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tacevano. Bunny usci'. Il cane nero si alzo' dalla polvere della strada, pronto a seguirlo.

Camminava a zig zag, e ripercorreva la via delle trappole. Giro largo, ma i duppies avrebbero creduto che quell'uomo solo nei boschi se ne andasse a caccia. Nessuna prudenza e' eccessiva in questi casi. 
Giunse al luogo dove il corpo scuoiato aveva raggiunto la terra, e si chiese se tra i duppies presenti sul luogo avrebbe riconosciuto quello dello scuoiato. 
Si preparo' a quell'obeah, che non aveva mai fatto prima. Spero' di essere abbastanza potente. Estrasse l'ampolla, cosparse le lacrime del cane-vitello sugli occhi e giro' il capo per guardare oltre la spalla sinistra.
Delroy Patterson lo stava fissando.
Era lui. Torso nudo, pantaloni svasati rossi. Aveva raccattato la pelle, l'aveva ricucita e ora la portava sulle spalle come un mantello. 
"Bunny". Il duppie era solo. Non c'erano altri duppies in giro. Lo spirito di Delroy Patterson, uno dei rude boy piu' pericolosi di Rema, l'aveva riconosciuto, e ora lo stava chiamando per nome. La voce, di una mitezza sconsolata. Un tono che in vita Delroy non aveva mai posseduto.
"Delroy", rispose Neville. "Chi ti ha fatto questo?"
I muscoli della faccia del duppie atteggiarono il volto a una sorta di dolente perplessita'. "Non ricordo bene..." 
Delroy singhiozzo'.
"Noi morti non ricordiamo bene gli ultimi giorni... E' troppo presto, sai. Ma se hai con te uno specchio, possiamo vedere il volto... Vendicami, Bunny. Io sono ancora troppo debole. Nutrimi. Portami lo specchio".
"Non ho uno specchio, Delroy".
Lo scuoiato gemette. "Bunny, si sta cosi' male da morti. La morte e' una merda, Bunny. Non farti uccidere."

Ora correva per le strade sporche e affollate di Rema, uno dei quartieri piu' duri di West Kingston. Anno 1961. Delroy lo inseguiva per pestarlo. Bunny non stava realmente fuggendo. Cercava solo un buon muro per appoggiare le spalle. Con un muro alle spalle, non sarebbe mai caduto. Aveva appena piovuto, le strade erano un acquitrino. Bunny svolto' dentro un vicolo. Una zona che non conosceva bene. 
Cazzo.
Vicolo cieco. Strane figure vestite con abiti del passato formavano una piccola folla. Si volsero a guardarlo, digrignando i denti. In una frazione di secondo, gli vennero in mente le parole di Omeriah: "Evita i vicoli ciechi dopo che e' piovuto, figliolo! I duppies amano ritrovarsi li', dopo che piove".
Si giro' piu' veloce che pote' e si proietto' correndo fuori dal vicolo. Urto' Delroy e lo butto' per terra. Dopo un attimo di esitazione continuo' la fuga.
Da allora che i duppies avevano messo gli occhi su di lui.
E su Delroy.

13

Kingston, Giamaica. Spanish Town Road, Tivoli Gardens, mercoledi' 6 settembre 1972. ore 9,30 A.M.

"Credo di aver capito dove si rifugia Bunny. Se lo conosco un po', sara' nella zona del Sir John's Peack. E' stagione di colombi". 
Justin Smith sembrava pronunciare le parole principalmente a se stesso. 
DDT e Rosendo Martinez tacevano.
Tivoli Gardens sembrava un'oasi in mezzo alla disperazione e alla violenza di West Kingston. Negli anni '60 E. Seaga, nella veste di ministro delle finanze, aveva trasformato la famigerata area di Back O' Wall in un quartiere residenziale modello. La costruzione di quel microcosmo pulito e razionale era stata una mossa ad effetto azzeccata, che aveva rafforzato una credibilita' gia' accumulata a forza di intimidazioni, sparatorie e sparizioni di oppositori, accompagnate da voci su pericolosi myalmen al servizio del JLP. 
Ora E. Seaga era il candidato premier alle prossime elezioni, l'avversario principale di M. Manley.
Attorno e dentro Tivoli Gardens, i sufferah continuavano la loro corsa di topi, manovrati dai myalmen in assoluto piu' pericolosi e spietati: politicanti, affaristi, gangster in doppio petto, funzionari di multinazionali. 
CIA. 
KGB. 
Il solito chiassoso traffico stringeva d'assedio Spanish Town Road, i negozi della zona gareggiavano alzando progressivamente il volume delle radio. In mezzo al frastuono,
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