la chiesa di St. Gregory the Great. Sara' presente anche il sindaco John V. Lindsay e da Harlem arrivera' il chiacchierato reverendo Alphonse Bradley.

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The Brooklynite, giovedi' 18 maggio 1967:

Esiste  davvero il Figlio di Whiteman? 
Intervista a uno dei leader della campagna civica, in esclusiva per il Brooklynite

Garry Belden 

Chi e' e cosa vuole, se esiste davvero, il "Figlio di Whiteman", come e' ormai conosciuto l'assassino di musicisti neri che turba il sonno degli abitanti di Brooklyn? Lo abbiamo chiesto a Calvin D. Mey, l'uomo che nelle ultime settimane e' diventato un vero grattacapo per la polizia di New York [...]
Non voglio rubare il mestiere agli inquirenti, ma e' innegabile, vi sono state  negligenze. Il rifiuto da parte del Nypd di prendere in considerazione certe analogie e ricorrenze ha addirittura fatto pensare alla volonta' di coprire qualcuno o qualcosa. Da qui il fiorire di teorie del complotto, basta leggere i risultati del vostro sondaggio, ascoltare le radio, le conversazioni in metropolitana o negli uffici durante il coffee break [...] Allo stato attuale nessuno puo' dire con certezza se gli omicidi siano davvero collegati, e se il colpevole sia una persona sola o un gruppo, pero' e' un dato di fatto, le vittime erano tutte nere e appartenenti a un certo mondo 'underground', alcune attive nel movimento dei diritti civili [...] Nel Paese e' in atto un duro scontro sociale, quasi una guerra tra razze [...] Non
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