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nulla, non usciva mai di casa. Si vergognava a farsi vedere cosi'. 
Certo, era nel novero degli eroi. Ma era senza una gamba. Meglio l'inferno da uomini che il paradiso da storpi, diceva. Sono un uomo a meta', diceva anche. 
Solo qualche compagno dei giorni belli veniva a far visita alla famiglia Fuentes. 
Anselmo aspettava la morte: aveva iniziato a bere ron fatto in casa, chispa 'e tren o saltapatra's, dalle dieci di mattina a mezzanotte. 
Marcela lo amava profondamente. Lo accudiva. Era ancora un eroe, per la ragazza. 
Lei studiava ossessivamente. Avrebbe dimostrato a tutti di che cosa fossero capaci i Fuentes. 
Anche lei voleva essere un eroe. 
Un giorno, nel dicembre del 1965, Anselmo era morto. Era di buonumore, quel giorno. Uno dei compagni piu' amati, Valentino Cabrera, il meccanico, aveva passato con lui tutto il pomeriggio. Anselmo aveva bevuto poco: quando era in compagnia generalmente si tratteneva. 
Verso sera, Valentino se ne era andato: aveva declinato l'invito a cena- la sua signora attendeva, e con il carattere che aveva... poi aveva salutato profondendosi in baci e abbracci. 
Una commozione ingiustificata aveva serrato la gola di Camille e di Marcela, quella sera in libera uscita dall'Accademia Militare. 
Anselmo aveva sorriso durante tutto il pasto, e se ne era stato zitto tutto il tempo. 
Poi, dopo cena, seduto sulla sua poltrona, aveva reclinato il capo sul petto. 
Era morto cosi', senza soffrire. 
Marcela non pote' mai dimenticare il mezzo sorriso che gli stirava le labbra. Era stato un uomo debole, infantilmente coraggioso. Era stato molto amato. 
Se ne era andato tranquillamente, appena appena sbronzo di chispa 'e tren. 
Accudito come un bambino, fino all'ultimo giorno.

3

Doveva capire.
Tutta l'attivita' dei reazionari a Kingston e dintorni assomigliava a un'azione diversiva.
Tutto l'affare Manley-Reid-Livingstone aveva l'aria di una prova generale.
Qualcosa che doveva svolgersi su un'isola? Marcela poggio' i gomiti sulla scrivania e si prese la testa tra le mani. No, se era un'azione diversiva o una prova generale, non poteva riguardare Cuba.
La vicinanza tra Cuba e Giamaica e' solo geografica.
Quali parametri si potevano allenare, in Giamaica, che fossero risultati utili o efficaci anche a Cuba?
A prima vista ben pochi.
A prima vista.
L'unica similitudine apparente: due isole nel mar dei Caraibi.
Due personaggi su tre nell'affare Manley-Reid-Livingstone hanno a che fare con la musica decadente dei paesi capitalisti.
In effetti.
Qui una similitudine si intravede.
David Bowie, Neville Livingstone. Lo svedese. Cuba, Giamaica. Un attentato a un uomo politico. Ancora un attentato al Comandante?
Non si poteva escludere.
Tanto per sicurezza: fascicoli su musicisti locali non proprio ferventi, legati alla criminalita' (piccola) dell'isola, i nomi degli ultimi musicisti noti a riparare en los E.U., tanto per sicurezza. Non si sa mai. 
Prendere appunto: inoltrare richiesta.
E documentarsi, documentarsi sulla musica dell'occidente imperialista... essere pronti a qualche sorpresa.
Marcela Fuentes guardo' fissa davanti a se'. La porta dell' ufficio era socchiusa. Sorrise. DDT non chiudeva mai la porta. Chissa' quali erano le implicazioni psicanalitiche.

L'Avana, Cuba. Incrocio tra la Ventunesima e Calle N. Il cielo e' terso. La meta' delle radio della zona e' sintonizzata sul programma musicale del mattino. Sono le 11,30 e l'Orquesta Aragon echeggia dalle finestre e dalle porte aperte, dalle auto in corsa... Crash! anche da quelle non piu' in corsa. 
Acciaio di paraurti americani dentro lamiere d'acciaio americano: un brutto tamponamento. Una piccola folla. 
Cresce la tensione.
La radio continua a funzionare: " Cochero pare, pare cochero!" 
Il tassista, il tamponato, li ha presi in parola, all'Orquesta Aragon. Si e' fermato di colpo.
"Ombrellaio del cazzo! Frenare di colpo in mezzo a un incrocio!" 
Un tizio corpulento e scuro di carnagione, bianco di razza, sta arrotolando le maniche della
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