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superstizioni, ridevano di obeah, myalman, duppies e tutta quella roba da campagnoli ignoranti ma Bunny sapeva che le cose stavano in tutt'altro modo. Kumina e Obeah erano vie per il conseguimento della potenza. Un myalman poteva officiare riti per farsi pagare in natura dai contadini: un pollo, pochi dollari, del rhum, ma poteva essere anche una persona dotata di potenza, capace di nominare e evocare spiriti. Anche Salomone era esperto di stregoneria. 
Bunny riteneva che la maggior parte dei fedeli del popolo di Dio non dovesse occuparsi di quelle cose. 
Ma nasceva qualcuno, ogni tanto, particolarmente dotato... e lui era dotato. 
Anche se era un rasta, devoto a Haile' Selassie', Leone conquistatore della tribu' di Giuda, Re dei Re, Signore dei Signori, duecentoventicinquesimo erede di Salomone, Verga di Correzione, Riparatore dei Torti, Consolatore degli Afflitti...
La bibbia, alla luce della torcia, aperta su Isaia, 9,6: "Poiche' per noi e' nato un bambino, a noi e' stato dato un figlio; e sulle sue spalle gravera' il Comando; e sara' chiamato Prodigioso Consigliere, Dio Onnipotente, Padre Eterno, Principe della Pace".

"No, mamma, non voglio vedere il blackheart man!"
"Zitto, bimbo. E tu, donna, vergognati", sbotto' nonno Omeriah. "Spaventare cosi' dei bambini. Non esistono uomini dal cuore nero, Bunny."
"Ma si' che esistono: sono i maledetti rasta" grido' una voce tra la folla. "Pazzi, pigri, inetti e pericolosi. Vogliono rovinare le nazioni. Sputano in faccia all'onnipotente! Sono solo rifiuti."
Bunny Wailer si rigirava nel letto di paglia. L'alba era lontana.

12

La scena cambio'. Era nell'aia, fuori della capanna di tronchi. Faceva giorno, oltre gli alberi e la nebbia il sole era gia' alto. Attorno non c'erano cani, ma Neville sapeva come attirarli, e dove andarli a cercare. Non aveva tempo di catturarne un per poi legarlo sopra un fuoco finche' il fumo coprisse di lacrime gli occhi. Doveva ucciderlo: entro mezzogiorno voleva essere al luogo della sepoltura. Camminando a zig-zag per ingannare i duppies, scese verso la valle dell'Hope River sapendo che avrebbe incontrato un cane nero. Ogni volta che Neville usciva per caricare le trappole, il cane lo accompagnava fino a una svolta, poi lo guardava allontanarsi nella nebbia.
Gli sarebbe dispiaciuto ucciderlo, ma non c'era tempo. Non c'era tempo, e il tempismo e' l'unica cosa che conta quando si ha a che fare con obeah cattivo.
Lungo il sentiero il cane nero apparve, uscendo dalla nebbia. Assieme a lui, un cagnolino bianco e nero, macchiato come un vitello. Neville avanzo' di qualche passo, e il cane nero si allontano' nel sottobosco, sparendo alla vista. Il suo piccolo compagno, invece, avanzo' deciso verso Neville.
Il cagnolino piangeva a dirotto.
Neville penso' d'istinto a un inganno dei duppies. Traccio' una X sul terreno, in modo da fermare lo spirito malvagio: i duppies amano contare, ma non conoscono il numero dieci. Quando si traccia una X loro si fermano per cercare di interpretare quel segno. Cosi' uno ha il tempo di scappare.
Il cagnolino cammino' sopra la X e non si fermo' fino a quando non raggiunse le gambe di Neville.
Doveva essere stato mandato dalle gerarchie angeliche. Da Rutibel, o da San Michele, o da San Raffaele. Neville ringrazio' l'altissimo, pronuncio' antiche, oscure parole in lingua twi e raccolse le lacrime del cane in un ampolla che portava nel tascapane militare.

Kingston, ristorante Beverly's. Lo studio di registrazione del cinese. Quel bastardo di Leslie Kong.
"Non puoi fare uscire quel disco, Leslie, non con quel nome. Il meglio dei Wailers deve ancora venire. Gli uomini di cui parli non sono morti".
"Che vuoi, Bunny? Ho pagato quelle registrazioni. Sono mie. Ne faccio quello che voglio. Che stai cercando di fare, di affondare il mio investimento?"
"Fai quel che vuoi, uomo. Ma lascia che ti dica una cosa: non ti godrai mai i soldi che farai con il nostro nome".
Una scena di qualche passato o futuro. Leslie Kong era terreo. I suoi fratelli
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