<A HREF="havanaglam074"><</A>
cos'era.
"Al di la' del fatto che e' un bastardo e che se lo togliamo dal gioco sarebbe un successo insperato..."
"E fin qua ci siamo." La voce di R.M. era un distillato d'ansia.
"Se provassimo a catturarlo?"
Rosendo Martinez era sull'orlo di una crisi isterica. Aggredi' il compagno come per divorarlo a larghi morsi. "Non abbiamo direttive. Nessuna-fottuta-direttiva, capito? Dobbiamo essere a casa tra tre giorni. Il rapporto sara' gia' abbastanza complesso, e deludente. Se Manley non l'hanno spacciato, e' per una serie di circostanze che hanno poco a che fare con il nostro operato." Il termine tecnico risuono' sbirrescamente nell'abitacolo della Taunus. R.M. prosegui'. "E poi, l'hai detto tu stesso: Non sappiamo se e' ancora qui, e' pieno di gringos, e noi che cazzo facciamo? Chiediamo a tiutti i bianchi biondi se sono lo svedese o se lo hanno visto?"
DDT Apri' la portiera. Prima di uscire guardo' fisso il compagno. "Farai quello che dico io. Ho un presentimento". 
Rosendo sbarro' gli occhi. "Un che cosa?"
"Un presentimento. Lo svedese e' ancora a Montego Bay. Questo e' uno dei suoi allevamenti di maiali".
"Ma che cazzo dici, DDT!"
I due erano usciti dall'auto. DDT giro' attorno al veicolo e si paro' di fronte all'altro sbirro. 
"Non studi abbastanza, Rosendo. Se avessi letto il Materiale Informativo Preliminare con attenzione sapresti che questo posto e' una centrale operativa importante per i servizi americani sull'isola. Rifletti. Siamo di fronte alla costa dell'Oriente, no? Probabilmente lo svedese e' il pesce piu' grosso, e non credo che dovra' riferire o rendere conto a nessuno, di quello che e' successo. Ma per lui la missione e' un fallimento. Tra sette giorni ci sono le elezioni. Manley e' vivo. Il negro legato all'albero diceva di aver sentito parlare di una partenza da Montego Bay. Ma non ricorda quando. Lo svedese tentera' un colpo di coda. Di persona, oppure lascera' il compito ai suoi sgherri. Qualcosa mi dice che optera' per una soluzione violenta e diretta, proprio come a San Salvador nel 1967".
"Ventidue morti". La voce di Rosendo Martinez risuono' improvvisamente calma.

Oltre la soglia del crepuscolo.
I venti sospingono le onde.
La luce elettrica. I vestiti degli uomini e delle donne, i volti. Dall'alto di Mango Walk possiamo vedere la citta' stendersi ai nostri piedi. Immaginare le navi che solcano le acque, i paesi lontani, fingere di essere vite diverse, avere scopi e obiettivi comuni, quotidiani, o semplicemente umani. E' una bella serata...

Tiro incrociato. 
Non serve mirare, tiro istintivo: da venti-venticinque metri non c'e' scampo. 
Gli M-1 falciano come una lama curva, possente. Il crepitio delle raffiche e' assordante. 
Le urla dei passanti. 
Corpi descrivono traiettorie cadendo, la faccia sull'asfalto, il ventre verso il cielo, cercando di frenare la caduta con le braccia, e l'odore del sangue, l'odore degli escrementi arriva fino alle narici, lampi nell'oscurita', dall'altra parte della strada qualcuno ancora spara. 
Con rabbia. 
Brevi raffiche.
Corpi, l'uno sull'altro. Lamenti di chi e' ancora in vita. Urla. 
Imponderabile: nello stesso istante in cui e' stato aperto il fuoco una comitiva di turisti canadesi e' uscita dal locale, Blue Bay, cinque metri discosto dalle figure appaiate dei bersagli. 
L'angolazione e' infelice. 
Non si vedono piu', i bersagli: potrebbero essere stati mancati. 
Mentre un compagno copre l'altro, rigirare i corpi, tuffare gli occhi nella morte: tutti anglosassoni, tutti e nove, e nessun latino. 
L'hanno scampata. 

"Corri, DDT". Rosendo si volse a incitare il compagno che arrancava nel vicolo sul retro del Blue Bay. Dall'uscita posteriore stava uscendo gente, e gridava, proprio come quando erano entrati loro: DDT spinto di forza, Rosendo con la P38 spianata. 
Se la gente usciva correndo & gridando, voleva dire che i bastardi erano entrati. 
Rosendo aiuto' DDT a superare una recinzione in rete. 
Erano nel cortile di un albergo, in posizione elevata rispetto al
<A HREF="havanaglam076">></A>