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1918."
"E' scritto bene, dici? Chi e' il genio?"
Si chiama Dean D.Mitchell. E' al primo romanzo.
"Quindi?"
"Voglio conoscerlo."
"Si puo' fare. Ciao, David. Salutami Tokyo."
"Ciao, face. Ti mando il libro. Anzi, compratelo".
Click.
Frederick Jay Siegler depose la cornetta, dopo averla soppesata un istante. Si alzo' in piedi. Di fronte, sulla parete: due colombi migratori.
Giganteschi.

9

"Radiopattuglia 15: il soggetto e' a bordo di una Moskvich color nocciola. E' alto, capelli bianchi, settant'anni circa. Occhi grigi. E' in compagnia di tre uomini: uno biondo, corporatura massiccia, trentacinque anni circa. Il secondo e' biondo, piu' anziano e di corporatura piu' esile. Il terzo e' di razza mongolica, sui trent'anni."
L'agente Robustiano Sanchez guardo' il compagno Valdo Ma'ximo Barrero con aria interrogativa. Accosto' la bocca al trasmettitore.
"Chi sono i compagni sovietici? E cosa hanno combinato?"
Scariche di elettricita' statica. La voce dell'operatrice in centrale:
"La descrizione corrisponde a quella di un gruppo di incaricati commerciali entrati nel paese due giorni fa. Tali: Fedor Vasilevic Stupka; Karl Mair; Andrej Antonovic Antonov; Orkan Okbashev. Sono alloggiati in un albergo nella zona di Miramar: Hotel Orienta'l."
"Si, so dov'e'".
"I quattro si sono resi protagonisti di un pestaggio ai danni di tale Flo'ro Montaner. Circa sei ore fa, in un bar sulla Se'ptima. La vittima viene descritto come un marziano, diciotto anni, pugile. Flo'ro Montaner ha sporto denuncia. E' all'ospedale, ne avra' per due settimane. Uno dei sospettati dovrebbe avere il naso rotto."
"Bene. Andiamo."
L'agente Robustiano Sanchez sputo' fuori dal finestrino. L'aria era calda e umida.
"Andiamo a vedere: quattro incaricati commerciali sovietici dovrebbero essere ubriachi fradici, a quest'ora."
Valdo Barrero guardo' l'orologio. "E' mezzanotte. Dove potrebbero essere?"
"Per sicurezza, controlliamo prima in albergo. Non si sa mai. Poi, direi di andare al cabaret dell'Hotel Capri. I russi vanno a bere li'."
"Marziani del cazzo!"
Robustiano Sanchez sorrise. "Non peggiori di certi russi."
Valdo Barrero ne convenne.

Robustiano innesto' la prima marcia.
L'aria umida della notte scivolo' sui fianchi dell'auto. Seconda, terza.
Il veicolo prese velocita'.
Seduto al posto di guida, Robustiano Sanchez penso' alla dinamica probabile dei fatti.
Probabilmente i Russi si erano sentiti provocati dall'aspetto del ragazzo.
Stronzi.
E stronzo anche il marziano, se e' per questo.
Aveva reagito.
Una cosa che valeva la pena chiedersi: da quale parte si erano schierati gli altri avventori?

L'albergo aveva un'aria dimessa. La luce gialla delle lampade elettriche illuminava un arredamento che era stato testimone di tempi migliori.
Un ritratto del Lider Ma'ximo.
Uno del Che.
Una stampa con Jose' Marti'.
Regolare.
Alla reception una donna sui quaranta. Non brutta, non bella.
Ci teneva a passare da fervente castrista.
Una stella rossa appuntata sul risvolto della giacchetta.
No, compagni, nessuno dei quattro aveva il naso rotto. Sono rientrati per la cena, intorno alle sette e trenta, gli orari dei Russi, sapete.
Persone gentili. Erano perfettamente tranquilli. Mi hanno chiesto dove si poteva andare a bere qualcosa. Li ho mandati al cabaret del Capri, si'. Sono usciti attorno alle nove e trenta.
Volete aspettarli qui?
Robustiano e Valdo incrociarono gli sguardi.
"No, compagna. Facciamo un salto al Capri. Nel caso tornassero, non fare parola."
L'auto parti' nervosamente. 
"Sono ancora li'. E qualcosa mi dice che non c'entrano nulla."
Robustiano pronuncio' le parole come se stesse pensando ad alta voce.
"Due gruppi di russi corrispondenti alla stessa descrizione? Improbabile. Per non dire impossibile."
"Frena, Valdo. Non sappiamo quanto la descrizione sia accurata."
Silenzio.
"Comunque, c'e' qualcosa che non va".

Al cabaret del Capri c'era il solito show ameno-tropicale che mandava in sollucchero gli avventori. Molti russi: incaricati
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