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gli occhi al cielo. Fece un lungo respiro, ed entro' nella scuola di boxe del quartiere.
"Bene, Flo'ro. Vai a cambiarti."
Da sopra uno dei ring, la voce del vecchio maestro. Come se nulla fosse successo.
Felix Andrade: una sua foto di vent'anni prima campeggiava nella bacheca vicino all'ingresso. Felix era una leggenda vivente.
Flo'ro si affretto' verso lo spogliatoio.

Angela Patterson giunse in auto davanti all'edificio, preannunciata da un volo di colombi migratori. Quegli uccelli non formavano gli stormi immensi tipici delle pianure nordamericane, sull'isola. Cuba, semplicemente, non sembrava essere uno dei luoghi di riproduzione prediletti dalla specie. Ma la nube che copriva il cielo del Vedado era pur sempre in grado di oscurare il sole.
Un uomo di scorta le apri' la portiera. Si scambiarono un cenno di saluto. L'uomo le fece strada.
La nube d'ali e di corpi passava. Angela levo' gli occhi al cielo. 
Le piacevano i colombi. Le ricordavano casa, giu' in Tennessee. 
Fece un lungo respiro e sali' le scale che salivano verso il portone.

"Ho dovuto fare un giro largo". La donna sorrideva in maniera affabile e parlava un ottimo spagnolo.
Kurtz sorrise alla battuta dell'agente e la invito' a sedere. In ordine sparso, nella stanza, c'erano R.M e DDT, Marcela Fuentes, Chakutin, il generale Arevalo.
"Veniamo al dunque. Il mio superiore diretto mi ha ordinato di mettermi a disposizione del Dipartimento Sperimentale. So che c'e' un'azione tuttora in corso, anche se, stando alla stampa, il piu' e' fatto." Estrasse una copia di Juventud Rebelde dalla borsetta e la depose sulla scrivania.
"L'azione tesa a sventare l'attentato si puo' dire conclusa. Quello che ci interessa capire e' se c'e' una relazione diretta tra i tentativi di destabilizzazione violenta e la tensione sociale provocata dalle dichiarazioni di David Jones, alias David Bowie. Una visione del mondo edonistica, ambiguita' sessuale, droga: c'e' n'e' abbastanza per affossare questo paese. E questo indurrebbe una reazione a catena." 
Kurtz fisso' Angela Patterson negli occhi.
Che mantenevano una luce quasi beffarda.
"So che la dottrina ufficiale riguardo al Rock 'n Roll e' molto, come dire, ristretta. E quella che prospetti, compagno, mi sembra una teoria del complotto particolarmente paranoica."
Kurtz sorrise. "Meglio diffidare, non trovi?"
Marcela Fuentes intervenne. "E' un caso di psicosi collettiva. Non solo i marziani, condizionati dai lustrini e dall'edonismo e da altri ismi, a vostra scelta. Anche la reazione delle autorita' e' psicotica. Qui ci siamo tutti scordati di quando andavamo a vedere Los Pacificos, quasi dieci anni fa."
Angela aggrotto' le sopracciglia. "Los Pacificos?"
"Si'. Un gruppo locale che suonava le canzoni dei Beatles. Erano molto amati."
"E che fine hanno fatto?"
"Dopo il 1965 il Rock 'n Roll e' stato bandito. Per riemergere ora, e creare un bel po' di confusione."
"Sentite, so bene che cosa mi state per chiedere, cosi' vi prevengo. Sono stata alle costole dell'uomo noto come F.J. Siegler. In grande intimita', se capite quel che intendo dire. Frederick Jay Siegler non lavora per la CIA. Lavora per se stesso, attraverso il suo protetto, il cantante inglese."
Il silenzio nella sala gravava come una cappa plumbea.
"Ma questo non vuol dire che l'uomo non sia interessante. Prima di tutto ha un progetto. Governa le scelte istintive di David Jones come fa un cane da pastore con il gregge. Alle volte abbaia. Non so a che cosa tenda il suo progetto: ultimamente ha cercato di convincere Jones a chiudere la faccenda di Cuba, del Che e del comunismo, e lo ha convinto che la sua vita e' in pericolo."
"Effettivamente mi piacerebbe averlo tra le mani."
Rosendo ricevette un caldo sguardo d'approvazione da parte del Generale Arevalo.
La Fuentes scuoteva il capo.
"Ma la cosa che vi interessera', e che dovreste gia' sapere, credo, e' la faccenda della malformazione."
"Proprio quella, compagna. Sappiamo della malformazione, ma non sappiamo niente di
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