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per spiare e diffamare il movimento dei diritti civili, difendersi dalle ingerenze del governo federale e conservare il regime di segregazione. Ma a meta' degli anni Sessanta certe cose appartenevano al passato. Lo scontro si spostava nelle metropoli del Nord e della West Coast. A New York il Boss stava gia' infiltrando le organizzazioni nere piu' moderne. Una delle guardie del corpo di Malcolm X era un infiltrato del Boss, un certo Eugene Roberts. Piu' tardi entro' nel Bpp e fu tra i responsabili della montatura contro i 21 di New York. Testimonio' anche al processo. Comunque, la maggior parte del lavoro sporco era svolto dai federali. Studiando i documenti si e' calcolato che quasi il 10% dei membri del Partito erano agenti in camuffa, spesso ignari luno dellaltro, intenti a spiarsi a vicenda.  

GIT-ON-THE-GOOD-FOOT Il numero di attivisti neri uccisi dai razzisti era gia' alto prima che ci si mettesse l'Fbi, e Stokely era il prossimo, in cima alla lista. Eravamo tutti preoccupati che non arrivasse ai trent'anni.  In compenso, era uno dei neri piu' amati dalla sua gente. Nelle contee del Mississippi dove lo Sncc aveva fondato il Freedom Democratic Party, e in Alabama dov'era nato il simbolo della pantera nera, c'era chi l'avrebbe sfamato con lultimo tozzo di pane, avrebbe ricevuto la pallottola che gli era destinata, si sarebbe strappato un braccio e l'avrebbe usato come clava per difenderlo. 
Non so quanto ne fosse consapevole, ma Stokely aveva una galassia di buone stelle, angeli custodi sparsi per il mondo che si mossero per sottrarlo al pericolo. Nella primavera del '67 gli organizzarono un tour mondiale. Londra, Cuba, la Cina, Il Vietnam in guerra, l'Algeria post-coloniale, infine la Guinea dove sarebbe andato a vivere. 
Da quei paesi continuava a denunciare l'oppressione dei neri negli Stati Uniti, facendo impazzire di rabbia i nostri media. La Cia cerco' piu' volte di catturarlo e riportarlo in patria, o almeno di rubargli il passaporto. Esiste un discorso di Fidel Castro in difesa di Stokely. La Guinea inoltro' agli Usa una protesta diplomatica ufficiale per le intimidazioni da parte di membri dell'ambasciata americana. Kwame Nkrumah lo prese come segretario. 
Per questo, durante i delitti del Figlio di Whiteman, Stokely non era nei paraggi. Ma di lui se ne parlava, se ne parlava eccome.  

JULIA MEY Quando gli omicidi furono collegati, mio padre decise di fermarsi a New York. Non era piu' soltanto il mio stato di shock, la morte di Ekundayo, la ferita, stare vicino a sua figlia... Chiamalo fiuto di giornalista, chiamala noia di pensionato, chiamalo spirito civico da vecchio radicale, resta il fatto che cera una storia. Prese posizione, critico' la polizia, contatto' vecchi colleghi, amici nella Naacp... Ci mise il cuore. Il cuore lo metteva sempre.


6. Reperti, 25-27 aprile 1967


The Brooklynite, martedi' 25 aprile 1967:

Jazzista ventiduenne ucciso a colpi darma da fuoco
E il terzo musicista negro ucciso questo mese / David Gant si stava recando a un concerto di John Coltrane. / Il mondo del jazz si interroga. / I leaders della comunita': E una cospirazione razzista.

Garry Belden e Sonia Langmut

Bedford-Stuyvesant. Il percussionista e batterista jazz David Kwesi Gant, ventitre anni, e' stato ucciso a colpi darma da fuoco domenica alle 4 pm, di fronte a casa sua. Gant era appena uscito, diretto alla metropolitana per recarsi a un concerto del sassofonista John Coltrane allOlatunji Center di Harlem. Appena messo piede sul marciapiede, e' stato freddato da uno o piu' sconosciuti che sparavano da unauto in corsa. Secondo alcuni testimoni era una Ford Mustang Coupe' di colore beige. Nessuno ha fatto in tempo a trascrivere la targa. Gant e' stato soccorso dalla moglie Anita e dai vicini, ed e' morto sullambulanza che lo portava al St. Marys Hospital. 
Gant, sposato da appena una settimana, era in attesa delluscita del suo primo album, Fear The Drum, per letichetta ESP. Nonostante la giovane eta' era
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