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di DDT riporto' il gruppo alla realta'.
"Chi?"
"Quello!"
Uno dei nemici. Vivo. Il primo a cadere, colpito alle gambe, al tronco.  Caduto come un uomo di paglia falciato da un vento crudele. Ora guardava il nulla, lordo di sangue. 
"Ne avra' per poco, compagni."
"Zitti! Sta dicendo qualcosa!"
R.M. si chino' sulla vittima.
L'uomo muoveva le labbra, ma nessun suono intelligibile usciva da quella gola.
no. Ecco... che sta dicendo? 
Una mezza frase. Sull'ultima vocale, l'anima usci' dal corpo, inghiottita dall'Erebo.
R.M. chiuse gli occhi al bastardo.
"Dite a Kurtz... riserva indiana... nightway... il suo uomo...serpente. Ecco quello che ha detto." 
R.M. non sembrava avere dubbi. E, in effetti, era il piu' vicino.
Marcela scosse il capo. "Io ho sentito: Vista corta... je vais a' voir... autostrada...comport... nudo."
Gli sguardi si appuntarono sul volto privo di espressione del vecchio agente comunista.
Kurtz, glaciale, sentenzio'. 
"Piu' probabile la versione del maggiore Martinez. Se e' un messaggio per me, potrebbe avere qualche senso."
 
Azione condotta con fretta, superficialita', pressapochismo. Prendendo rischi inutili. Dando per scontate cose tutt'altro che scontate.
Atmosfera tetra. C'erano i morti, a testimoniare un ottundimento che confinava con la cattiva volonta'. E, per ognuno dei personaggi implicati, almeno un superiore al quale riferire gli eventi.
Questo amplificava il malumore.
In piu', qualcosa che assomigliava a un messaggio.
Come muovendosi in un barattolo di melassa, Rosendo riusci' a scuotersi dall'immobilita'.
Pochi passi, lenti, verso il macchinario riverso su un lato.
Tenere il cervello occupato con questioni tecniche.
Bene, sembrava un buon modo per affrontare l'incertezza dei prossimi minuti.
Kurtz comunicava via walkie-talkie in russo.
DDT teneva la faccia piantata a terra. 
Marcela Fuentes si scosse. Due passi, e si accosto' a Rosendo.
"Secondo te che cos'e' quest'arnese, compagno?"
"Non saprei, compagno colonnello. Visto da vicino somiglia poco a una radio. Questo sembra un piccolo schermo radar, ad esempio."
Rosendo compi' il periplo dell'ordigno.

28

Empata: sente tutto quello che s'agita oltre il Portale.
In questi mesi il giovane samoano ha ritemprato le forze.
E ora deve compiere l'opera. Non che quello che ha compiuto nei mesi precedenti abbia un senso o un minimo significato per gli umani. Anche se e' indubbio che ha sortito degli effetti.
Tra questi effetti, ali che oscurano il cielo, in certi mesi dell'anno.
L'Empata ama la simmetria. Il peso dei colombi, milioni d'esseri alati, e' stato imposto al mondo.
Egual peso deve essere sottratto.
Egual peso deve essere sottratto: una specie vivente deve scomparire.
Forse in questo modo l'insondabile non-coscienza dell'Empata si rassicura circa l'arbitrarieta' del proprio operato.
Alea o progetto?
La mente dell'empata non conosce le pastoie del tertium non datur.
Conosce un solo principio.
L'essere e'.
La quantita' di materia. Questo, quindi, e' fottutamente importante.
Il peso della materia.
Giochi di de'i.
Pulex Cheopis. Xenopsilla Cheopis. Pulex Irritans.
Questo e' interessante.
Perche' non tutte e tre?

Le parole della star risuonarono amare nella suite del Plaza. Frotte di giornalisti: taccuini in mano, registratori portatili. Una troupe televisiva.
Frederick Jay Siegler ostentava una pacifica soddisfazione. Molto in contrasto con la tensione che innervava il volto di David Jones.
Nemmeno F.J. era in grado di dire se Bowie stesse fingendo. O se quello che diceva provenisse dal fondo di qualcosa di simile a un'anima.
"Credo che il Governo cubano abbia perso una grande occasione. Credo che bandire il Rock 'n Roll si rivelera' un grave errore. Una specie di boomerang molto pericoloso e tagliente. Io mi sono illuso sulla natura di quel regime: sono ancora convinto che l'idea sia buona, ma la realizzazione e' totalmente aberrante. Ho dimostrato la mia buona fede in molti modi, ho assicurato che la mia immagine, se
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