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alzo' dalla sedia. Percorse  la stanza a lenti passi. Ritmici passi.
"Ho letto che la prospettiva di creare un essere vivente complesso in vitro non e' affatto fantastica. Teoricamente sarebbe gia' possibile, anzi."
"Dovrebbe essere accaduto trentacinque anni fa. Nessuno poteva fare niente di simile, allora. Lo avremmo saputo."
R.M. tossicchio'.
"Ombelico o non ombelico: il nostro uomo lavora per il nemico? Consapevolmente, intendo. E la faccenda dei marziani, fa parte di un progetto di destabilizzazione o no? Credo che dovremmo occuparci di questo."
"Potremmo trovarci di fronte a qualcosa di inconcepibilmente grande."
La voce di Kurtz risuono' assorta nella stanza.
Gli occhi guardavano il Vuoto.
"La mia intera carriera e' stata costellata di eventi inspiegabili. Se non fossi quello che sono, avrei potuto pensare a  fatti soprannaturali. Coincidenze inspiegabili. La sensazione che il nemico leggesse nel futuro. Fughe rocambolesche, impossibili, come quando lo Svedese mi sfuggi' nel 1958, a Los Angeles, dopo aver ucciso tutti i miei uomini."
Angela Patterson era rapita. "La faccenda di San Fernando Valley."
"Si'. Quella. Gioco a rimpiattino con quell'uomo da anni. Ma solo ora ricordo come e quando tutto e' cominciato."
Kurtz si blocco', come un meccanismo che si inceppa.
Piego' il capo verso l'alto, come se stesse udendo delle voci.
Sembrava essersi tagliato fuori dall'ambiente.
Come in trance.
Continuava a parlare.
Brevi frasi. Incomprensibili.
"4 luglio 1944."
E poi: "nella riserva Navajo."
E anche: "Il Serpente. 
Il Treno.
Certo."
Kurtz torno' sulla terra. Con delle notizie.
"Andiamo a prendere lo Svedese."
Per dare forza all'affermazione Frank Kurtz, ex agente nazista, si levo' in piedi.
Il Generale Arevalo si scosse da qualcosa di simile a un torpore. Provo' a far pesare la sua dubbia autorita'.
"E dove, se e' lecito?"
"So io dove. E credemi, compagno, e' molto piu' di una intuizione."
"Dove, quindi?"
"Non qui all'Avana, certamente."
Arevalo scosse il capo.
"Non si puo' avviare un'operazione complessa e pericolosa sul territorio nemico in base a niente piu' che un'intuizione. Capisci, compagno, che ci vogliono dei riscontri."
Kurtz sorrise. 
"Mi leggi nel pensiero, compagno. Occorre fare un viaggetto a Yuma, come la chiamate voi. Tu farai avere ai tuoi -li voglio con me- tutte le autorizzazioni del caso. Non so come funziona la vostra scala gerarchica. Problema tuo. Per quanto riguarda me, nessun problema, invece. Sono stato in territorio nemico per anni. E comunque, compagno: non sottovalutare la capacita' di improvvisare. Se i servizi dei nostri paesi alleati si muovessero solo in base a riscontri oggettivi, l'intero sistema d'intelligenza sarebbe fermo. Compagno Generale, un gruppo che lavora in territorio nemico non funziona come una radiopattuglia sulle strade dell'Avana. E qualcosa mi dice che anche sulle strade di questa citta' occorre una certa capacita' di improvvisazione!"
L'entusiasmo di Kurtz era potenzialmente contagioso.
Una Nemesi. Chi era la nemesi di chi?
Nulla di serio nell'intera faccenda. 


36

Il nord del Messico, povero, desolato. Pericoloso. 
A bordo di una Oldsmobile azzurra del 1970, due grossisti guatemaltechi della United Fruit Co., in compagnia delle belle mogli dalla pelle scura, avevano risalito tutti los Estados Unidos del Mexico perche' dovevano recarsi in America per affari.
Passaporti in ordine.
Turbini di polvere.
Stormi di colombi migratori.
Bancarelle improvvisate che vendevano colombi arrosto.

Al di la' del confine, miglia e miglia d'asfalto.
Il cielo degli Stati Uniti sudoccidentali corso da nubi.
Come cavalli in fuga.
Una bufera in arrivo.
Locale di camionisti, giovinastri con lunghi capelli e jeans attillati giocano a biliardo.
I quattro sentono gli sguardi addosso.
Angela Patterson e' abituata ad avere sguardi addosso.
Rosendo e Diego Dieguez Torres, alias DDT, provano a giocare la parte che gli e' stata assegnata. Signori perbene.
Ma pur sempre
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