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Brooklyn Botanic Garden, ci porto sempre i parenti in visita dalla Georgia. Tra i jazzisti e jazzofili neri il mio era un lavoro strano, ma per me jazz e giardinaggio erano un tuttuno, perfetta armonia. Al Prospect Park, vicino allo zoo, sentivo richiami d'ogni specie duccello e mammifero. Orchestrazioni in forma libera, improvvisazioni collettive di amadriadi macachi fringuelli pellicani, vento tra le foglie e zac! di cesoie, voci di pic-nic e traffico lontano. Cercavo di isolare ogni suono e ricondurlo alla fonte. Avevo lorecchio fino, se diventavo ingegnere del suono non avevo niente da invidiare a Van Gelder. Piu' avanti negli anni, quando tipi come Albert Ayler dicevano di voler andare oltre le note per concentrarsi sui suoni, capivo bene cosa intendevano. Ayler e la sua donna, alla fine degli anni Sessanta, andavano a suonare al Prospect Park. Un pomeriggio la polizia li fece smettere perche' facevano troppo baccano. Per poco non li arrestavano. Io la scena non la vidi, allepoca ero gia' in prigione.

BLOOD WILL TELL Sonia Langmut? Certo, la conoscevo. 

ROWDY-DOW Pensa a quello che succedeva intorno, pensa al Potere Nero, a Malcolm, Muhammad Ali, Stokely Carmichael, Huey P. Newton e le Pantere. Eravamo come loro, dissotterravamo asce di guerra di secoli prima, asce di guerra timbriche, tonali e ritmiche. Se il Potere nero avesse vinto, se sbirri e federali non avessero ammazzato i fratelli uno per uno, e se i ragazzi dei ghetti non fossero stati rimpinzati di eroina 

BLOOD WILL TELL Sonia era una ragazzona bianca di upstate New York, cresciuta dalle parti di Albany. Genitori tedeschi scappati dal nazismo. Socialisti, mi pare. Non l'avresti definita bella, ma aveva capelli rossi e occhi verde scuro. Lentiggini dappertutto. Insomma, la notavi. Scriveva di musica sul Brooklynite, rimbalzava da un club allaltro ed era immersa nella new thing. Quando mi intervistava, faceva domande tipo: - Che rapporto ce' tra il tuo modo di improvvisare e la scrittura automatica dei surrealisti francesi? - o altre che cominciavano cosi': - Nei Manoscritti economico-filosofici del 1844, il giovane Marx scrive che... - Pero' era molto simpatica e aveva un gran cervello. Lultima volta la vidi al funerale di Trane. Quell'estate lascio' la citta'. 
Da piu' di trentanni, ogni tanto incontro qualcuno che ha incontrato qualcun altro che allepoca l'ha vista nella tale o nella talaltra comune, o a una famosa manifestazione. In ogni caso, non so dov'e' adesso. Non so neanche dirti se e' viva. Temo dovrai spostarti parecchio a Ovest se vuoi tentare di rintracciarla.

ROWDY-DOW Ci si misero tutti a soffocare la nuova musica prima che potesse diventare altro. Fred Hampton delle Pantere di Chicago fu ammazzato nel suo letto, gli sbirri gli spararono mentre dormiva. Ricordo una foto della stanza: per terra cera la copertina di un LP imbrattata di sangue e materia grigia. Out To Lunch di Eric Dolphy. Pensai: le Pantere ascoltano la nostra musica. Siamo tutti una cosa sola. La cosa nuova.

IL DIRETTORE Sonia la incontrai nel 64, proprio a una serata del quartetto di Trane. Non ricordo se era il Birdland o il Vanguard. Non poteva non attirare lattenzione: una ragazza sola in un locale alle ore piccole, non bellissima, aria un po hippie, seduta accanto alla batteria di Elvin Jones con in grembo un registratore a bobine, marca europea... 

BLOOD WILL TELL Butoba MT5, fabbricazione tedesca. Il famoso Butoba di Sonia Langmut. 

IL DIRETTORE Batteva il ritmo col piede, canticchiava le note dellassolo di Trane una frazione di secondo dopo che uscivano dal sax. Era uno di quei pezzi Trane & Elvin, solo sax e batteria. Trane non la sentiva, perso nell'assolo. Credo che nessun altro la sentisse, a parte me e Jimmy Garrison, che ogni tanto la guardava, sorrideva e scuoteva la testa. Chiacchierammo un po al bar e le diedi il mio biglietto da visita. 
Qualche tempo dopo, quando gia' lavorava per il giornale, mi fece ascoltare quel nastro. Si sentiva quasi solo
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