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il giovane Montaner.


26

"Niente stronzate con noi, ragazzi. E niente versioni buffe. Sentite questa: Eravamo a casa del ns. amico Fernando Valde's, che ha la passione dei colombi migratori, e ogni tanto li fa uscire dalla gabbia. Ho aperto la finestra, e uno e' scappato. Allora sono uscito sul cornicione, sono inciampato e sono finito di sotto, su un mucchio di spazzatura. Il rumore ha allarmato il guardiano del deposito di alcolici vicino, e allora siamo scappati."
DDT scosse la testa.
La Fuentes prosegui'. "Vi state dando all'alcool? Cos' e' questa storia del Deposito?'"
"No, lo so che sembra assurdo, ma e' la verita'." Lampadina cerco' di assumere un'espressione contrita e convincente.
Adonis giunse a dare manforte. "E' vero, compagno colonnello. Eravamo tutti usciti sul cornicione, e..."
"Tutti a cercare i colombi migratori, eh? E tutti caduti di sotto."
Idioti! Flo'ro scosse la testa.
"Non abbiamo tempo da perdere, ragazzi. Diteci quel che e' successo. E' meglio per tutti."
Flo'ro decise che la donna gli piaceva.
DDT prosegui' il concetto. 
"Non ci interessa cosa stavate facendo nel Deposito. Ci interessa sapere perche' fuggivate come se aveste un diavolo alle spalle."
"E ce l'avevamo, compagno. Cioe', il guardiano..." Adonis avvampo', rosso come un gambero.
"Il guardiano del deposito e' un vecchio di settant'anni. Alcolizzato."
Silenzio.
Flo'ro si guardo' attorno.
La punta delle scarpe da tennis. Le dita delle mani.
Si passo' le palme sul volto.
Flo'ro si decise.
"Dovevamo entrare nel Deposito per prendere delle bottiglie. Fernando Valde's ci ha fatti entrare nel cortile, e noi dal cornicione abbiamo provato a introdurci all'interno del Deposito.
Fernando ci aveva assicurato che il professore che abita di fianco a lui era fuori di casa. Dovevamo passare davanti alla sua finestra. Invece una mano ha tirato dentro Lampadina, e poi lui e' schizzato fuori, e una canna di fucile stava prendendo la mira. Io gli ho dato un calcio e siamo scappati. Lampadina e' passato dall'interno del Deposito. Abbiamo sentito il vecchio che sbraitava. Cosi' e' come e' andata."
Lampadina si guardo' attorno, spaurito. Degluti'.
"Questo e' quello che hai visto tu. Quando mi hanno tirato dentro, ho fatto in tempo a vedere una specie di apparecchio, una radio, un tizio con le cuffie, sembravano tutti yuma. Poi uno ha detto: buttalo di sotto e sparagli. In Inglese! Un altro aveva un coltello in mano. Cosi' mi hanno buttato di sotto...avevano certe facce."
Adonis guardava l'amico a bocca aperta.
La Fuentes si alzo' in piedi. "Questo basta. Potete andare."
Increduli, i tre marziani scattarono in piedi. Incerti.
"Potete andare! Rosendo, chiama Kurtz. Subito!"
Adonis, Flo'ro e Lampadina erano indecisi su quale fosse il destinatario dell'ultima esortazione.
Quando uno sbirro li fece uscire, fu come se il mondo avesse ripreso a girare. 

"Grosso macchinario, simile a una radio, eh? "
"Non troveremo piu' nessuno li', Rosendo. Sono passate tre ore e mezza."
"L'indirizzo... non e' quello che ha fornito il professore di tedesco, quello della faccenda del pestaggio del ragazzo?"
"Cristo, si'."
Fuentes, DDT e Rosendo si scambiarono un occhiata eloquente.
Il colonnello Fuentes espresse ad alta voce il pensiero che aveva attraversato contemporaneamente cervelli diversi.
"Una semina."
"Siamo sull'osso, compagni. E se il macchinario e' cosi' grosso, qualcuno avra' notato il trasporto. Possono anche averlo lasciato li'."
La Fuentes si sistemo' al posto di guida. "Chiama Kurtz, colonnello Torres."
Con brevi gesti meccanici, avvio' il potente motore della Moskvich.
"Quel bastardo. Per tenerci occupati hanno organizzato il pestaggio di un ragazzo. L'omicidio di due agenti. Il massacro di Raul Rizo. Bastardi."
Marcela senti' una fitta tra le costole. Nessuno si accorse della smorfia di dolore della donna.
Rosendo prosegui'. "Poi l'assalto al posto di polizia in Calle 20. Tutto per tenerci lontani da qualcosa."
"Da cosa? Da un grosso macchinario
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