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coincidenze a prima vista inesplicabili."
Per cosi' dire: Rosendo fini' mentalmente la frase.
DDT scosse il capo. "Non credo che le cose stiano in questo modo."
Il Generale rivolse a Diego Dieguez uno sguardo interrogativo.
"Credo che lo Svedese abbia in mente qualcosa di diverso. Trappole, diversivi, certo: ma non si tratta ne' di fare la festa al Comandante ne' di preparare un attentato terroristico."
La Fuentes accese una sigaretta. 
"Cosa ci sarebbe sotto, allora?"
DDT uni' le palme davanti al volto. 
"Quando studiavo a Mosca mi hanno insegnato che l'unico tratto tipico delle azioni di destabilizzazione e' quella di non avere alcun tratto tipico. E certo lo Svedese e' quanto di meno tipico possiamo aspettarci. Questa premessa e' doverosa: dobbiamo letteralmente aspettarci di tutto. Ma se lo scopo cui tendono le ultime azioni fosse quello che paventa il compagno Generale, tutto il discorso che abbiamo fatto sulla Giamaica come prova generale, sui musicisti eccetera verrebbe a cadere."
R.M. respiro' profondamente e decise di intervenire. 
"Certo. Ma non bisogna affezionarsi alle teorie. Bisogna analizzare la realta' freddamente."
Il Generale Arevalo annui' convinto. Il richiamo a Lenin lo mandava in sollucchero.
R.M. prosegui'. "Io credo che ci siano due distinte azioni di destabilizzazione in corso. Una violenta, e lo Svedese e' l'attore principale. Una piu' sottile, che forse e' gia' cominciata."
Il compagno Generale sembrava seduto su una graticola. "Che intendi dire?"
"Non crederete che non ci sia la CIA dietro la faccenda dei marziani".
"Frena, compagno. Non credo che i marziani siano agenti CIA." 
Risate. 
"E non credo nemmeno che siano consapevolmente controrivoluzionari".
"Non ho detto questo, compagno Generale." Rosendo Martinez sfoderava una decisione tranquilla, consapevole. Insolita.
L'agente prosegui'. "Studiando la storia di questo signor David Jones, la sua biografia, e la storia del Rock 'n Roll e degli stili giovanili, mi sono convinto di una cosa. David Jones e' entrato a far parte della CIA attorno al 1966-67. Tramite il suo attuale manager, Frederick Jay Siegler."
DDT assunse un espressione interessata. 
"Sarebbe una semina molto veloce. Sono passati appena cinque-sei anni."
"Frederick Jay Siegler ha sempre ostentato idee progressiste. Nel 1966 fece richiesta al Ministero della Cultura dell'Unione Sovietica: voleva che il gruppo per cui lavorava allora facesse una tournee' in Russia. Ovviamente la richiesta fu respinta. Poco dopo, Frederick Jay Siegler si trasferi' in Inghilterra, pur continuando a lavorare con artisti americani. Disse che, dopo la faccenda della tournee' in Russia, si sentiva in pericolo, negli USA. Nel gennaio del 1972 inizia a lavorare con David Jones, alias David Bowie. Otto mesi dopo, David Jones dichiara le sue presunte simpatie per l'internazionalismo."
Il generale Arevalo parve soppesare molto attentamente le parole del maggiore Rosendo Martinez.
"Se cosi' fosse, sarebbe tutto molto ben congegnato. Una semina atipica, ma efficace. Ma: lo scopo?"
Rosendo Martinez sorrise. "Lo scopo? L'abbiamo sotto gli occhi, compagno Generale." 
 

13

Marcela chiuse dietro di se' la porta dell'ufficio. 
Si era deciso di controllare da vicino chi fosse F.J. Siegler e per chi lavorasse. Doveva pensarci il KGB, verosimilmente. Bene. 
Ora, cambiare registro.
Lasciarsi alle spalle tutte le faccende che riguardano il lavoro e la Causa. 
Bisogna staccare, se si vuole mantenere concentrazione & efficienza.
In strada, il traffico era intenso. La donna controllo' l'orologio: ci sarebbero voluti non meno di trenta minuti per raggiungere l' ospedale Comandante Fajardo. Sulla terrazza all'ultimo piano aveva sede la scuola Fajardo di karate e arti marziali.
Sedette al posto di guida della Moskvich nera, avvio' il motore e parti'.
Era una delle poche donne che avevano resistito alla maniacale durezza degli allenamenti. In breve si era conquistata le simpatie dei compagni di corso, tutti membri della
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