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bene?"
Cenno affermativo. Una banconota passo' di mano.
La vecchia dei polli vivi guardo' Marcela dalla testa ai piedi.
"Santa Barbara, eh?"
Marcela annui'.
"Buona fortuna, figlia."

Il gallo aveva il becco legato da uno spago, ma si dibatteva furiosamente. 
Marcela guardo' l'animale.
Apri' il bagagliaio della Moskvich e ci ficco' il gallo. Richiuse con un tonfo.
La Moskvich nera parti'.
Un Moskvich con una donna mulatta in abito da sera rosso, alle otto di mattina.
E quella donna era un colonnello.
Eccomi qui, penso' Marcela. Poi i pensieri presero a succedersi come un'onda di marea. Incontrollabili. Tanto valeva lasciarli vagare.
Le marce si innestavano l'una nell'altra. I pensieri si susseguivano ai pensieri senza alcun ordine. Un pensiero ne conteneva molti altri, e ciascuno di questi molti altri ancora. Ricorsivita'.
Scatole Cinesi.
Santa Barbara, il dio della guerra, aspettava.
32


Nei romanzi accade speso che poche ore di sonno "facciano miracoli".
Marcela decise che erano stronzate. DDT e Rosendo avevano dormito un paio d'ore: aspetto terribile. Kurtz si nascondeva dietro il suo stile impeccabile, ma era anziano, anche se era l'ultima cosa che si notava quando si aveva a che fare con lui. Il Generale Arevalo: due occhiaie profonde e aria triste, dimessa.
Marcela Fuentes, il colonnello responsabile dell'attivita' del Dipartimento Sperimentale, era invece in forma discreta. 
Merito della simpamina.
Merito del babalao.
Il sacrificio del gallo.
Un peso sull'anima alleviato.
Parole di conforto.
Qualche minuto di sonno ipnotico, rigenerante.
Merito dell'abito rosso.

Kurtz incomincio'.
"Sappiamo che il  nemico ha allo studio sistemi d'arma radioguidati. Ma non ne conosciamo le caratteristiche se non per via ipotetica. Questo e' il rapporto arrivato via telescrivente da Mosca. In altre parole: non sappiamo bene che cosa il macchinario fosse destinato a far arrivare sul bersaglio. Ne' quale fosse il bersaglio, propriamente."
Arevalo annui'.
"Improbabile che il bersaglio fosse un deposito d'alcolici."
"Certo, compagno generale. Sembra improbabile".
La voce di DDT sembrava provenire dai piu' oscuri recessi di un corpo maschile di mezza eta', in preda a un'assoluta spossatezza. "Io... eh-ehm! Scusate. Credo che sarebbe il caso di vagliare questa ipotesi. E se il macchinario fosse una sorta di centralina, un ripetitore, e l'emissione di onde radio dal bersaglio fosse affidata a un congegno piu' piccolo? Forse molto piu' piccolo? Qualcosa... e-ehm! Qualcosa di facilmente trasportabile e occultabile?"
Man mano che le parole fluivano, DDT rientrava sempre piu' nel personaggio. Capace di improvvisazioni efficaci, di intuizioni folgoranti. "Dico questo su nessuna base concreta. Ma e' anche l'unico modo in cui possiamo lavorare: su nessuna base concreta. Occorre fare affidamento sull'intuizione. Qualcosa di molto spiacevole si sta preparando."
Rosendo annui'.
Qualsiasi cosa avesse capito.
Un trillo.
Secco, subito interrotto.  
Marcela sollevo' la cornetta.
"Dipartimento Sperimentale. Si', sono il colonnello Fuentes. Si'. Stiamo analizzando la situazione. Si', sono dello stesso parere. Effetto immediato, Certo."
Marcela guardo' i presenti.
"La commissione di studio dell'Intelligencia Militar e' del tuo stesso parere, colonnello Torres. Stato di massima allerta."
Due colpi alla porta dell'ufficio.
Chakutin, l'uomo di fiducia di Kurtz, entro' con altri dispacci. Li porse al capo. Saluto'.
Ritmo di scarpe. Marziale.

Kurtz depose i fogli.
"Nuovi arrivi. Un agente dal territorio americano. Ha scoperto qualcosa su Frederick Jay Siegler, il manager della rockstar David Bowie."
Rosendo si rianimo'.
"E' come dicevo io, no? Il bastardo e' una semina."
"Non so, ancora. L'agente Angela Patterson sara' all'Avana in serata. Ci dira' lei stessa di che si tratta. Qui si accenna a una malformazione fisica."
Rosendo aggrotto' le sopracciglia.
"Una malformazione?"
"Si'. Il dispaccio non e' piu' preciso. Ma di questo ci
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