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e' la tua arte."
"Calmati, A.A. Di che cosa hai bisogno per rimetterti a lavorare dalla nostra parte?"
Wank vibro' uno sguardo obliquo.
"No, Giovane Cattycow. Ho deciso che nella sconfitta mi sarei comportato sdegnosamente. Tutti mi hanno tradito, ma io non mi piego, questo genere di cose. Non sono qui a mercanteggiare un posto nella tua -eventuale- nuova amministrazione. Tra l'altro, come sai, rischio una condanna penale."
Gli occhi di Cattycow brillarono freddi.
"E allora che cosa sei venuto a fare qui, A.A. Wank?"
Wank si blocco' di colpo. Boccheggio', pescegatto arenato in acque troppo basse.
"Per la verita'...non lo so."
Passarono alcuni secondi.
Silenzio.
Wank si diede una bottarella sulla testa con il palmo della mano destra. 
"Ah. Ora ricordo. Volevo dirti, volevo dirti l'ultima cosa che ho pensato. Vorrei parlarne con Goldbaum, Goldbaum... Vorra' ascoltarmi? Dici di si'? Comunque. Volevo dirti questa cosa, si'."
Breve pausa.
Spirito non cosi' integro. Non cosi' integro. 
Poi, come recitando a memoria: "Si potrebbe pensare che la realta' non sia altro che un sistema formale molto complesso, i cui simboli non sarebbero scritti su fogli di carta. Mi segui? Sarebbero collocati in uno spazio tridimensionale, e sarebbero le particelle elementari, i costituenti di ogni cosa. Le regole del sistema sarebbero le leggi fisiche che stabiliscono, data la posizione e la velocita' di ogni particella... mi segui, si'? Si', tu sei bravo, Cattycow. Dicevo, la posizione e la velocita' di ogni, di ogni particella e... e... in un dato momento, e come queste debbano modificarsi per arrivare all'istante successivo... l'istante... successivo... cioe' un nuovo insieme di posizioni e di velocita' originato causalmente da quello precedente..." Wank guardava il pavimento.
Per un istante sembro' perdersi nel vuoto insondabile, nel silenzio della mente. 
Riprese.
"Eh? Mi sto chiedendo, mi sto chiedendo cioe': l'universo e' un sistema deterministico? Lo e'?"
Cattycow sorrise.
"Te lo chiedo di nuovo, Wank: che sei venuto a fare, qui?" 
Senza staccare gli occhi da quelli dell'altro, Cattycow apri' un cassetto nella possente scrivania in mogano.
Ne estrasse un oggetto luccicante.
Una derringer. Pistola da taschino. Argentea, manico in madreperla. La pose sul piano di legno e la spinse verso Wank.
A.A. Wank sudava. Guardo' l'arma.
Snella, nuda arma pallente... I suoi versi preferiti. Quelli che Walt Whitman aveva dedicato, duecento anni prima, al Reattore. Senza saperlo, certo. I giorni belli tornavano nel sonno e nella veglia a tormentarlo.
A tormentarlo.
I giorni in cui aveva concepito l'impresa. L'impresa piu' grande, la piu' grande nella storia dell'umanita'.
Ma l'umanita' e' piccoli uomini ammassati l'uno sull'altro.
Nuda forza del numero.
Wank prese la pistola.
Wank levo' lo sguardo.
Wank sparo'.
Fiotto cremisi. Tonfo.
Cattycow sollevo' la cornetta e compose un numero interno.
Grand'uomo, A.A. Wank.
Grand'uomo, senza dubbio.
Ora occorreva pulire, pero'.

35

Kurtz si fece ripetere il racconto. Nessuna possibilita' che la donna sbagliasse?
No.
Davvero improbabile che quella donna sbagliasse. 
Angela Patterson, ex Pantera Nera, aveva studiato due anni in un paese amico. Era considerata uno degli agenti piu' affidabili in territorio americano. Era dotata.
Un suo errore? Da escludere.
Kurtz passo' la mano destra tra i capelli bianchi.
"Non ho mai sentito di una malformazione simile."
Angela Patterson annui'. "Si'. Non esiste alcuna malformazione che abbia l'aspetto di una totale assenza di ombelico."
DDT chiuse le palme delle mani davanti al volto. 
"Niente ombelico significa niente cordone ombelicale. Niente cordone ombelicale significa non permanenza nell'utero materno. Non permanenza nell'utero materno significa?"
Angela Patterson sorrise. "Mi vengono in mente solo prospettive da romanzetto di fantascienza." 
Kurtz incalzo'. "Prospettive di che tipo, quindi?"
"Non so. Forse F.J. Siegler e' un robot."
Marcela Fuentes si
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