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sentiero che si preannuncia difficoltoso. Fa caldo, anche se l'autunno ufficialmente e' cominciato da qualche giorno. Ma nel mondo della vita le stagioni non paiono ossessionate dal rispetto del calendario. Ascendo. Alti larici svettano sui fianchi dei monti. Il bosco di conifere e' rado, la luce solare filtra sino a terra, a macchie, come il pelame di un dio-giaguaro precolombiano. La potenza dei luoghi mi avvince. Non ho mai camminato in un bosco montano.
Si apre una radura. La luce del sole mi inonda. Sono in piedi al centro dell'area che tocca il cielo. Gli eventi atmosferici incominciano appena oltre il pelo dell'erba.
Comincio la procedura rammemorante. La mia voce e' chiara e sonora.
"Direttiva generale n.01. L'inviato tenga sempre presente le finalita' della missione. La missione e' rivolta all'alterazione del continuum spazio-tempo dal quale e' partita la missione. L'inviato dovra' adoprarsi con ogni mezzo affinche' i piani operativi del Governo degli Stati Uniti concernenti l'attacco nucleare all'Unione Sovietica vengano effettivamente portati a termine. Questa e' la natura della missione. Lo scopo della missione e' la distruzione del Bolscevismo. Gli anni in cui e' possibile sferrare l'attacco decisivo vanno dal 1946 al 1954. I documenti in nostro possesso testimoniano che la volonta' politica in tal senso non e' mai mancata. La missione e' attuabile. L'inviato e' fondamentale per l'attuazione della missione. I piani operativi non si sono tradotti in azione di guerra per due ordini generali di motivi: 1- Motivazioni tecnico-tattiche. Scarsezza di ordigni, inadeguatezza dei vettori, timori di ritorsioni inarrestabili da parte dell'Armata Rossa (i cui alti quadri erano-sono altamente politicizzati e in grado di intraprendere operazioni di rappresaglia in modo del tutto autonomo rispetto a un Comando  Centrale) contro i paesi alleati dell'Europa occidentale. 2- Motivazioni psciologico-politiche.  La difficolta' sarebbe stata quella di rendere conto all'opinione pubblica americana ed europea di un'aggressione non giustificata da azioni offensive comuniste.
L'Inviato dovra' fornire l'assistenza tecnologico-logistica e tattica sui problemi piu' immediatamente tecnici e convincere i governanti del continuum nell'arco di tempo 1944-1954 delle verita' seguenti: che sarebbe stata preferibile una condizione di alta conflittualita' interna -anche una guerra civile- rispetto alla sopravvivenza dell'Unione Sovietica fino al 1989; che preferibile e' uno scenario di progressiva bolscevizzazione dell'Europa occidentale, visto che quanto intrapreso nei confronti dell'Unione Sovietica potra' poi essere legittimamente intrapreso contro eventuali nazioni bolscevizzate. Questa e' la natura, lo scopo e l'espletazione della Missione"
Le parole suonano calme e ritmiche nell'aria del mattino. Nel bosco di caducifoglie che ho lasciato alle spalle, i colori dell'autunno testimoniano della decadenza. Il ciclo dell'anno volge al termine. Ma qui, impassibili, le conifere puntano contro il cielo. Il  mantra continua. Al termine dell'esercizio spirituale, la mente sara' chiara. Capiro' quali sono i prossimi passi.
La missione deve essere portata a termine. Qualsiasi cosa stia succedendo al tessuto di questo universo.
La missione e' il mio unico scopo. La missione e' l'unico scopo della Storia.

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I fattori che possono dare origine a un deserto sono vari, ma in un modo o nell'altro tutti ostacolano il movimento delle nubi, privando una determinata zona della pioggia. 
Il fattore piu' tipico e' forse il fenomeno denominato "ombra orografica". 
L'aria proveniente dal mare, carica di umidita' per l'evaporazione, urta contro una catena montuosa; alzandosi, si raffredda rapidamente, e il vapore acqueo si condensa e precipita sotto forma di pioggia o di neve. 
L'aria che riesce a superare la catena montuosa e' gia' completamente asciutta, per cui di la' delle montagne le piogge saranno molto rare. 
Cosi' si spiega come molto spesso zone straordinariamente aride si
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