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negli anni Quaranta e Cinquanta, era molto difficile parlare di middle class nera. Solo che lo faceva notare in ogni modo e insisteva tanto che pure le cose autentiche finivano per sembrare posticce.

GREEN MAN Il cimitero era ed e' spettacolare. Decine di migliaia di alberi:  querce abeti pini larici salici magnolie meli cipressi e gli uccelli, centinaia di specie. Meta' degli anni Sessanta cerano anche le strolaghe minori. Quando sono uscito di prigione non cerano piu', e non le ho mai piu' viste. Chissa' dove sono andate. E successa la stessa cosa alle gazze. Andate. Eric Dolphy, andato. Ekundayo, andato. Bill Vanneau, andato. Kwesi Gant, andato. John Coltrane, andato. Albert Ayler, andato. Cosa resta? 
Resta Manhattan vista da Battle Hill, il punto piu' alto di Brooklyn.
 Era bello lavorare al Green-Wood. Passavo davanti alla tomba dei fratelli Brooks e pensavo ai soldi messi da parte per rifarmi il guardaroba. Delle volte mia moglie mi rimproverava, come quando compravo un completo nuovo, una camicia, delle scarpe, e io le rispondevo: - Piccola, ce lhai presente come si veste Miles Davis? Ti faccio mancare qualcosa? Non mi sembra che ce la passiamo tanto male. 
Passavo davanti alla tomba di Henry Ward Beecher, il predicatore abolizionista, e pensavo che anche tra i bianchi cerano brave persone, anche se ne conoscevo poche. Ero al lavoro il giorno del funerale di Albert Anastasia, il capomafia. Certe facce losche... Alcune le ho riviste a Riker's Island qualche anno dopo.
Il Green-Wood, Prospect Park e lorto botanico sono i tre posti di Brooklyn dove si respira come in campagna. Non si vorrebbe mai andare via. Non timmagini quante volte me' capitato di far uscire gente rimasta nel cimitero dopo la chiusura. 
Oggi al Green-Wood ce' sepolta mia moglie. In linea daria, sta a meta' tra la tomba di Jean-Michel Basquiat e quella di Samuel Morse. Vicino a lei hanno sepolto un pompiere morto alle Twin Towers... Di cosa stavamo parlando?

IL DIRETTORE Il Brooklynite era un giornale popolare ma non rozzo. Non era il Village Voice ma nemmeno il New York Post. Partimmo come settimanale nel 60, lanno dopo facemmo il salto a quotidiano. Vendevamo centocinquantamila copie. La proprietaria era della famiglia piu' antica di Brooklyn, figurati che discendeva da Lady Deborah Moody, pioniera inglese dal sangue blu, filantropa e utopista. Nel diciassettesimo secolo arrivo' qui e fondo' Gravesend, unica citta' dove cera piena liberta' di culto. 
Questa sua discendente, Mrs. Winifred Asquith, finanzio' loperazione. Era vedova di un milionario, ricca sfondata ma molto alla mano. Parlava con l'accento di Brooklyn e aveva nostalgia del vecchio Eagle, che non usciva piu' dal 55. 
Il Brooklynite riprese rubriche che stavano sullEagle, e conquisto' subito i lettori. Riprendemmo la vecchia strategia di nominare il maggior numero possibile di abitanti e pubblicare le foto, cosi' amici e parenti compravano il giornale per mostrarlo in giro. Se un tale accoppava sua moglie, mandavamo un fotoreporter a raccogliere i pareri dellintero vicinato. 
Ma Il Brooklynite non era una replica dellEagle: i tempi erano cambiati, il Paese era in ebollizione e il giornale rifletteva quel clima, parlando in un linguaggio comprensibile del movimento per i diritti civili, dellavanguardia, degli hippies... Facevamo le pulci al sindaco e al Nypd. 
Un bellesperimento. Fini' nel 73, per difficolta' economiche. La signora Asquith era morta, i suoi eredi vivevano a Beverly Hills e se ne fregavano di Brooklyn e del giornale. Sonia, lei, se nera gia' andata da un pezzo. 

W.CH. La documentazione sul Cointelpro e' un lungo racconto del terrore. Il Black Panther Party, il Socialist Workers Party e altri gruppi e individui, compreso il dottor King, furono oggetto di  persecuzione, quando non di vero e proprio annientamento. Operazioni programmate nei minimi dettagli, eseguite con perfidia da persone disturbate e paranoiche, razziste, sessuofobe. Molti agenti attivi nella guerra 
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