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marcisce. Vengono le mosche e mangiano il cadavere, depongono le uova. Nascono altre mosche. La merda per nutrirle non manca mai. Eh-eh-ehhh!

L'equanimita' e' come una corda di strumento finemente accordata. Ne' troppo lenta, ne' troppo tesa.
Sono sdraiato nell'hogan femminile. Tornano a costruirli, ora.
L'equanimita' vibra perfettamente e produce musica meravigliosa.
Stanno arrivando...

38

La posta in gioco, piu' alta persino della Rivoluzione e dell'incolumita' di Fide'l, a quanto pareva.
Nessuno spazio per lo scetticismo.
Il racconto, incredibilmente, suonava palusibile.
Forniva un contesto agli eventi trascorsi. 
A tutti, piu' o meno, tranne uno.
Rosendo si incarico' di rompere il silenzio.
"E l'uomo senza ombelico?"
Marcela sembro' soppesare attentamente le parole che stava per pronunciare.
"Non so come entri nel quadro."
DDT stava prendendo delle note su un taccuino, con una matita rossa.
"Non lasciare niente di scritto, Diego Dieguez."
"Non ti preoccupare. Mi serve per fissare i pensieri. Poi distruggo i fogli."
Rosendo avvio' l'auto. Tra mezz' ora avrebbero avuto, forse, ulteriori chiarimenti.

Sul luogo dell'appuntamento, nessuno. O meglio, nessuno a parte una roulotte trascinata da una Chevrolet Corvette rossa, con tanto di famiglia chiassosa e antipatica. Rosendo se ne ando' a pisciare dietro un cespuglio.
Penso' alle donne. Sarebbe stato bello se si fossero trovati li', che so, in viaggio di nozze.
In viaggio di nozze!
Rosendo scrollo' l'uccello e scosse il capo.
In viaggio di nozze. Stai rincoglionendo, R.M.
Mentre tornava sui suoi passi, una BMW nera giunse sulla piazzola di sosta. 
Stile, penso' R.M.
Kurtz gli piaceva.
Usci' dall'auto in compagnia del fido Chakutin, esibendo un 'impeccabile completo blu. Sembrava piovuto al miglio centootto da un mondo parallelo. Uno di quei mondi dove, se non proprio bello, vivere e' almeno non cosi' sordidamente brutto. Cosi' doloroso.
O meglio. Doloroso, sia pure. Ma...significativo, si'.
La parola giusta.
Rosendo sorrise, soddisfatto di se stesso e della portata esistenziale dei propri ragionamenti del dopo-pisciata. 
La Chevrolet parti' in una nube di polvere, trascinandosi dietro roulotte orrenda & famigliola disgustosa.
Rosendo era a tiro. Sorrise e saluto'.
Kurtz rispose al saluto con un cenno e pianto' gli occhi in quelli di Rosendo.
Anche se stava per rivolgersi ad almeno quattro dei presenti.
"Ti chiederai che posto assegno a F.J. Siegler, manager di artisti decadenti, in tutta la faccenda."
Rosendo resto' a bocca aperta. 
Sembrava che Kurtz continuasse un discorso interrotto pochi istanti prima.
"Il suo scopo e' quello di instillare nelle societa' comuniste germi patogeni cosi' perniciosi che la loro portata sfugge alla nostra comprensione. Se il Reattore entra in azione, addio URSS. Il colpo di grazia a tutto il resto e' affidato al Rock 'n Roll."
Marcela scosse il capo.
"Non sono convinta della pericolosita' di una particolare forma musicale. Comunque sia: mi sono scervellata ma non ho alcuna ipotesi plausibile sulla malformazione del nostro signor Siegler. Tu ne hai, compagno?"
Kurtz sembro' scosso da un brivido. Una folata di vento alzo' un turbine di polvere sulla piazzola di sosta. Arbusti rinsecchiti venivano spinti dalle raffiche verso le montagne, a nord.
"Nessuna ipotesi plausibile. Se riusciremo a far parlare lo Svedese, le cose si chiariranno."
DDT sfodero' un'espressione scettica. "Nemmeno tu credi davvero che lo Svedese possa aprire bocca. E poi, a quanto ho capito, stiamo andando a ficcarci con le nostre mani in qualcosa di molto simile a una trappola. Dovremmo preoccuparci di essere noi, a non parlare."
Kurtz si guardo' intorno sorpreso. "Compagni, non capite. C'e' in gioco la fine del nostro mondo. Quello in cui abbiamo creduto, le persone e le cose che amiamo. Non e' il momento dei dubbi."
DDT prosegui'. "Non ho dubbi. Solo certezze. E sono certo che lo Svedese ci aspetta."
Kurtz sorrise. "Certo che ci aspetta. E' questo che 
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