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Lampadina si accinse al salto. 

Ruote vorticose, spirali d'aria umida si avvolgono, scie di residui di combustione, rumore di marce che si innestano, pignoni, ingranaggi, l'aria della sera che entra dai finestrini, fa un giro nella Moskvich del Dipartimento Sperimentale e se ne esce per unirsi a tutta l'altra aria dell'Avana e del Mondo.
Verso casa, a parlare con la Madre. Ultima risorsa: Marcela si rendeva conto, finalmente. Aveva capito.

"... E quindi secondo me non dovremmo aspettarci una specie d'assalto in qualche occasione pubblica. E..."
Crrrr... a tutte le pattcrrrr... a Vedzzzzz...
"Zitto, zitto!"
Radio di merda.
"Che cazzo stanno dicendo?"
"Taci e lo sapremo, cazzo."
Rosendo avvampo'. Sferro' un pugno al quadro comandi dell'auto.
Un pugno convincente.
"Ecco".
La voce dell'operatrice usci' chiara & distinta.
...La stazione di polizia in Calle 20... tutte le pattuglie convergano immediatamente... conflitto a fuoco, un assalto. I terroristi si sono barricati all'interno, hanno preso ostaggi. Priorita' assoluta. Ripeto: Convergere alla stazione di...
Rosendo e DDT si guardarono in volto. 
Tutta la potenza della Moskvich fu messa al servizio della causa.
Avenida Carlos M. De Cespedes. Due lunghe, lunghe curve. Traffico. La guida di R.M. meccanica, precisa. Rischiosa. Passaggi millimetrici. DDT carico' la P.38.
Passarono davanti alla stazione ferroviaria 19 Novembre, poi una stretta curva a destra: semaforo ignorato. L' incrocio venne maledetto tra i denti. 
La Moskvich aveva imboccato il Tulipa'n. Ancora due incroci, poi Calle 26. Auto della polizia sfrecciavano in direzione del Maleco'n. Un camion dell'esercito taglio' la strada alla Moskvich.
Rosendo impreco' tra i denti. DDT stava caricando la pistola cinese.
Ripresero la corsa. Incrocio con calle 23: ormai erano in un flusso d'auto di servizio dirette sul luogo del fottuto casino.
Calle 23 piega a sinistra, e subito dopo incomincia calle 20. Transennata. Distintivi mostrati. Cenni di saluto. Moskvich abbandonata.
La stazione di polizia, a meno di cento metri. 
Attorno, un assedio.

21

"E salta, cazzo!"
Flo'ro era ormai alle sua spalle.
Perche' esitare, si disse Lampadina.
Proprio mentre si dava lo slancio, una mano usci' dalla finestra del professore e gli afferro' la spalla.
Capelli ritti sulla testa. 
Paura.
Flo'ro rimase a bocca aperta.
Gustavo Jime'nez, detto Lampadina, era stato inghiottito dalla finestra del professore. Si sentivano dei rumori provenire dall'interno.
Ed ecco Lampadina che vola dalla finestra! Una posa contorta si staglio' nell'aria e nella retina sinistra di Flo'ro.
Rumore sordo, quasi soffice. 
Impatto su spazzatura.
Buttato di sotto da mani ostili?
Si', evidentemente.
La canna di un fucile stava uscendo dalla finestra.
Flo'ro sferro' un calcio d'istinto.
Nessun bisogno di pensare.
Un pugile e' abituato a far funzionare emisfero destro & emisfero sinistro insieme.
Non c'e' bisogno di pensare.
Il colpo esplose.
Venne deviato contro il muro del Deposito. Una piccola eruzione di mattoni e calce.
Lampadina schizzo' all'interno del Deposito attraverso i vetri di un' ulteriore finestra.
Bene. Bene!
Dopo l'azione, Flo'ro si cago' sotto.
Torno' sui propri passi.
Adonis scappava a gambe levate.
Scivolo' lungo la grondaia, mise i piedi a terra. 
Le gambe incominciarono a correre. Da sole.

E' un errore credere che non ci sia merda sul selciato solo perche' il buio impedisce di vederla.
Marcela tornava.
La Madre era in casa. Nulla poteva turbare la pace domestica.
Il borbotti'o del caffe' sul fuoco. Stampe che riproducevano quadri famosi, di tutte le epoche.
Il ritratto di Fide'l.
La foto del padre, sulla Sierra. Di fianco a lui, il Che.
Marcela ispeziono' la casa in ogni angolo, in cerca del conforto delle radici.
In cerca di conferme.
La Madre aveva sorriso.
Parlava poco. Con un cenno, l'aveva invitata a sedere.
La cena era ormai pronta.
Marcela sedette, nella sua abituale posa composta.
Da collegiale.
La
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