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cominciava a pesare sulle ossa stanche. Claustrofobia. L'indiano era uscito dall'hogan scostando una pelle di cervo. Kurtz ebbe una visione fugace del rosso del tramonto, e un'acuta nostalgia venne a prenderlo alle spalle, come un nemico astuto. 
Spia Nostalgica! Andiamo, cazzo. 
Si maledisse con tutte le forze, finche' non gli parve di aver recuperato qualcosa dell'antico cinismo. 
Sorrise. In realta', era al sicuro. 
La riserva Navajo: tutti gli uomini validi erano al fronte, sul Pacifico. Rimanevano le donne, i bambini e gli anziani. 
Improbabile che l'OSS giungesse a scovarlo fin li'. 
Razionalmente non c'era di che lamentarsi. Ma la sensazione di oppressione cresceva di minuto in minuto. 
Kurtz percepi' di essere nudo e sudato sotto una coperta morbida e una pelle pesante, caldissima. Non avrebbe saputo dire se di lupo o cos'altro.
L'indiano rientro', scrutandolo come se una piega nascosta in qualche centimetro quadrato di pelle del volto potesse informarlo sulle intenzioni degli spiriti o sul tempo atmosferico che li avrebbe attesi l'indomani. "Come ti senti? E, a proposito, capisci lo spagnolo?" L'indiano pronuncio' la frase a voce bassa, ma chiara. 
"Sento un peso sul petto. Come una pietra. E capisco lo spagnolo." 
L'uomo sorrise. "Bien. Ingle's es muy malo. Espaol es malo tambie'n, pero no as malo. Conte'stame en espaol, si puedes."  
Kurtz fece un cenno col capo. 
"Duele aqu?" Il nativo aveva toccato la gamba ferita dal morso del crotalo con una specie di sonaglio d'ossa. Al di sotto della coperta e della spessa pelle, Kurtz diede un sobbalzo. Una smorfia di dolore contrasse i lineamenti. 
Con uno scatto felino, l'uomo afferro' di peso Kurtz, lo sollevo' e lo proietto' fuori dall'hogan. 
Kurtz cadde pesantemente al suolo, sollevando una nube di polvere. 
Il sole tramontava oltre le cime, oltre il Deserto Dipinto. Il contatto con la nuda, dura terra sembro' svegliarlo del tutto. Ancora debole, ma del tutto lucido. 
Il senso di oppressione era scomparso. 
L'aria della sera, fresca, pungente.
Alle sue spalle, l'indiano usci' gettandogli un paio di jeans e una camicia pulita. Kurtz gli rivolse uno sguardo interrogativo. 
"Vestiti, amico. Ti prenderai un accidente". 
La voce dell'indiano suonava in qualche modo beffarda. 
"Ti porto nell'hogan femminile. Questo posto non e' piu' per te".


48

Lascio la De Soto sul bordo della strada. 
Il prossimo Luogo d'Interramento e' a un paio di miglia da qui. 
Ho acquistato una scatola d'argento, smalto e pietre azzurre in un negozio sulla Highway, vicino a Farmington, uno di quelli che vende coperte e tappeti per turisti. Non ho avuto il tempo di portare una scatola d'acciaio con me. 
Ma, dato il clima secco, il riparo offerto alla carta da questo prodotto d'artigianato locale dovrebbe bastare. 
I documenti saranno ben leggibili, tra un secolo.
Il paesaggio supera ogni bellezza che questo mondo trascorso mi ha mostrato finora.
La memoria indotta si attiva. Mentre scendo lungo il sentiero, mi sento grato al governo del mio tempo per aver scelto un luogo simile. 
Avvicinandosi secondo un'angolazione precisa, quella che i miei passi seguono ora, Shiprock sembra una nave che spiega le vele in mezzo al deserto. Tse' Bit'a'i', roccia con le ali. Questo e' il nome che danno al luogo i Dine'e'. Qui i Gemelli Magici uccisero il mostro Aquila di Roccia scagliando una freccia-serpente, simile a un fulmine atmosferico.
Qui il mio rapporto giacera' sotto terra prima di essere letto dai governanti della mia gente.
Sono le sette del mattino. 
Sara' una giornata radiosa. 
Giungo sul punto esatto, il terreno e' duro, roccioso. 
Mi servono attrezzi. 
Poi ho un idea. Posso scavare la roccia vulcanica con un pezzo di selce, e coprire il buco con dei sassi. 
Rifletto qualche secondo.
Non c'e' tempo per tornare indietro. Non e' una consapevolezza razionale. E' come se qualcosa nella natura dell'ora premesse per farmi fretta. 
Profondo respiro. Seconda valutazione. 
"Chen Hua pensava
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