<A HREF="havanaglam031"><</A>
Cazzo. La pelle non puo' essere prelevata o conservata, a meno di danneggiarla irreparabilmente. Kurtz assume una strana aria laconica. Inizia a strappare la pelle a strisce sottili. In breve e' avvolto da una nube di squame.
Un tempo assecondavano i movimenti di un giovane serpente reale.


41

A giudicare dalla posizione del sole, dovevano essere le otto del mattino. Kurtz noto' che il cielo prometteva tempesta. Ancora un paio d'ore allarrivo del temporale. Il fronte delle nubi, giganteschi cumulonembi gravidi di pioggia, sembrava muoversi dall'area di Mesa Verde, a Nord, nel Colorado.
Per raggiungere l'Highway 550 non ci sarebbero voluti piu' di una quarantina di minuti, aveva calcolato Kurtz. Con un po' di fortuna, poteva essere gia' con il culo su una macchina. In serata, se tutto andava bene, sarebbe stato a Farmington, e la mattina dopo si sarebbe offerto come boscaiolo nell'ufficio di collocamento locale. In tasca aveva un falso foglio di congedo avrebbe simulato l'andatura di uno zoppo. Scese il sentiero che menava verso il fondovalle, e mentre i passi si susseguivano ai passi, provo' ad analizzare freddamente le alternative praticabili e le possibilita' di riuscita. Esercizio che sapeva condurre in maniera impietosa. Forse per questo era ancora libero e attivo. E pericoloso, si scopri' a pensare.
Linda Evans, povera bastarda, aveva ragione. La guerra era senza speranza. Le notizie che provenivano dall'Europa e dal Pacifico non lasciavano illusioni. La potenza del Reich era giunta alla fine. Con un colpo di coda avrebbe potuto forse infliggere ancora gravi perdite agli Alleati, ma Kurtz non nutriva alcuna fideistica convinzione in residue possibilita' di vittoria. Analizzata freddamente la situazione, era il caso di pensare al futuro.
La sua battaglia personale contro gli Stati Uniti d'America non poteva chiudersi con una fuga che non fosse semplice ritirata strategica. 
Conosceva i canali giusti. Avrebbe potuto vendersi al Nemico, quello vero. Quello che propugnava e difendeva l'ordine sociale nel quale aveva riposto tante speranze in gioventu'. Sapeva che una delle direttrici dell'azione politica dei servizi segreti nazisti in occidente era stata quella di coinvolgere le nazioni anglosassoni in una crociata contro il Bolscevismo che l'opinione pubblica dei paesi Alleati non avrebbe mai potuto accettare. Non in forma esplicita, certo, non ancora. L'Unione Sovietica era pur sempre l'Eroico Alleato. 
In realta' c'erano gia' stati abboccamenti. 
La resa finale della Germania, avvenisse tra tre mesi o tre anni, non sarebbe stata senza condizioni. Queste ultime potevano benissimo non venire esplicitate. Ma una necessita' storica spingeva anche la Germania nell'abbraccio della Nuova Potenza Mondiale. Ed era lo scontro tra due sistemi economici, politici, sociali e morali antitetici e mutualmente escludentisi. La lotta proseguiva dal 1917. Dal 1870? 
E cosi' uomini sarebbero stati coperti e traghettati sull'altra sponda dell'oceano (metaforicamente o meno) in cambio di quanto sapevano sull'Unione Sovietica. Il prezzo della liberta' sarebbe stato la cooptazione di una rete completa d'intelligence, la migrazione di buona parte della Gestapo dalla bandiera rossa con la croce uncinata alla bandiera a stelle & strisce.
Questo intuiva Kurtz, mentre da nord le nubi scendevano verso Shiprock, la riserva dei Dine'e' (noti ai bianchi come Navajo) e il Nuovo Messico. Da una bandiera all'altra, certo.
Meglio da una bandiera rossa a un'altra bandiera rossa, pero'. Niente a che vedere con  scelte coraggiose, e nemmeno dettate dal cuore. Non c'erano piu' motivi ideali.
Solo la forza dell'odio e la fedelta' a se stessi. 
L'abitudine mortale a se stessi.
Frank Kurtz Odiava Gli Stati Uniti.
Era una verita' metafisica, indiscutibile. Avrebbe potuto anche non avere motivi. Una Necessita'. Come il sorgere del sole. Anche se la mente dell'uomo conteneva il ricordo di molte ragioni, di molte motivazioni. 
Il sole gia' caldo batteva impietoso
<A HREF="havanaglam033">></A>