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ore e minuti, secoli, millenni. Non sa che la vita e' approssimazione, aggiustamento, produzione di produzione.
Il mio corpo non poteva piu' essere contenuto da quelle mura e la mia presenza non poteva piu' essere conculcata da quelle espressioni, dalla sordida burocratica violenza dei politicanti, dei loro squallidi servi. Il cuore si apri' e fui sul punto di intonare un canto di trionfo. Dietro quella porta avrebbe potuto esserci la morte, certo. Ma piu' probabilmente qualcosa di simile all'Adempimento di una Missione.


29

CHAKCHIUMA- Popolazione di lingua muskogee, oggi scomparsa.
CHERAW- Popolazione di lingua siouan, oggi scomparsa.
GUAICURA- California. Popolazione di lingua hokan, oggi scomparsa.

Kurtz sedette con la schiena su un masso liscio, roseo, al termine di un'ascesa di almeno tre ore. Le dita rosse del crepuscolo bagnavano il paesaggio che a un turista avrebbe forse ispirato tiepidi sentimenti su un assoluto purchessia, sulla vastita' della natura e altre stronzate del genere. 
Il dolore agli arti, la stanchezza, i morsi della fame trasfiguravano il paesaggio agli occhi giallo-lucidi della Spia. A Kurtz pareva di udire le voci degli esseri che partecipavano al dramma di esistere, mangiare & essere mangiati, espellere dal corpo la progenie, oltrepassare l'orrenda piega del Nulla, orientarsi faticosamente verso le sorgenti di luce, cercare una compagna, divorare un compagno, librarsi con ali appena vivificate da giovane linfa vitale, psichicita' latenti accompagnare lo spolparsi d'ossa sotto i denti dei carnivori, dei necrofagi, vagiti di neonati in altre epoche storiche, canti, rumori di sonagli d'ossa!
Kurtz avverti' in modo distinto il rumore di un osso infranto dal becco di un avvoltoio alla ricerca del midollo, metafora d'ogni azione che l'uomo intraprende per sete di conoscenza. Sorrise. Il parallelismo era sorto dal nulla nella sua mente, mentre cercava di assegnare una direzione e una distanza al suono che proveniva dal versante piu' scosceso del monte. La pietra calda e porosa alle spalle dell'Uomo parve respirare. Kurtz capi' il ritmo con cui i suoi polmoni si aprivano & chiudevano trasmetteva alla pietra parte della misura, accrescimento e diminuzione che assegnamo alla sensibilita' e alla vita. Immagino' di sedere tra le braccia di un enorme orso benigno, dotato della voce della Madre. Un muggito terribile, rassicurante. Benche' si fosse sentito in grado di proseguire, e non piu' di qualche minuto prima, Kurtz si accorse di scivolare nell'incoscienza. Una spossatezza tetra, infantile l'aveva avvolto. Una colonna di formiche rosse trasportava aghi di pino sulla terra rossiccia, verso una roccaforte sotterranea. Kurtz provo' uno strano rispetto per quegli esseri, tinto di sorda invidia. Dormi'.


30

Un sonno di gomma, poche ore di stoppa calcate a forza dentro un sacco.
Ottundimento.
Cecita'.
Kurtz, la schiena posata sulla pietra, non si distingueva piu' dal mondo della vita. 
La coscienza individuale adombrata dalla Potenza del sonno. 
Macchinazioni e complotti erano caduti. 
Un corpo tra corpi. Non piu' separazione, non piu' esterno e interno, niente piu' Io e Altro. 
Restituito alla profondita' dei vincoli che tengono assieme la trama degli esseri, Kurtz non differiva da una pietra se non per composizione chimica, densita', proprieta' organolettiche. 
Kurtz era gloriosamente indistinguibile da un animale addormentato.

Sulla pista delle formiche rosse un frinosoma saettava la lingua. 
La tozza lucertola e' in grado di prosperare per mesi traendo l'unica acqua di cui ha bisogno dalle dure formiche di cui si nutre. 
Come impazzite le operaie cercavano di affondare le mascelle nella carne corazzata del sauro.
Sopra c'erano stelle. I colombi migratori che avevano sorvolato la Plymouth avevano eletto a posatoio un enorme larice, muto testimone del passaggio degli anni.
Kurtz incomincio' a sognare. 
Per prima cosa si vide appoggiato sulla pietra, incurante del freddo della notte. Provo' a svegliare
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