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militanti dalla pelle rossa. Era uno scrittore che, a venticinque anni, poteva dirsi affermato, o quasi. 
La notorieta' e' un buon ammortizzatore sociale. 
Forse Dean.D. Mitchell non sarebbe finito in galera, ne' alcolizzato.
In posa per una serie di foto, sembrava provenire da una stampa del secolo scorso. 
La chioma corvina scendeva sulle spalle. 
Una figura tarchiata, possente. 
Ma l'espressione tradiva l'imbarazzo del timido.
Mancava labitudine a posare davanti ai fotografi. E ce n'erano a frotte, di quelli. 
David Bowie incontrava il suo autore di fantascienza preferito: un evento, e F.J. Siegler sapeva organizzare gli eventi.
Sulle teste dei convenuti il cielo roteava come uno scudo turchese. 
Di fronte all'entrata di un hogan femminile, Dean D. Mitchell e la star David Jones avevano appena terminato l'ultima posa.
Dentro l'hogan lo straniero avrebbe conosciuto, tramite il suo mentore, alcuni anziani, i notabili della comunita'.
Il nonno di Dean era uno di questi, forse il piu' importante.
Si chiamava Antonio Mitchell. 
Si diceva che la sua conoscenza fosse vastissima.
Che avesse visto in anticipo le cose.
Come il Vietnam, ad esempio.
Si diceva che avesse visto l'omicidio di J.F.K.
Probabilmente, era solo una leggenda.
Tsebitai vegliava, in lontananza.
il mondo e' in uno stato di grande Hozho, aveva spiegato Dean all'ospite inglese.
David aveva annuito. Sapeva di cosa parlavano le tradizione dei Dine'e.
Bastava guardarsi intorno.

Il volto assomigliava a quello del giovane mulatto, quello che aveva visto allincrocio. Ma era pallido. Quasi albino. Cosa ci faceva li',  a quellora? E in casa sua? Curiosita', si'. Nessun timore. Una calda stretta le afferro' le viscere.
Marcela rise. Le pareti della stanza esplosero, rivelando qualcosa di simile a un cielo percorso da  nuvole in fuga vertiginosa verso un punto dellorizzonte, migliaia di chilometri lontano. Al centro della scena, il ragazzo sedeva su un isolotto di terraferma, in mezzo al cielo: erba verde, fresca. Poteva sentirne il profumo. O era il profumo della pelle delluomo?
La stretta alla viscere si trasformo' in languore. Desiderio, ecco che cosera: desiderio delluomo sullisola derba. Ma per raggiungerlo, doveva saltare giu' dal letto, in mezzo al nulla azzurro solcato di nubi. Sarebbe caduta, certamente. Unilluminazione: si slancio' su una nuvola di passaggio. Luomo, lontano mille miglia eppure perfettamente visibile, sorrise. La nuvola trasporto' Marcela in un battito di ciglia. Luomo ora sedeva vicino, i piedi di Marcela premevano nudi sullerba bagnata. Luomo si levo' in piedi. Era nudo. Si avvicino' di un passo, e la figura muto'. Si assottiglio', i capelli si allungarono. Un altro passo, e luomo divenne ancora piu' esile, il volto scavato, i capelli lunghi, di un colore innaturale. Lo sguardo di Marcela scese verso linguine del maschio. Desiderio e ripugnanza si confusero. Due membri: uno grande, svettante, laltro semieretto, piu' piccolo. Il pube era glabro. Lessere apri' le labbra, tuono' un ordine.
Docile come una cagna Marcela si inginocchio'. Sentiva le mani delluomo suli capelli, sulla nuca. Teneva gli occhi sbarrati. Si maledisse: poteva passare la lingua su un solo membro alla volta, ed erano quei due membri la cosa piu' importante delluniverso. Che si riduceva a due esseri, un isolotto derba in mezzo al cielo, e nubi. Si sentiva inadeguata. Pianse, vide le lacrime bagnare lasta semieretta sotto a quella che teneva in bocca. Doveva proteggere quelluomo, o essere protetta da lui, non sapeva bene. 
Certamente la cosa migliore da fare era leccare il pene piu' grosso, percorrere con le mani schiena e glutei, fino a sentire qualcosa sciogliersi nelle viscere delluomo. Sperma inondo' la bocca di Marcela, e le nuvole arrestarono linsensata rincorsa: luniverso si era fermato. Ultimo fotogramma.

David Bowie laiuto' a scendere dallauto. Vestiva uno smoking impeccabile, i capelli rossi si agitavano come una bandiera nel vento. E
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