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delle otto del mattino, che io magari ero tornato alle quattro dopo aver suonato chissa' dove. Mi svegliavo con le palpitazioni. Una volta, mi e' addirittura caduto in faccia un velo d'intonaco del soffitto. 
La prima volta telefono alla vecchia per lamentarmi, le chiedo se non e' possibile far venire il domestico piu' tardi, gia' due ore dopo sarebbe un'altra cosa. Mi risponde  gentile, dice che non si puo' ma informera' il tipo e vedra' che la settimana prossima fara' meno rumore. 
La settimana dopo non cambia un cazzo: mi sveglio alle sette e tre quarti col bum! bum! bum! tipo tamburi di Chano Pozo, mia moglie e' gia' fuori di casa e il coglione e' di sopra che canta. Batto col manico di scopa, ma non serve. Mi vesto e salgo, suono alla porta. 
Senza aprirmi, il coglione urla: - La seora no est en la casa. 
E io: - Sono quello del piano di sotto, apri un istante, uomo, devo spiegarti una cosa... 
E lui: - La seora no est en la casa. 
Capisco che non serve a niente e torno giu' col sangue agli occhi. Piu' tardi, ri-telefono alla signora, che si ri-scusa e mi ri-assicura che etc. etc. 
Terzo martedi' solita solfa, e la seora no est en la casa. Terza telefonata, e che mi risponde la tipa? Allora cosa dovrebbe dire lei, faccio rumore anchio quando chiudo la finestra di notte, che diritto ho di lamentarmi etc. etc. La mia cazzo di finestra la sveglia nel cuore della notte e non riesce piu' a prendere sonno.
Quarto martedi', intercetto il tipo che ha appena finito i mestieri, sulla tromba delle scale. Gli pianto l'indice sullo sterno e gli dico: - Amigo, c'e' modo e modo di fare le cose, cerca di fare piu' piano e fai a meno di cantare, in questo palazzo si sente tutto e io lavoro di notte. 
Lui mi guarda e mi fa: - Vale, vale, ah'm sorry, - poi fa per andarsene ma io aggiungo, ed e' li' che sbaglio: - Io sono un musicista e la'sciatelo dire, sei stonato da far piangere il cuore, entiendes? Sembri un coyote che s'arrampica sul filo spinato. 
Quello mi pianta in faccia uno sguardo da killer e mi fa: - No es asunto tuyo.  
La settimana dopo, ferito nell'orgoglio latino, fa trambusto peggio del solito e canta a pieni polmoni: - Tiln, tiln, tiln / oye que bonito es el tiln / de mis campanitas de cristl...
Visto che non ho voglia di fare a pacche, compro un paio di tappi per le orecchie, pero' medito vendetta. 
Ricordati bene questi due particolari: martedi' mattina, tappi per le orecchie. Se ti dimentichi, non capisci che c'entra questa cosa con tutto il resto.

1. L'uomo dei fantasmi 


Bomba atomica esplosa non ricordi quando. Fall-out: dolore dappertutto, non sai dove e' cominciato, non sai dove finira'.
 
La stazione e' ancora lontana ma ce' tempo, tempo, tanto che non sai che fartene. Mangi dolciumi. Ti guasti i denti. Sudi, ginocchia contro petto, mani stringono caviglie, sudi e soffri. 
Il tempo che rimane non e' molto eppure e' troppo.

Bomba scoppiata non ricordi quando. Meno di un anno fa, piu' di ventanni prima, piu' o meno la notte dei tempi. 
In tour: Hiroshima e Nagasaki, luglio '66. 
Pensavo: diversi modi di morire. Andarsene una cellula alla volta e' come essere in due posti. E un travaso. 
Invece, cancella'ti dalla faccia della Terra, pelle che si stacca e prende il volo, corpo che si disfa. Corpo che smette di essere te. Se mai lo e' stato.

Non trovo la vena. Porta socchiusa e mi schiaffeggio il braccio. Mi vedessi da fuori penserei: Guardalo, l'idiota. Ma non mi vedo da fuori. Sono fuori di me, ma sono cieco. Che anno e', dove sto suonando. Ottobre del '50 in un albergo di L.A. Lago entra e perdo i sensi. Perdo senso. Se un uomo puo' farcela a Los Angeles puo' farcela ovunque. Se riesci a farti con la roba di fuori New York, puoi farti di qualunque cosa. 
Dicono che vedi la vita scorrere. Non ricordo niente. Forse una pioggia torrenziale, pioggia di note, tutte le note che circondano la nota, quella lunga, e insieme fanno un accordo, il suono delluniverso. 
Ero quasi riuscito a trovarlo a
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