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sono sbagliate. Da una guerra atomica combattuta con le armi del 1972, le vostre armi, il mondo potrebbe forse riprendersi. In capo a molte generazioni, certo. Ma il mio mondo, il mondo dei politicanti che mi hanno lanciato per distruggere il vostro, e' destinato alla fine, e non c'e' nessuna speranza. Nessuna. Come vedi, il mio non e' odio per la vita, anche se la vostra generazione d'uomini mi e' estranea, anche se so che i piu' raffinati tra voi chiamano il fascismo di cui mi ritenete rappresentante odio per la vita. Vivere qui, tra voi, mi ha reso quello che sono."
Kurtz riusci' a sfoderare un'espressione di completo disprezzo. 
"Non crederai di avere diritto ad altro che all'odio, chiunque tu sia. Chi sei, tu?"
Larsen rise selvaggiamente. Gli scoppi di risa si tramutarono in singulti violenti, in conati.
Di colpo, lo svedese si calmo'.
"Chi sono io? Eh-Ehhhh! Io non ho nome, poiche' Noi siamo una legione, signor Morto. E' il Vangelo, Kurtz. Dio mio! Non ho mai avuto la presunzione di riuscire a capire quanti fossimo, e come fossimo. Ora e' finita, pero'. Ho un unico rimpianto, e tenete le orecchie aperte, pazzi, visto che l'uomo piu' importante della storia sta dettando un testamento spirituale. Noi, Lars Larsen, Inviato del Governo degli Stati Uniti d'America dell'anno 2045, avremmo voluto vedere l'altro come noi che cammina ora su questa terra, l'uomo che ha reso possibile, con il suo genio, l'attuazione del piano. Si', sto parlando dell'uomo che sta dietro alla bomba atomica culturale che imperversa per le vostre strade, cubani. Non l'ho mai veduto e non abbiamo mai comunicato: ma ho capito che dietro gli eventi connessi al cantante rock comunista c'era qualcuno che proveniva dal mio stesso mondo. Il Terzo Inviato. Il Genio. L'uomo che avrebbe potuto cancellare il vostro patetico tentativo di riscatto senza il benche' minimo esercizio di violenza. Ma che volete, la mia indole e' portata alla poesia tragica. Sono un impaziente. Tendo a strafare."
Lo Svedese imbraccio' la vecchia carabina che riposava al suo fianco, simile a un legno portato a riva dalle correnti. 
Marcela chiuse gli occhi. Una visione. David Bowie sorrideva. Era nudo.
Kurtz chino' il capo. Qualcosa di simile all'idea di Dio gli attraverso' la mente.
DDT maledisse quel pazzo con tutte le forze. 
Era finita.
Larsen punto' la carabina.
Poi giro' l'arma.
La canna in bocca.
Un'esplosione.
Sangue e cervello schizzarono sulla parete della roulotte.

Kurtz rimase muto, a guardare la scena, per qualche secondo. Marcela stava vomitando. 
DDT scuoteva il capo, incredulo.
Sputato dall'oscurita', il ragazzo indiano entro' in scena, circoambulo' attorno al corpo dello svedese, mostrando una cautela assoluta.
Vibro' un calcio nella carcassa. 
Poi prese la carabina. Guardo' Kurtz e i cubani. 
Con il piede destro pesto' violentemente un interruttore.
Le lampade si spensero.

46
 
Neville Livingstone si sveglio' di soprassalto, mandando un grido rauco.
"Che c'e', Bunny?"
La donna che giaceva al suo fianco prese il capo del rastaman tra le mani, e guardo' l'uomo fisso negli occhi.
"E' morto."
"Chi e' morto, Bunny?"
"L'inviato di Screwface e' morto. Non ci saranno piu' duppies a scuoterci il letto, donna."
Neville si allungo' sul letto, per cercare di rilassarsi. Si mise a osservare le macchie d'umidita' sul soffitto. Dopo qualche minuto, decise.
"Accendi la radio, donna."
Trasmettevano Blackheart man, l'ultimo hit di Bunny Wailer a scalare le classifiche giamaicane.

Antonio Mitchell prese la testa del cane tra le mani e guardo' l'animale negli occhi gialli e vuoti. Il cane rimase come ipnotizzato per qualche secondo, poi si divincolo' e mando' un guaito. Antonio Mitchell sorrise.
Un solo sparo in lontananza.
Doveva essere finita, quella lunga partita.
Il gregge era sparso su un area di molte decine di metri quadrati. Antonio si levo' in piedi dal masso su cui aveva posato la scarna mole e mando' un richiamo al pastore sulla balza opposta, oltre la
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