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Parigi,  suonavo le note sopra e sotto la nota, cercavo e cercavo, tutte le note insieme, ma fu molto tempo dopo. Cero quasi, non m'importava che il pubblico capisse, poi qualcuno mi lancio' un biglietto tra i piedi.

 Si tu perois lunivers tout entier comme une fantasmagorie, une joie ineffable surgira en toi. 

Non so il francese. 
Ora sono nel '50, vado giu' nella fossa che e' la mia testa, dove non si puo' scandagliare, dalloblo' vedo scendere le note e...  uno schiaffo, due schiaffi, tre. 
Se un uomo puo' farcela a Los Angeles puo' farcela ovunque.
Io ce la faccio, mi ria'nimano. Poi

Dizzy mi licenzia.
Miles mi licenzia. 
Dio mi licenzia. 
Guadagnarmi la riassunzione. Tornare pulito.

Ce' ancora tanto da suonare, da dire. Ma sto perdendo il treno. Ho atteso lultimo momento prima di andare alla stazione. E tutto il tuo amore e' invano. 
Non mi buco da dieci anni. Il karma e' un macellaio, ti taglia in quattro e ti appende a un gancio.
Non riesco a fare due cose alla volta. Suonare e stare in piedi. Fatico a pensare. Fatico a parlare. 
Non so piu' fare due cose alla volta. Faticare a pensare e pensare. Faticare a parlare e parlare. 
Non so come riempire le ore che rimangono. Mi sfuggono dal pugno. Esercitarsi non ha piu' senso. Lho fatto otto, dieci ore al giorno, fin da quandero ragazzino. 
Alice. John Jr. Ravi. Oran. 
Non voglio vedervi scivolare tra le dita. 

Dita. Non riescono a star ferme.



2. Non puoi odiare le radici senza odiare lalbero


Entra nel centro del suono spontaneo che vibra di se' stesso come nel suono continuo di una cascata oppure, mettendo le dita nelle orecchie, intendi il suono dei suoni e raggiungi Brahman, limmensita'.

 Vijnanabhairava Tantra, 38


GREEN MAN  Monk e Trane al Five Spot. Era il 57. Le serate piu' belle della mia vita. Quellanno tenevo il mondo appeso a un filo, come dice la canzone, e stavo seduto su un arcobaleno. Il mio lavoro mi piaceva, mi ero appena sposato, stavo gia' a Brooklyn ma di sera prendevo la metro per il Village o la Lower East Side. Cominciava il disgelo, dopo anni di musica liscia, liscia da sciacquarsi le palle. Io venivo dal Sud, cresciuto a cori di chiesa e Rhythm & Blues, mi piacevano quei sassofonisti vestiti di rosso che partivano con lassolo, si chinavano allindietro che quasi si sdraiavano e facevano muggire lo strumento, muuuuuuuu, lo facevano ragliare, braaaaaaa, anche tre o quattro battute di fila, un suono lungo e rauco e denso che lo sentivi nel basso ventre. Lo honking. Figurarsi se potevo digerirlo, il cool. Ancora ancora il nonetto di Miles, ma Lennie Tristano, la roba della West Coast, Chet Baker... Dave Brubeck! Roba da bianchi, non vedevo l'ora che finisse.

ROWDY-DOW Alla fine degli anni Cinquanta arrivo' la new thing, che per noi fu la liberazione dei suoni. Lo chiamavano anche free jazz, titolo di quellalbum di Ornette Coleman, ma le etichette eran roba da bianchi. Noi criticavamo pure la parola jazz, per noi era la musica, punto. Ornette arriva in citta' col suo sax di plastica, e di fianco a lui Don Cherry con quella tromba ridicola, una Conn del 1889 che pare finita sotto un treno, i tasti sempre sul punto di schizzare via.
Gia' da un po tipi come Cecil Taylor facevano casino, ma fu il quartetto di Ornette al Five Spot a sturarci le orecchie. Sembrava una rissa tra cani, anzi, gli istanti che precedono una rissa tra cani, li senti da dietro langolo e timmagini la scena, i padroni che tirano i guinzagli e chiamano i cani, e questi due che azzannano laria, cercano di avventarsi luno sullaltro, strattonano, ringhiano, latrano, sbavano, e le voci dei padroni che ordinano di smetterla, fanno lavorare i bicipiti, parlano ai cani manco fossero cristiani ma in fondo non ci credono, recitano, la verita' e' che sono fieri della forza e dei coglioni delle loro bestie, ridono sotto i baffi 

GREEN MAN Dopo il cool vennero i nuovi boppers, quelli duri, e loro non avevano problemi, lo facevano lo honking,
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