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paura della morte sembra in grado di riunire la gente nera. 
A questo punto Bradley ha diretto il crescendo con abilita', dando completo sfoggio del suo stile, con un sapiente uso di pause e  ripetizioni, cambi di volume e di registro, saltando sull'ammortizzato pick-up come fosse una pedana elastica. Questa unita' nell'angoscia e' un'unita' tra ossa aride, ha spiegato. "Non vogliamo essere cadaveri ambulanti, gia' condannati dalla struttura del potere bianco. Dice il Signore Dio: ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe. La vera unita' e' nella lotta, la resurrezione delle ossa aride e' nell'organizzazione". 
Giunto al culmine dello sforzo vocale e fisico, il predicatore e' balzato giu', ha strappato una fiaccola di mano a un ragazzo e l'ha scagliata in mezzo alla folla, che si e' aperta come il Mar Rosso. "Questo fuoco non vi brucera', fratelli e sorelle. Questo e' il fuoco che illumina il cammino delle ronde di autodifesa. Perche' se non pensiamo noi a difenderci, di sicuro non ci pensera' Nabucodonosor". Nel caso la metafora non fosse abbastanza chiara, evocando il sovrano babilonese Bradley ha indicato il lato opposto del piazzale, dove stazionavano tre vetture del NYPD, dopodiche', madido di sudore, ha salutato i fedeli e il coro della Holy Spirit and Fire ha intonato l'inno "Dem Bones". 

7. Il coro, 26 aprile 1967


Stasera non si prova, l'aula e' vuota.
Non c'e' Anita ad accogliere chi vuol cantare. Non c'e' Anita ad accogliere chi e' di ritorno. La casa dei padri e delle madri ha il portone sbarrato.
Anita e' avvolta in una cappa di lacrime e calmanti, dentro un soffice buco incolore. 
Al funerale, Anita ha ringraziato i musicisti, implorato i giornalisti di lasciarla in pace, abbracciato i ragazzi del coro. Il singhiozzo e' rimasto fino a sera, acidita' risaliva l'esofago a ogni singulto.
Lascia squillare il telefono dieci, venti volte. Si alza e risponde. 
Anita nello studio di un avvocato. Anita a colloquio con la polizia.

Anita ha perso il marito, gli teneva la mano e lo ha sentito sprofondare. Ha perso i sensi nell'ambulanza. L'odore dei sali e' rimasto per ore tra labbra e narici.
Anita mangia sola. Scatolette. Non c'e' Kwesi a tamburellare con le posate su bottiglie e bicchieri. Non c'e' Kwesi, sposo di soli sette giorni. Non c'e' il mio amore in questa casa che non posso piu' permettermi.
Sull'uscio di ogni stanza vuota, Anita non ha piu' baricentro. 

Mercoledi' andra' al coro. Stare cosi' e' peggio che morire. Telefona al ragazzo che suona il piano. Gli chiede di chiamare tutti. 
Tempo di tornare a cantare.

Altho' you see me goin' 'long so
Oh, yes, Lord:
I have my trials here below
Oh, yes, Lord. [1]






















1. Anche se mi vedi tirare avanti / Oh, si', Signore / Ho le mie tribolazioni quaggiu' / Oh, si', Signore.
8. Love me, Im a liberal

Il Municipio deve protendersi verso la cittadinanza, il cui unico contatto personale con l'amministrazione e' spesso un poliziotto, un ispettore agli alloggi o un conducente d'ambulanza. La diffusa estraneita' - quando non la profonda alienazione - che caratterizza il rapporto tra un'amministrazione e i suoi cittadini puo' essere superata dando modo alla gente di far sentire la propria voce, forte e diretta, nella gestione della citta'.
John V. Lindsay, sindaco di New York, Saturday Review, 8 gennaio 1966

LET'S-PLAY-A-GAME Alphonse Bradley aveva senso dello spettacolo, si vede in ogni dettaglio. Nonostante la retorica da pezze al culo, la Holy Spirit and Fire non era sprovvista di mezzi. Bradley poteva farci montare un palco, in quel piazzale, o parlare dal pulpito. Usare il retro di un pick-up fu una scelta retorica, dava l'idea di un evento eccezionale e improvvisato, anche se il sermone era annunciato da giorni. Voleva proiettare l'immagine di un uomo che tiene le chiappe in strada, vicino all'animo dei lavoratori e dei diseredati. Non che questo fosse falso: Bradley era di famiglia povera. A Bed-Stuy,
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