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sono divertito. Chissa' dove' finita... No, mai piu' vista. Ho sentito delle voci, come tutti. Ah, la mia secondogenita... te lho detto come si chiama? 
Si chiama Sonia.

THUMBTACK Per capire se e fino a che punto i federali abbiano avuto a che fare coi crimini del Figlio di Whiteman, andrebbero de-segretati gli archivi del Nypd  e quello che lFbi continua a tenere in freezer, sempre che non l'abbia gia' infilato nel tritacarta. Pensaci, oggi e' tutto elettronico. Se gli storici del futuro vorranno scoprire le porcherie fatte dal governo, non potranno seguire le scie di scartoffie. Click, e in un istante cancelli tutto. E' il progresso.

GARRY BELDEN Sonia scrisse il pezzo sulla morte di Gant, che era anche un riepilogo della vicenda, infilandoci dentro un sacco di cose che io tagliai. Cera un intero paragrafo sulla storia della registrazione, della profezia di Vanneau etc. Le dissi: - E' roba da tabloid, - e zac!, via tutto. Era molto piu' lunga la parte sullautodifesa nera, Robert F. Williams e i Deacons for Defense and Justice. Avevano un sacco di spazio H. Rap Brown, LeRoi Jones e il reverendo Bradley. Dissi a Sonia che il Brooklynite non era The Militant, che quello doveva essere un pezzo di nera e io con gli sbirri dovevo averci a che fare tutti i giorni. Rileggendolo, si vede che era il primo passo di una collaborazione tra due persone diversissime: e' discontinuo, indeciso... Ma le cose migliorarono.

JULIA MEY Dopo la morte di Kwesi Gant, per il Nypd fu sempre piu' difficile gestirsi la faccenda. Arrivavano critiche da ogni parte: mio padre, le comunita' nere, il Brooklynite che amplificava i dissensi... Poi arrivarono i federali, la stampa nazionale, i capi carismatici del movement... Divento' un circo a tre piste. Alla buonora l'Nypd unifico' le indagini e creo' una squadra interdistrettuale. 
Io ero ospite/degente in una grande casa dellUpper West Side, proprieta' di amici di famiglia. Rannicchiata col braccio al collo in un angolo del mio mondo, che s'era rimpicciolito allimprovviso. Vedevo solo mio padre, i medici e pochissimi amici. Voci, slogan e fanfare mi arrivavano da molto lontano.  

LET'S-PLAY-A-GAME  Per anni ho sentito gente dire, e scrivere: "Il governo ha esagerato, e' vero, ma le Pantere erano pericolose, andavano fermate". Di solito si trattava degli stessi che avevano trangugiato la diarrea di Hoover versata nell'imbuto dei media. Certi liberal bianchi passarono tutti gli anni Sessanta a mettere in guardia i "buoni" dai "cattivi". Come durante la schiavitu': evitare che i "negri domestici" venissero a contatto coi "negri dei campi". La frase che ripetevano piu' spesso? "Io ho marciato a Selma con Martin Luther King".

HEAVY LEGS Se tutti quelli che dicono di aver marciato a Selma l'avessero fatto davvero, la coda del corteo sarebbe ancora per strada.
9. La fantasia ha gli scarponi

Certo, le grandi cose si fanno per bruschi salti. E le scoperte che contano spezzano sempre il filo della continuita'. 
Sonia Langmut


D.E.M. Il Fondo Brooklynite/Langmut: i tuoi neuroni friggeranno e scoppieranno come popcorn. Ci ho trascorso mesi, in quella saletta, cercando di ricomporre il puzzle: ho ascoltato centinaia di ore di registrazioni, riempito cinquanta quaderni di appunti, tentato montaggi e ricombinazioni. Mi sono ucciso gli occhi sui diari di Sonia. Ho proposto all'ascolto di vecchi amici di Sonia selezioni di suoni misteriosi e voci di sconosciuti. Neanche loro hanno saputo dirmi di che si trattava. 
Prima di lasciare New York, Sonia stivo' su un furgone i nastri e una cassa di taccuini, e porto' tutto all'archivio del giornale. Il personale era in pausa pranzo, c'era solo Walt, l'usciere. Walt  riferi' che Sonia era entrata insieme a "uno di quei negri con le giacche di pelle,  e in due-tre viaggi avevano trasportato le casse nel corridoio, di fronte all'ingresso degli archivi. Dopodiche', puff!, scomparve. Nessuno l'ha piu' vista. 
Quando quelli dell'archivio rientrarono, videro questo po' po' di
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