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considerato un innovatore delle percussioni e della batteria, che suonava con un set di martelletti di varie lunghezze e dimensioni. Si era ribattezzato Kwesi, che nella lingua Akan del Ghana significa Nato di domenica. Per colmo d'ironia, e' morto lo stesso giorno.
Nelle ultime settimane Brooklyn e la Lower East Side sono state teatro di ben tre omicidi di musicisti afro-americani. Gant e' il terzo a essere assassinato in circostanze misteriose, dopo il sassofonista Tyrone Ekundayo Jackson, ucciso a Crown Heights il 2 aprile scorso, e il pianista Bill Vanneau, pugnalato in Delancey Street il 16 aprile. 
Le modalita' e le armi dei tre omicidi sono diverse: Ekundayo e' stato ucciso di sera  da uno sconosciuto avvicinatosi a piedi alla sua auto con un revolver Smith & Wesson .38 special modello 64. Anche Vanneau e' stato attaccato di sera da uno sconosciuto a piedi, ma con unarma da taglio (secondo il coroner potrebbe trattarsi di un paio di cesoie); la pistola che ha ferito a morte Kwesi Gant in pieno giorno non e' stata ancora identificata. 
Ad ogni buon conto, il fatto che i tre musicisti fossero negri, che  tutti gli omicidi siano avvenuti di domenica e che in due casi su tre (Ekundayo e Vanneau) i testimoni abbiano parlato di un uomo bianco vestito di scuro, fa pensare a un collegamento.
A pensarla cosi' sono i familiari e gli amici delle vittime, frustrati dagli scarsi progressi nelle indagini. Lavvocato Ward W. Wilson, che rappresenta Mrs. Angela Vanneau, vedova del pianista, ha dichiarato al nostro giornale: Salta agli occhi che i tre omicidi sono collegati, ce' gia' abbastanza per ipotizzare che il movente sia di natura razziale o addirittura politica. Tutte e tre le vittime erano, ciascuno a suo modo, giovani e brillanti leader della comunita' afro-americana, eppure il Nypd continua a trattare i casi come se fossero separati. Linchiesta su ciascun omicidio e' seguita da un diverso distretto. Cosa aspettano a unificare le indagini sotto la guida di ununica squadra?.
Gli fa eco Calvin D. Mey, giornalista in pensione e padre di Julia Mey, la giovane rimasta ferita durante laggressione a Ekundayo: Se le vittime fossero state bianche, le indagini sarebbero gia' state unificate. Calvin D. Mey vive in Vermont ma e' sceso a New York City per stare vicino alla figlia, che e' sotto shock e ha avuto un braccio spezzato da una pallottola. Puo' darsi sia allopera unorganizzazione razzista, forse una scheggia impazzita di gruppi come la John Birch Society o il Partito Nazista Americano.. Mr. Mey restera' a New York City finche' la figlia non si sara' rimessa dalla frattura e dallo shock. 
Il capitano Albert D. Rizzi, del 71 distretto del Nypd, si e' difeso dalle accuse di negligenza: Stiamo facendo il possibile, ma gli indizi sono davvero pochi.
Da Harlem, il reverendo Alphonse Bradley della Holy Spirit and Fire Baptist Church ha dichiarato che i negri potrebbero organizzare ronde di autodifesa nei quartieri dove gli assassini hanno colpito, per contrastare il terrore razzista. H. Rap Brown, portavoce nazionale dello Student National Coordinating Committee, ha affermato che "i fratelli devono difendersi dagli agguati del nuovo fascismo americano". In un incendiario comunicato, il poeta nero LeRoi Jones ha dichiarato:  non lasceremo che il sangue nero scorra per le strade da solo, ne verseremo un po di bianco per fargli compagnia. 
Questa catena di omicidi arriva in un momento delicato per la comunita' nera degli Stati Uniti: molti giovani ritengono ormai inadeguate le tattiche non-violente del movimento dei diritti civili, e adottano le posizioni dello scomparso Malcolm X, secondo cui i neri devono difendersi con le armi dagli attacchi razzisti. Proprio grazie a queste affermazioni il Black Panther Party for Self-Defense, nato in California lo scorso anno, sta facendo proseliti nel resto del Paese.
Esistono dei precedenti: nel 1957, per iniziativa dellex-marine Robert F. Williams, la comunita' negra di Monroe, North Carolina, 
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