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lei voleva andare a letto con un pericoloso nemico della rivoluzione.  La star decadente le fece strada sino alla porta del ristorante. Marcela sorrise. Allinterno, tra i tavoli, un letto si ergeva illuminato come un palco. David la fece salire, prese a spogliarla. Marcela trattenne il respiro: la gente guardava compiaciuta, incoraggiante. David era gentile, dolce. Il suo corpo efebico attendeva le mani di una donna per liberarsi dagli abiti. Percepi' distintamente il richiamo delle ossa, dei tendini, dei muscoli, della pelle: Marcela, liberaci... La donna passo' le palme sul petto inamidato del compagno. Gli abiti sparirono. Lo sguardo della donna scese verso linguine di David: che strano, un solo cazzo. Del resto la giovane star del Rock n Roll era evidentemente un anormale. Ma non importava. A Marcela piaceva, e molto. Spero' che con quellunico membro ci sapesse fare. Ne era sicura, per qualche motivo. Labbra sul glande, lingua sul frenulo, la posizione quella in cui luomo, con qualche sforzo, riesce a saettare la lingua sulla clitoride, mutuo rapporto orale, succhi, succhi vitali, puro vampirismo sessuale, oppure no: amore, cosaltro si poteva provare per un essere cosi' meraviglioso.? Mentre David la girava e la penetrava con dolcezza, ma risolutamente, Marcela guardo' le prime file del pubblico, tuttattorno al letto-palco. Signori e signore ben vestite. Marcela ne riconobbe piu' di qualcuno (David ansimava, e non era male come amante, a dispetto della menomazione): Ecco il generale Arevalo, e li' Raul Castro... Marcela, educatamente, sorrise. 
Qualcuno la scosse. Era il giovane mulatto, quello della Cadillac allincrocio. Che ce' da ridere nel sonno, le chiese? Niente, niente, rispose lei. Sai che scopi bene, anche sei hai un cazzo solo? Un cazzo solo? Un cazzo solo?
Un rumore lontano. Basso, sembiva partire dalle viscere, la dove lunico membro dellamante cercava di aprirsi una strada. Povero piccolo, un occhio diverso dallaltro, un cazzo solo.... il rumore si fece piu' distinto. Un trillo.
La sveglia.

Il generale Arevalo scorse velocemente i fogli di servizio.
"Prima notizia: Kurtz e' in arrivo. Speriamo che il suo apporto sia determinante. A costo di sembrare uno sbirro da vecchio film: la matassa e' ingarbugliata, per cosi' dire." 
Il compagno Arevalo prese un sorso di caffe'. "Seconda notizia: novita' sul fronte del nostro amico David Jones." 
Il compagno generale apri' una copia del Melody Maker sul tavolo. 
"Ecco. David Bowie ha finito il tour in Estremo Oriente. Prima di tornare in patria, si e' fermato negli Stati Uniti. Ha voluto conoscere un autore di romanzetti d'avventura, un certo Mitchell. Hanno passato qualche giorno all'interno della riserva Navajo, negli Stati Uniti sudoccidentali."
DDT socchiuse gli occhi.
"Compagni, anche se per ora non abbiamo prove mi sembra evidente che le sparate di quella specie di alieno sono mirate a una forma di destabilizzazione molto sottile. Sentite l'ultima: David Bowie si dice disposto a mitigare la sua immagine a patto che gli venga concesso un visto d'entrata a Cuba e possa realizzare il suo prossimo disco con musicisti cubani. Dice di rendersi conto delle controversie che il suo aspetto sessualmente ambiguo potrebbe suscitare. Sostiene che non si tratta di niente di importante, che e' solo una forma estrema di abito di scena."
DDT e Rosendo scossero il capo all'unisono. 
Marcela Fuentes si limito' a osservare le nubi fuori dalla finestra, all'ultimo piano. Cielo coperto. Non si vedeva l'orizzonte.
Espirando con forza una nube di fumo, spense la sigaretta. 
"E se fosse in buona fede?"
Un certo imbarazzo corse tra gli uomini. Arevalo si schiari' la voce.
"Compagno colonnello, quest'eventualita' e' tra le piu' remote. Anche nel caso in cui dietro le parole del signor Jones non ci fosse alcun disegno destabilizzante, si tratterebbe comunque di una presa di posizione emotiva, tipica di un artistoide decadente quale indubbiamente egli e'. In tutti i casi, alla Causa della
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