<A HREF="havanaglam130"><</A>
fa pendere la bilancia dalla nostra parte. Probabilmente sa, con la prescienza che ha dimostrato finora, che stiamo arrivando. Ed e' convinto di essersi andato a mettere al sicuro. Che la riserva lo protegga. 
Ma non e' cosi'. Lo prenderemo."

TTT 108. Che fa quel satellite metereologico?
Cazzo.
Precipita.
Ecco che cazzo fa.
Edmundo Rojas compose un numero sulla ruota del telefono di servizio. Le mani tremavano.
"Edmundo Rojas, del controllo cielo settore H-01. Ho un rilevamento sul satellite metereologico denominato Y-1215, TTT 108 secondo la classificazione del paese di lancio. No, americano. Si'. Le orbite si stanno abbassando. Non chiedermi come sia possibile. Non lo so. Dovrebbe impattare sull'atmosfera tra 72 ore. Si', ho qui l'elenco sotto mano. Ecco: TTT108. Peso 355 chilogrammi. Dovrebbero piovere dei frammenti abbastanza grossi. Non ho idea dove, ancora. Mi ci vorra' una notte di calcoli. A dopo."
Calcoli. Fitte linee di cifre, di segni. Diagrammi, traiettorie ipotetiche. 
Edmundo Rojas suda sulle carte.
Merda.
Ecco dove cadra'.
Le mani verso la cornetta.
Edmundo Rojas sta sudando.
Il telefono trilla.
"Si'. Ti stavo chiamando. Come? Gli americani hanno avvertito dell'avaria? Tra Puerto Rico e la costa dell'Oriente? No, compagno. Secondo i miei, di calcoli, TTT 108 ci sta cadendo sulla testa."


39

Polvere rossa si leva. Atomi, molecole si perdono nell'aria. Il mondo si consuma per attrito.
Percuoto il fianco dell'antico vulcano per circa un'ora. Ho scavato una nicchia nella roccia
friabile. Calo la scatola d'argento nella cripta. La polvere si dirada.
A dieci passi da me e' comparso un uomo. Un Dine'e'. Non mi sono accorto di nulla. Un cane
giallo e smagrito mi si avvicina. Mi annusa. Un gregge vastissimo sembra occupare la terra
fino all'orizzonte. Altri uomini s'avvicinano.
"Non puoi scavare li', amico."

"Che cosa?"
Fredrick Jay Siegler quasi si strozzo' con il drink. Daiquiri alla fragola.
"Che cazzo vuol dire sparito?"
F.J. guardo' con odio il bicchiere semipieno di liquido rosso.
"Cosi' dice il biglietto, eh? Beh, non ti preoccupare. So dov'e' finito, certo che lo so. Potrei scommeterci sopra. Non ti preoccupare, te lo riporto a casa. Ciao, Angela."
La moglie di David. Quello stronzo era sparito. Di notte. Aveva lasciato un biglietto. "Non ti preoccupare. Devo vedere una persona. E' importante."  David Jones sapeva essere laconico, alle volte.
Non puo' fregare me, pero', penso' F.J.. Sapeva bene dove era andato a nascondersi il suo protetto.
Dean D. Mitchell era l'unica persona che David voleva vedere.
E cosi', sarebbe toccato pure a lui mettere piede in quel posto. Da quando era arrivato, a meta' anni sessanta, si era sempre trattenuto dal visitare quei luoghi. Non portavano bene a quelli come lui. Ma ora, doveva andare a prendere il suo vecchio amico David prima che si mettesse nei guai.
Lo stronzo aveva la vocazione dei guai.
E poi, tutto il mondo doveva sapera che David non usciva di casa per paura di ritorsioni comuniste. 
Il fulcro emozionale del piano, cazzo. Tutti, specialmente i marziani giu' all'Avana dovevano sapere che David aveva paura dei comunisti. 
La moglie di David, Angela Barnett. Povera martire.
Angela: si chiamava come quella troia negra. Erano giorni che non rispondeva al telefono, quella. Chissa' dove si era ficcata, la stronza.

Avvolto in un cappotto di pelliccia, un paio di jeans e scarpe da ginnastica, equipaggiato con molte carte di credito, David Jones mise piede quattro ore dopo all'areoporto di San Antonio. Ora bastava noleggiare un auto, e dopo altre otto ore di guida sarebbe stato al sicuro.
Quell'abitazione tradizionale era il posto piu' sicuro del mondo.
L'hogan del nonno di Dean.
David Jones si attacco' a un telefono pubblico. 
"Ciao Dean, Sono David. Bene, si'. Sono qui. Come qui? In America. A San Antonio.
Si'. Tra otto-dieci ore sono li'. Ho bisogno di parlarti. Devi scrivere la storia per un film. Si', a dopo. Ciao."
Missione quasi compiuta. David
<A HREF="havanaglam132">></A>