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sporca venivano dal Sud e pensavano che il vero americanismo fosse quello del Klan. Per loro, il fatto che neri e indiani si organizzassero era mostruoso e inconcepibile, una cosa contronatura, come la sodomia. La descrizione calza a pennello anche al loro capo supremo J. Edgar Hoover.  

Il DIRETTORE Sonia non era una cronista di nera. Fino a quel momento aveva scritto recensioni di concerti, articoli sui ve'rnissages delle mostre, cose del genere.  La sera che Ekundayo fu ammazzato, Sonia era al Lowdown, dove suonava il gruppo di Bill Vanneau. Come sempre, aveva il registratore. Verso la fine del primo set qualcuno le da' la notizia, sentita alla radio. Sonia voleva bene a Ekundayo. Tutti volevano bene a quel ragazzo. La prima cosa che fa e' telefonarmi al giornale, voce rotta, una parola ogni cinque secondi. All'inizio nemmeno la riconosco, non l'ho mai sentita cosi'. Le dico che passo a prenderla. 
Strappo le ultime news dalla telescrivente, scendo in strada e prendo un taxi. Quando arrivo e' la pausa tra i due set, Sonia si e' un po ripresa ed e' di fronte al locale insieme a Vanneau. Lei ha il registratore a tracolla, lui fuma il sigaro. Gli leggo i dispacci e Vanneau mi sorprende con una frase perentoria: - E un omicidio razzista, man. 
Sonia si scuote, sgrana gli occhi e mi fa: - Bill ha ragione, Grande Capo. 
Non sono passate tre ore dal delitto, le notizie sono vaghe, a New York ci sono tre omicidi al giorno, e questi hanno gia' una teoria? Vanneau dice che unaggressione di quel tipo a una coppia interrazziale non puo' che avere un movente razzista. Dice che la guerra razziale puo' scoppiare in ogni momento, e i jazzisti sono i bersagli piu' prevedibili perche' sono i guerrieri della cultura nera. Sto per dire che mi sembra unidiozia, ma Sonia fa: - Aspettate un momento, - accende il registratore e chiede a Vanneau di ripetere. Vanneau non fa una piega, ripete le frasi davanti al microfono mentre io lo guardo perplesso, poi spegne il sigaro, ci saluta e rientra per il secondo set. Io e Sonia fermiamo un altro taxi. Le chiedo se vuole tornare a casa, e lei risponde: - No, andiamo la'. 
- La' dove? 
- Dove lhanno ucciso. 
Il corpo e l'auto non c'erano piu' e stavano togliendo le transenne. Resisteva qualche capannello di abitanti del quartiere. Garry Belden, il nostro capocronista di nera, era tornato al giornale per scrivere il pezzo. Rimanemmo li' un quarto dora, poi prendemmo due taxi diversi, io diretto al giornale, lei chissa' dove. 
Due settimane dopo, sempre di domenica, arriva la telefonata della morte di Vanneau, accoltellato proprio di fronte al locale! Rimango allibito. Mando Belden al 7 distretto del Nypd. Poco dopo, senza che ci siamo sentiti, entra Sonia. Non dice niente, posa il registratore sulla mia scrivania e lo accende. La voce di Vanneau che annuncia la guerra razziale. Sonia mi fissa interrogativa. 
- Va bene, - le dico.

LET'S-PLAY-A-GAME  Facciamo un gioco: io ti descrivo un quartiere povero, un ghetto dove ci sono miseria, droga e violenza ma i bimbi delle elementari fanno la prima colazione gratis, con ex-delinquenti che ogni mattina si svegliano alle sei per prepararla. Le nonne di quei bimbi, se devono andare in qualche posto, tipo fare la spesa, e hanno paura a uscire di casa da sole, telefonano a quella che tutti i giornali descrivono come una pericolosa gang, o addirittura un gruppo di terroristi che attenta alla sicurezza della nazione, mi segui? Questi mandano qualcuno che scorta la nonnetta, la aiuta e magari le paga la spesa. E non e' un servizio solo per anziani: ce' un programma che si chiama Peoples Free Food Program, che da' da mangiare a chi fa la fame: decine di migliaia di sacchi di alimenti. Sempre in quel quartiere e' diffusa una certa forma di anemia, molti non sanno nemmeno che ce lhanno. Bene, possono farsi il test gratis in una clinica popolare... messa su da chi? Dai soliti pericolosi soggetti. Questi ultimi hanno anche una piccola fabbrica di scarpe, ci lavorano ex-galeotti 
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