<A HREF="havanaglam077"><</A>
Giamaica. 6 settembre 1972. Ore 9,35 PM.

Gambe buone, pelle intatta.
Ancora una volta. Vecchia pelle intatta.
Sudo dentro abiti sformati.
Cubani sfuggiti.
Ora potrei arrabbiarmi.
Eh- Ehh!! Sono cosi' calato in questo ruolo che mi comporto come un personaggio di film.
La realta' e' un'altra. 
Larsen e' gia' arrabbiato. 
Non che due stronzi si permettano di sfuggirmi cosi', uccidere i miei schiavi, non che salta fuori il Morto e mi spara dietro, cazzo... i comunisti hanno investito piu' di quanto credevo sui due cubani... addirittura il Morto.
Dovevi chiudere la partita a L.A., signor Kurtz Cuore Tenero.
L.A.
Le partite vanno chiuse, Signor Morto.
Signor Morto, troppe cose che non sai.
TTT 108 sta per entrare in azione.
I rettili hanno un lento metabolismo. Ci sono voluti ventotto anni...

Ah, ancora una cosa. 
Un'altra pattuglia si precipita sul luogo dell'ultima sparatoria.
L'auto sul lato opposto, quella che ha raccolto il gringo, interrompe l'inversione.
Una portiera si apre. Ne esce un bianco alto, in completo beige. Sulla spalla destra un tubo. Una specie di bazooka. Un'arma che ne' DDT ne' Rosendo hanno mai visto in azione. 
Gli sbirri saltano in aria. Bum. Una pioggia di fuoco e detriti ferrosi, gommosi, biologici.
Le auto vanno, prendono la direzione dell'interno.
Dopo pochi isolati sono gia' ferme.
Altre due auto aspettano. I conducenti scendono dai veicoli, salutano con un cenno, si dileguano a piedi. Periferia Nord-Est: le luci della baia sembrano molto lontane.
I veicoli si avviano. I battiti cardiaci stanno rallentando.

Hamilton Drive, Montego Bay, Giamaica. 6 settembre 1972, ore 9,35 PM.

Stessa scena, altra angolazione. 
Rumore d'accensione. Motore che tossicchia. Espressioni preoccupate.
L'auto parte.
"Le presentazioni. Mi chiamo Frank Kurtz, lavoro per un governo amico. Questi sono i miei uomini."
"Diego Dieguez Torres".
R.M. si schiari' la voce. "Rosendo, ehm, Martinez."
"Tra poche ore sarete all'Avana. Sara' un rapporto complesso, temo".
DDT abbozzo' un sorriso. "Temo anch'io".
"Avete fatto conoscenza con lo svedese, vedo."
"So di cosa sta parlando, Kurtz." DDT sembrava un pesce rientrato nell'acqua dopo una lunga escursione atmosferica. Quello era il suo pane. "Se non sbaglio, fu lei a far fallire l'azione a San Salvador, nel 1967."
"Si'. Ma quella non era la prima volta che lo incontravo."
"Troppe cose successe in questi giorni hanno dell'inspiegabile"
Kurtz sorrise. "Come sempre, quando c'e' di mezzo Larsen."
Kurtz era un'uomo anziano. Aveva il vezzo di tingersi capelli di nero ed era vestito in modo impeccabile. Qualcosa a meta' tra un gentleman e un playboy caraibico. Gli occhi erano freddi, grigi. 
Acuminati, penso' R.M..
Rosendo Martinez stava analizzando il volto da ogni possibile angolazione. Senza perdersi una parola. 
Kurtz estrasse un portasigarette d'argento. "Fumate?"
DDT ringrazio', Rosendo allungo' la mano per ricevere la sigaretta.
Un triplice sbuffo invase l'abitacolo. Una rada cortina fumogena.
Al di la' della cortina, Kurtz prosegui', a soddisfare molte domande inespresse.
"Lo incontrai la prima volta nel 1958, a Los Angeles. Temple City, per la precisione. E nel 1962 a Cipro. E nel 1967 a San Salvador... E' una lunga partita a scacchi. Ancora nessuna mossa decisiva."
Le auto proseguivano verso l'interno. 

Sir John's Peack, Blue Mountains, Giamaica. 8 settembre 1972. Ore 9.00 AM.

Bunny camminava appena, ma un'ansia frenetica lo divorava.
"Portami da Homer Eccles, Justin. Sta cinque miglia piu' a valle, lungo la strada".
"A che fare, Bunny? Cinque miglia sono troppe. Non reggeresti nemmeno cinquecento yarde".
Bunny lancio' a Justin uno sguardo che i Rude Boys del vecchio quartiere avevano imparato a conoscere bene. 
"Niente ma, Justin. Bunny ti chiede di accompagnarlo. Puoi farlo o no. Ma non tirare fuori stronzate sulla mia resistenza."
Justin sapeva bene che discutere non sarebbe valso a niente. 

Giunsero alla baracca di Homer a meta' del pomeriggio.
<A HREF="havanaglam079">></A>