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Contatto Locale. 
Il negro sapeva bene lo spagnolo. 
Justin Smith sorrise serafico. "Cinque giorni non sono cosi' pochi. Anche per soddisfazione personale, non trovate?"
"Soddisfazione personale un cazzo" bofonchio' R.M. 
Lo sguardo intento di DDT non prometteva niente di buono.
9

Strada per Newcastle, Giamaica. 4 settembre 1972, ore 10,45 A.M.

Il camioncino, un vecchio Bedford dipinto in giallo, rosso e verde, arrancava sulla strada verso l'interno. Delroy Patterson, in fuga da Kingston, la Citta' del Male, il territorio dove aveva pascolato negli ultimi anni, si era ricordato di avere degli amici, lassu' sulle Blue Mountains. 
La periferia della citta' era ormai alle spalle. 
Dopo il bivio con Half Way Tree, l'Old Hope Road girava attorno a Hope Tavern, poi iniziavano le curve di Gordon Town Road. 
Ma il nostro uomo non soffriva il mal d'auto. Delroy giaceva disteso nel rimorchio, joint in bocca, apparentemente tranquillo. Le volute di fumo lasciavano una scia contro il cielo, nubi di tempesta che cavalcavano i venti, filmate & riprodotte a velocita' tripla.
Il vecchio bastardo era morto. 
La polizia stava cercando Delroy Patterson, proprio lui-in-persona.
'Fanculo. 
Erano certi che a spacciare il Troiano fosse stato lui. 
Magari. In quel momento, gli sbirri erano l'ultima delle preoccupazioni. 
Si era fatto tagliare i dreadlocks che sallungavano, selvaggi, provocatori. Simboleggiavano un patto, per i rasta. 
Ma se li aveva fatti crescere perche' erano di moda. 
Non gli costava poi molto tagliarli. 
Peggio finire squartato, Probabile, se lo avessero trovato. 
Delroy senti la pancia contrarsi e ribollire. Svedese del cazzo! 
Era il caso di avere paura del bastardo, molta paura. 
Se fosse riuscito a trasformare la paura in efficienza e astuzia, forse se la sarebbe cavata. Per intanto, busso' sul vetro posteriore del camioncino, e fece un cenno all'autista, un vecchio insospettabile. Dovevano fermarsi, le curve (la paura?) avevano smosso gli intestini. 
Il paesaggio era bellissimo. 
La strada fiancheggiava il fiume Hope, come un serpente, tra crinali di colline verdissime. 
Hope River: Delroy trovo' la cosa di buon augurio. 
Salto' giu' dal rimorchio, e a passi veloci si avvio' dietro un cespuglio, sul bordo della strada.


Ufficio del commissario E. Mc Baine, Kingston, Giamaica, 4 settembre 1972, ore 1,30 P.M.

"Fa un caldo fottuto, eh, Justin?". 
Edoardo Mc Baine, detto Desmond, passo' un fazzoletto sulla fronte con un gesto ampio, ostentato. "Accomodati".
Justin ringrazio'. "Scusa se vengo subito al sodo. Hai parlato con chi di dovere? Sai, per quella faccenda dell'informatore..." 
Mc Baine sfoggio' un sorriso aurifero (un molare, due incisivi, un canino inferiore). 
"Certo, Justin. Ho buone notizie. I soldi ci sono. Ma dovrai tirar fuori dal cappello a cilindro qualcosa di buono". 
Mc Baine fece un gesto di scusa e si asciugo' ancora. 
Il ventilatore a pale, sul soffitto, muoveva le carte della scrivania. 
"Dicevo. Dovrai cercare di esserci il piu' utile possibile... e puoi lavorare direttamente per me."
Justin sorrise. "In tal caso, vediamo se quel che dico ora puo' interessarti. Hanno visto il Troiano buttare fuori a calci Delroy Patterson, l'altroieri. Due piu' due..." 
E. Mc Baine fece un cenno d'assenso. "Fa quattro, certo. Ma sappiamo gia' quasi tutto, su quella storia. Delroy Patterson e' il maggior indiziato, per quanto..." 
"Per quanto?" 
Justin cerco' di non tradire la minima ansia.
"Ehi, bello. Le informazioni non sono io a dartele." 
Mc Baine scoppio' a ridere, si alzo' dalla sedia e diede una pacca sulla spalla a J.S. 
Gli piaceva il ragazzo.
"No, a parte gli scherzi. Abbiamo sottomano un altro, un tizio che abitava di fronte a Duke. Una mezza troia ci ha detto che il giorno prima che lo trovassero steso, il Troiano aveva scaricato una delle sue colt sullo stereo di quel tizio, e che lo stronzo aveva giurato vendetta. Ma secondo me il tizio e' un segaiolo. Parole per impressionare la
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