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Joseph Redder. Nato a New Attica, zona ipogea 4, sottosuolo del Colorado. Dentro una montagna. Il mondo fuori della casa dell'infanzia, roccia. Roccia, e, all'esterno, vento e ghiaccio. 
I padri della Fisica Tedesca sarebbero fieri di quel mondo. 
L'universo e' roccia; noi ne abitiamo la parte cava. Il cielo, un buco nella roccia. 
Le stelle e il sole fenomeni ottici. 
Abitanti la Parte Cava del Mondo: guerrieri. 
Mentre avanza verso la mole immensa del Reattore, Redder prova a configurare il proprio corpo e la propria anima in modo che risultino aerodinamici, snelli e pericolosi come una freccia, un missile potente scagliato sul mondo passato dalle azzurre distese del cielo di Indra. Redder non ha un padre biologico. Nemmeno una madre, per la verita'. 
Redder e' stato progettato, voluto. 
Nessuna faccenda del tipo: papa' ha tardato nella marcia indietro, e mamma si e' trovata pregna. 
No. 
La sua esistenza nella trama di cause & concause e' necessaria. 
Snodo Redder, potrebbe essere il suo secondo nome.
Redder e' fanaticamente convinto della necessita' della missione. Trasportare la lotta contro il comunismo nei decenni che il mondo ha trascorso, colpire l'Impero del Male con il maglio potente della Verita'. 
Cellule scompaiono dal 2046; cellule ricompaiono nel... non lo sa, non ancora. 
Mare calmo. Un delfino saluta lo sciabordi'o del guscio in fibra degradabile con un gaio balzo. 
Gli occhi di Redder si aprono alla vastita' del Mondo.
Le stelle, lassu', sono effetti ottici. 
Alla stessa stregua considerare gli umani.


Kingston, Giamaica, 4 settembre 1972. Hall dell'Hotel Majestic, ore 10.35 A.M.

"Tu cosa?" 
La voce di DDT suonava fessa, come una campana rotta.
"Calmati. Era la soluzione piu' economica." 
Rosendo Martinez aveva assunto un'aria insopportabilmente sicura.
"La piu'..." DDT ansimava. 
Il negro comunista che fungeva da contatto-spalla-collaboratore se ne stava bocca aperta, senza sapere a che partito aderire. 
DDT degluti'. "La piu' economica, dici? E secondo te, non si accorgeranno che la fottuta cameriera non c'e' piu', prima o poi?" 
Rosendo sorrise, serafico. "Penseranno che se l'e' squagliata. Secondo te, come possono pensare a controllare proprio in camera nostra? Ci vorranno comunque ore. E noi possiamo salire e farci dire quello che vogliamo sapere".
Gli occhi dei due interlocutori non si staccavano dal suo volto. Tacevano, immobili. 
"Con le buone, naturalmente. O con le non-molto-cattive". 
La faccia di DDT era sconvolta. 
"Ora ce ne andiamo su", disse scandendo le parole. "Le facciamo mille scuse. Le diamo del denaro". 
Rosendo induri' i lineamenti del volto. "Non entrare dentro le mie competenze, DDT. Non le diamo un cazzo. Altro che denaro. Dovra' dirci che cosa stava cercando, con l'orecchio appoggiato sulla nostra porta." 
I tratti dello sbirro cubano si rilassarono appena. "E un'altra cosa. Come hai fatto a non vederla?"
Diego Dieguez Torres apri' le braccia. "Mah! Sara' uscita dall'ascensore".
I due si avviarono verso la stanza 108 guardandosi in cagnesco. Justin li segui' in silenzio.


Sala Ovale Ipogea, 10 marzo 2046. Ore 9,30 A.M.

Conferenza triangolare USA-Argentina-Brasile. Le tre superpotenze dell'emisfero occidentale.
All'ordine del giorno: tutto e qualsiasi altra cosa. 
Il Destino. 
L'ennesima fine della storia. 
Il conto delle armi. Affilare minacce: nascondere lame dietro sorrisi. 
Wank ne era uscito con una sensazione di paranoia impotente. 
Doveva aspettarsi qualche colpo troppo basso? 
La classe dirigente americana restava al sicuro, e anche le installazioni militari-industriali. 
Il sottosuolo del Sud Ovest era inespugnabile. 
Passare ad altro: navigare, fluidi come un surfista sulla cresta di onde minacciose, ma prevedibili, perche' cicliche. 
Ormai da ventanni il discorso sullo stato della nazione veniva tenuto il 26 marzo: Anniversario della Vittoria. Data d'inizio del decadere delle cose, degli umori e dei succhi vitali degli uomini e del mondo.
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