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venivano esortati al controllo e alla rialfabetizzazione rivoluzionaria dei marziani piu' convinti e pericolosi.
Il ventotto ottobre si tenne il primo concerto, semiclandestino, del gruppo di Flo'ro. Per la verita' era ancora un po' acciaccato, il giovane Montane'r. Ma il pubblico, circa un centinaio di marziani, era in visibilio.
I Perros de Saturno. Nuovi. Eccitanti. Nessuno aveva ascoltato niente di simile, a Cuba e in spagnolo.
Il ventotto ottobre 1972, ore undici e tentacinque P.M., la Brigada Especia'l, nientemeno, fece irruzione nel retro del Bar di Augustino Caldero'n, all'angolo tra Calle N e San Laza'ro. Uno sbirro particolarmente zelante sparo' un colpo di pistola nell'amplificatore del chitarrista.
Adonis Gutierrez non aveva ancora finito di pagarlo. Quel fottuto amplificatore russo costava cinque stipendi di operaio nella fabbrica di conserve di pesce dove lavorava. 
Adonis svenne.
L'adunata sediziosa fu sciolta.

17

"Questa faccenda di Che Guevara e di Cuba ti sta alienando piu' simpatie di quante non te ne faccia guadagnare".
Una frazione di secondo e le parole vennero ricostruite dal trasduttore all'interno della cornetta, sull'altra sponda dell'oceano.
"Non e' detto che un grande artista debba per forza suscitare simpatie incondizionate".
F.J. fece scivolare il palmo della mano sulla schiena nuda di una mulatta. Giunto all'altezza dei glutei strinse con forza. Un breve gemito saluto' il gesto. La donna guardo' F.J. negli occhi e sorrise.
"Sul fatto che tu sia un grande artista ci sono pochi dubbi. Ma mi sto chiedendo se non sia il caso di rivalutare il tutto. Di stabilire nuovi programmi."
Dall'altra parte della linea giunse l'eco di una risata. F.J. vide con gli occhi della mente il volto efebico di David Jones contratto in un ghigno.
"Si', immagino che forse sarebbe il caso, dal tuo punto di vista. Ma facciamo ancora un tentativo. Organizzami una conferenza stampa. Territorio neutrale: Niente New York, ad esempio. Penso che Londra andrebbe bene. O Parigi: perche' no. Una suite di un grande albergo."
"Ok. Capisco dove vuoi andare a parare. Ma la faccenda del comunismo, dal mio punto di vista -sono il tuo manager, ricordi?- funzionava solo se accoppiata all'immagine di Ziggy. Era un alieno frocio ad essere comunista. Quello era il bello, no? Ora che Ziggy se ne va in naftalina e David Jones modera sempre piu' l'immagine di David Bowie, temo che l'impatto se ne vada affanculo. Non gliene frega un cazzo a nessuno di un cantante intellettualoide di sinistra. C'e' ne sono gia' troppi."
La mulatta armeggio' con la cerniera. Estrasse il pene semieretto con la sciolta perizia di un'esperta. Passo' la lingua sul frenulo, e un' unghia laccata lungo tutta l'asta.
"Comunque, mi rendo conto che e' difficile andare contro le proprie convinzioni. Sai che quello che pensi riguarda tutto il mondo, pero'. Hai provocato un gran casino, a Cuba, con le tue dichiarazioni. Non credere che siano troppo ben disposti, nei tuoi confronti".
F.J. gemette e guardo' il volto della donna. Gli sguardi si incrociarono. 
Pene in bocca: innesto perfetto. 
Siamo macchine ben studiate.
"Che hai, F.J.? Qualche troia ti sta faccendo un pompino?"
"Si'."
La risata che esplose dalla cornetta fu contagiosa. F.J. rise, il pene scivolo' dalla bocca e la donna rise a sua volta, scuotendo il capo.
"Che vuoi, stare dietro a voi stelle del rock e' snervante. Ho bisogno di continue...consolazioni. Comunque, vada per la conferenze stampa. E mi auguro che annunci al mondo che questa storia del comunismo e' finita."
"Vedremo."
F.J. sollevo' un pugno in aria, in un gesto di trionfo. La donna inghiotti' il pene fino alla base.
"Ciao."
"Ciao."
Psicologia inversa: le star sono bambini viziati. 
Luogo comune, certo. 
Ma non c'e' che un modo perche' perseverino in qualcosa di controproducente. 
Cercare di farli smettere.
Ancora piu' sottile: se il bambino viziato e' intelligente, puo' rendersi conto del gioco psicologico.
Fingere di stare al gioco.
Meglio
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