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camicia.
Tra breve, niente spazio alle spiegazioni. 
Forse qualcuno in mezzo alla piccola folla sta gia' scommettendo.
"Calmati, compagno. Possibile che tu non abbia visto il tizio che ha attraversato la strada?" 
Il tassista e' nero, piu' snello ma aitante, giovane. Nariz aplastada: naso appiattito dalla pratica dello sport nazionale. L'uomo grosso, le maniche della camicia una su e una giu', rallenta la marcia d'avvicinamento, interdetto. 
"Che cazzo dici, cumpai. Ho visto solo una tizia vestita un po' vistosamente." 
Una voce dalla folla: "Quale tizia vistosa. Era un ragazzo. Sembrava un matto, un extraterrestre. Ha svoltato l'angolo e una mandria di bambini ha iniziato a corrergli dietro."
Il tizio corpulento si gratta il capo. 
Ha potuto valutare l'espressione dell'eventuale avversario. Tranquilla. Olimpica. 
Corporatura: atletica. 
Nariz aplastada e sopracciglia lucide: almeno una settantina di incontri. 
Il peso, piu' o meno: settentatre-settantaquattro chili. Un welter, anche se qualche chilo in sovrappeso, e' un avversario temibile. 
Veloce, efficace. Si gratta il capo, il tizio corpulento.
"Beh, amici. Vediamo i danni."

4

Il dipinto di Audubon, una riproduzione, occupava tutta la parete dietro la scrivania. 
Due colombi migratori, il piumaggio rossiccio e blu-grigio, probabilmente una coppia. Frederick Jay Siegler sapeva molte cose su quella specie. Ma non ricordava se, come altri volatili, i colombi migratori si accoppiassero con lo stesso compagno per tutta la vita. Guardando la riproduzione del famoso dipinto, uno sarebbe stato portato ad augurarselo.
Era una coppia perfetta.
Probabilmente la femmina era quella sul ramo piu' basso, che volgeva il capo all'insu' e indietro.
I colombi migratori non presentavano un diformismo sessuale accentuato.
Sulle altre pareti dell'ufficio, un poster con una foto di nativi americani nelle foreste della Florida. Guardavano l'obiettivo per una foto in posa che pareva appartenere a un'epoca scorsa. Eppure la foto non era cosi' vecchia. Risaliva al 1944, o al 1945. 
Fotografie di artisti di Rock n' Roll, i piu' famosi che Frederick Jay aveva diretto in qualita' di manager. C'era James Jewel Osterburg, meglio noto come Iggy Pop.
Un tossicomane.
Che Jay aveva trasformato in una miniera d'oro.
Lou Reed. 
Una checca tossicomane.
Jay l'aveva imposto come "grande artista".
Entrambi era assurti alla fama, all'olimpo di quella succursale non geografica di Babilonia, al ruolo di stelle nel circo di lustrini & paillettes, agli onori della critica, al ruolo di icone generazionali attraverso collaborazioni & interazioni con la stella in persona. The Star himself.
David Jones. Ziggy.
La stella piu' fulgida del firmamento glam.
Poi foto di figure minori. Quel gruppo di Detroit, gli MC5. Intellettuali del cazzo. Assurda quella storia delle Pantere Bianche. Ma piacevano a David, quindi sarebbero stati presto recuperati... occorreva essere abbastanza elastici da assecondare innocui capricci. 
Un tizio di New York, invece, gli aveva appena proposto una band di travestiti. 
Il nome era men che fantasioso: New York Dolls. 
Jay aveva risposto che non era interessato a rozze copie dell'originale. Su cui doveva concentrare gli sforzi. Specie ora che tutto il mondo parlava delle prese di posizione dell'uomo. Viziate stelle che approfittano del proprio potere per fare sparate politiche del cazzo!
Frederick Jay Siegler rise sotto i baffi. 
Non metaforici: erano lunghi baffi alla mongola.
Un Alieno Transessuale Comunista: quello si' che era interessante.
Ci mancava solo che David volesse trasformarsi in un negro.
A quel punto, forse, sarebbe stato meglio intervenire. F.J. sorrise ancora.
New York Dolls: stronzate!
F.J. amava quando qualcuno raschiava il fondo del suo barile.

Cambiare registro mentale: era l'ora del piacere.
F.J. si preparo' ad uscire.
Da anni intratteneva relazioni sessuali solo con donne nere. Prostitute nere.
Nere perche' erano piu' belle delle bianche.
A pagamento
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