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Pennsylvania, dalla parte alta dello stato di New York e del Wisconsin si ricevevano notizie di imbarchi di mezzo milione, un milione, due milioni di colombi alla settimana. E certamente altrettanti non venivano imbarcati, perche' bruciati, calpestati, divorati dai porci, distrutti, o semplicemente lasciati li'.

Curve, Posto di Blocco saltato, inseguimento. Sbandata, conflitto a fuoco. Mitragliatore dell'esercito sovietico. La migliore tra le armi che Kurtz ha mai avuto tra le mani. Puzza d'olio, polvere da sparo. Vede le fiammate sulle canne dei Nemici. Pezzi di metallo viaggiano velocissimi nell'aria, fischiano, alzano la corteccia, volano frammenti di legno odoroso.
Corpi giacciono ai piedi di alberi giganteschi. 
K. riprende la fuga. 
Sogna deserti.

Giunse un tempo in cui i colombi non poterono fermarsi in nessun luogo. Il telegrafo permetteva di sapere con certezza dove si trovassero gli stormi, giorno dopo giorno. Le armi erano progredite. Nel 1878 quasi tutti i colombi migratori rimasti si riproducevano in un'unica colonia del Michigan. Nel 1880 sopravvivevano un centinaio di uccelli, simili a fantasmi di un'era cosmica anteriore. Nel 1900 non esistevano piu' colombi migratori in liberta'. Sopravvivevano negli zoo, dove si riproducevano molto male. Nel 1908 esistevano sette colombi migratori. Nel 1910 ne era rimasto uno solo, di nome Martha. Mori' nello zoo di Cincinnati il primo settembre del 1914. Oggi e' conservato imbalsamato allo Smithsonian Institute di Washington.

L'Empata ha dato un nome a ciascuno degli uccelli. 

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AMIKWA- Popolazione di lingua algonchina, oggi scomparsa.
ATFALATI- Popolazione un tempo stanziata nell'attuale Oregon, oggi scomparsa.
AVOGEL- Popolazione di lingua muskogee, oggi scomparsa.

La Plymouth verde, abbandonata al bordo della strada che si inerpica sulla Sierra, aveva gia' preso l'aspetto enigmatico di un relitto corroso dalla malignita' degli elementi. Kurtz si volse a guardare il guscio che lo aveva protetto e accompagnato fino a quel luogo. Nubi in cielo, arida terra segnata a tratti da boschi di conifere stretti come canali, aria non viziata dagli usi, dall'odore degli uomini. Kurtz doveva affrontare una lunga marcia a piedi oltre un passo dal nome spagnolo, la discesa lungo un versante pietroso, l'attesa di un treno merci che andasse in direzione del Nuovo Messico. Un passo dopo l'altro lungo un sentiero appena tracciato sul fianco di un difficile dirupo, casa daquile e serpenti. Gusci di grossi coleotteri disseminavano il sentiero, elitre iridescenti che avevano protetto ali nervose, atte a solcare gli spazi. Un Fenomeno, penso' Kurtz. Qualcosa che aveva le proporzioni di una mori'a. Forse quel periodo dell'anno segnava la fine dei cicli vitali di quella specie, e un nuovo inizio. Da qualche parte, uova stavano per schiudersi, larve avrebbero veduto la luce del cielo. 
Kurtz provo' a schiacciare un guscio enorme, color petrolio, lungo almeno tre pollici, aspettando di sentire un crepitio, un piccolo scoppio sotto la dura suola degli stivali. Il tessuto un tempo vivente si sfaldo' come cenere, senza rumore.

BEOTHUK- Popolo di lingua autonoma. L'ultimo Beothuk mori' nel 1829.
BIDAI- Popolazione oggi scomparsa, di lingua tunican (gruppo macro-algonchino).
CALUSA- Popolo di lingua forse muskogee, oggi scomparso.

Vennero a prendermi con una strana espressione dipinta sui volti. La mia presenza sembrava non potere piu' essere contenuta dalle espressioni usuali che sbirri e agenti speciali riservano ai prigionieri. In passato, ogni corrugamento di quei volti aveva avuto l'arroganza e la violenza brutale di un giudizio divino. Tutto il luogo ne era intriso: la calce bianca che complottava e architettava fino a formare una struttura ridicolmente regolare, gli angoli retti-  la mistificazione suprema. L'inesistenza di un angolo retto in natura sfugge alla mente dell'uomo. Egli crede davvero che nel mondo della vita esistano figure geometriche, distanze numerabili e rapporti numerici,
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