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di rosso."
"Vado subito a comprare un gallo."
"No, no. E' tardi. Devi andare domattina da Vicente, io non posso fare il sacrificio. Non posso, deve farlo un altro. Io ho veduto il sogno, e Vicente deve fare il sacrificio. Il pericolo e' reale. Non solo per te, ma per tutto il paese, credo."
Le parole del vecchio suonarono come una conferma.
Tutto il paese in pericolo.
L'espressione della madre: contratta. Scossa.
Marcela sorrise. "La Vergine della Caridad del Cobre non ci abbandonera' ora."
Hector distese i lineamenti del volto. Di colpo, il numero di solchi sul viso scuro dimezzo'.
"Vai, dunque. Siamo tutti in mano a Cristo, ricorda".
Cristo. Eleggua'. Il destino.
Marcela aiuto' la madre ad alzarsi, abbraccio' il vecchio e si lascio' alle spalle l'odore del sigaro.
Fuoco e Guerra, eh? 
Niente di cui preoccuparsi.
Lavoro. 


23

Ore 10,05.
Flo'ro svolta l'angolo. 
Intravede Adonis svoltare a destra, cento metri piu' avanti.
Cazzo. Correre, correre bisogna.
Jimenez arranca. 
Ora Adonis sta attraversando una piazza. Flo'ro ha capito.
Sta andando da Carlita.
Una troia. Amichevole, gentile.
Quella te la da' una mano.
Insieme al resto, magari.
Flo'ro corre, e' al centro della piazza. Si guarda alle spalle, anche Lampadina sbuca dal vicolo.
Forse potrebbero rilassarsi. 
No. Meglio non rischiare.

"Ehi, Gena'ro, dove cazzo corrono quelli?"
"Non lo so, Mu'ltiplo. Ma c'e' qualcosa sotto"
Gli agenti Genaro De Reno e Carlos "Mu'ltiplo" Valde's si stavano dirigendo verso Calle 20 quando la Centrale aveva informato del cessato allarme.
Avevano fatto una laconica inversione ed erano tornati indietro, a pattugliare la propria zona.
Ed ora c'erano quei due tizi...no, tre tizi. Ne era sbucato un altro.
Ladri, di sicuro.
L'auto si lancio' in un inseguimento impari.

Cazzo, no! Proprio ora, a neanche duecento metri dalla casa di Carlita.
Sfiga nera. Nottata di merda. 
Ora eccoli li', faccia al muro, perquisiti, con una torcia elettrica addosso.
E i commenti stronzi dei compagni sbirri.
"Guarda guarda, Mu'ltiplo. Dei marziani! Non sono carini?"
Mu'ltiplo Valde's sputo' per terra.
"Carini, si'. E dove andavate cosi' di fretta, compagni?"
Lampadina provo' a improvvisare. "No, e' che... eravamo in ritardo per la cena."
Flo'ro impreco' tra i denti. Adonis scosse il capo.
E anche Genaro scosse il capo. Si'.
"Inventane un'altra, figliolo. In Centrale, forza."

DDT, Rosendo e l'uomo in blu salirono le scale. 
Gli uomini della Brigada Especial scortarono il gruppo nella sala dove gli agenti erano stati trattenuti come ostaggi. 
C'erano otto corpi riversi a terra, coperti di sangue. Sette terroristi. 
Tutti latini, a giudicare dalle apparenze. E un agente. 
Avevano fatto in tempo ad ammazzarlo.
Sfortunato.
Poi uno stronzo che rantolava. Ferito a una gamba.
Efficienza, gongolo' uomo in blu. Uno vivo, avrebbe parlato.
E su questo non c'erano dubbi di sorta.
Sulla scena del massacro, nessuna traccia dello Svedese.
Per il semplice fatto che non c'era mai stato, sulla scena del massacro.
DDT guardo' prima l'uomo in blu e poi Rosendo.
"Accerchiare Wu per distruggere Yao, eh?"

Siamo un branco di stronzi. Solo un branco di stronzi. E ora che cazzo gli raccontiamo a questi?
All'interno della macchina degli sbirri, Flo'ro si stava maledicendo. 
La responsabilita' maggiore era la sua, e ne era fin troppo consapevole. Il piano sembrava buono, cazzo. Ma che ci faceva il professore in casa, con un fucile?
"Posso accendere una sigaretta, compagno?"
Mu'ltiplo Valde's guardo' Lampadina con un'espressione torva. "Stai scherzando, marziano."
Lampadina degluti'.


24

"Dov'e' la Svizzera?"
"A casa della madre, credo". DDT armeggiava con il caricatore della pistola cinese. Sembrava nervoso.
"Ringrazia il cielo che non ti e' servito, quel catenaccio." 
Con un gesto rabbioso, Rosendo innesto' la quarta marcia per superare una vecchia Packard azzurra che procedeva lenta, in mezzo alla carreggiata.
"Stronzo." 
Solo un
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