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ai nostri giorni e che la specie sia attualmente in fase di forte espansione demografica".
Poso il giornale. 
La memoria indotta non contiene informazioni relative a nessun evento del genere. La coscienza  e le preoccupazioni sull'ambiente e sull'ecologia sono embrionali in quest'epoca storica. La notizia pero' e' finita su tutta la stampa, grande e piccola, del paese. Ma la mia rete neurale contiene ogni evento significativo riportato dai quotidiani negli ultimi centocinquant'anni. Come e' possibile che esista un buco proprio in corrispondenza
di un evento di questa importanza?
Per tutto il giorno rimango in uno stato di sospesa preoccupazione. Cattivi presentimenti. 


39

Buon posto per nascondersi. Era gia' stato in quella zona, molti anni prima. Diciottenne, Kurtz aveva partecipato alla costruzione di un ponte nel fondovalle, uno dei grandi lavori pubblici voluti da Roosevelt durante gli anni del New Deal. Il transito di automezzi non si era incrementato di molto, dall'apertura del ponte fino a quei giorni del 1944. L'area era rimasta quasi disabitata. Man mano che si saliva verso il Passo la presenza degli uomini si diradava. 
Gli uomini del governo non sarebbero giunti sulla pista prima di qualche mese. 
Kurtz passo' in rassegna gli eventi che lo avevano portato ad attendere il sonno in quel letto, in una baracca di tronchi presso il confine nord-orientale della riserva Navajo. E parti' da molto, molto lontano. Ricordi d'infanzia, Salt Lake City. 
Una casa con uno stentato giardino. 
L'edificio della chiesa mormone, di legno dipinto. 
Volti antichi, sepolti sotto le scorie di vita che chiamano memoria. 
I nonni. Madre, Padre. Due fratelli, una sorella, tutti piu' piccoli. Una canzone tedesca che il padre amava molto, anche se non ne comprendeva le parole. 
Poi un lungo viaggio. La famiglia era emigrata a Detroit alla fine degli anni venti. 
Non gli piaceva quel posto. Odiava le cancellate in ferro del cortile. Il cielo era piu' basso che a casa. 
Si vide al centro del cortile, la mole grigia degli edifici che incombeva brutale mentre guardava in alto, cercando di valutare se era possibile arrivare dentro la pancia delle nuvole con un sasso ben assestato. Era abile con la fionda.
La Grande Depressione colpi' come un maglio. L'industria automobilistica sembro' crollare su se stessa, come il resto delle industrie del paese, come il paese stesso, come il mondo intero. Kurtz era giovane, ma non cosi' giovane da non ricordare il volto del padre e della madre, dei fratelli. 
Il padre era sempre stato socialista. 
Per questo fu tra i primi a pagare. Durante uno scontro di piazza con la polizia, si becco' due pallottole nella gamba destra. 
Amputarono l'arto in galera. 
Non ne usci' piu'. Mori' dopo pochi mesi. 
La madre riusci' a trovare un posto come governante. Si porto' dietro i bambini, tranne il maggiore, Kurtz. Frank Kurtz, il rampollo, la speranza della famiglia aiutava un ex-ingegnere della Ford che aveva avviato una piccola impresa. Vendeva pretzel e bibite e tutto il suo esercizio poteva essere trasportato da un carretto. 
Kurtz a quindici anni si iscrisse al partito comunista. Di fronte al potere sovietico, intuiva confusamente, ogni altro ordine economico, sociale e politico era da considerarsi inferiore. Ma quel che piu' contava, le idee con cui era entrato in contatto testimoniavano che l'Ingiustizia poteva essere sconfitta.
Quel che spingeva il ragazzo era il risentimento, la sete di vendetta. Il germe della Giustizia futura.
Aspettando di addormentarsi, Kurtz noto' una pelle di serpente appesa alla parete. Era impolverata, come tutto quanto dentro la baracca.

Quale relazione esiste tra la mia presenza qui e il ritorno dei colombi migratori? La consapevolezza che esiste un nesso non e' stata formulata a livello cosciente. E' una relazione che percepisco allo stesso modo in cui le viscere piene o vuote mi avvertono quando e' il momento di mangiare. Una consapevolezza nemmeno istintiva. Qualcosa di pre-psichico,
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