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controllo di se'.  Solo un'altra partita da giocare.
Quando si gioca, e' pericoloso sprecare energia pensando alla posta.
Kurtz entra, la donna lo accoglie con una sorta di fredda formalita' che ha come effetto immediato di indurre una strana inquietudine nell'animo dell'uomo.
"Cosa hai detto ai bastardi?"
"Quello che mi avevi detto di dire".
Un sorriso maschile. 
Serve a mostrare i denti.
Gli angoli delle labbra della donna imitano un sorriso. Viene lanciato nell'aria. 
Forse verra' captato come ricordo, come deja' vu, in un altro tempo. 
"Quell'uomo ti assomiglia. E' quasi identico a te. Ma sembra... piu' giovane".
Kurtz sogghigna. 
"Interessante. Ma la pressione non si allenta. Quindi mi hai tradito".
Il sorriso della donna diviene ampio, sprezzante. 
"Non crederai che basti una mia parola per smantellare apparati. Dai tempo al tempo".
"Non c'e' tempo."
Battuta perfetta. Una sentenza.
La donna china il capo.
Il rumore con il quale le pallottole escono dal silenziatore ricorda un suono organico. Un fiore tropicale, un fiore arcaico che esplode lasciando cadere a terra i semi, fungo che lascia vagare le spore al gioco dei venti.
Due asole rosse. 
Forse ha sbagliato tutto. Forse e' un errore. Forse la donna non mentiva. Troppi dubbi. Sottrarre tempo al tempo. Rischiare cosi' per sistemare quello che, a partita finita, ha tutta l'aria di un fottuto affare personale.
Merda.

Ho sognato un giovane polinesiano che mi indica, dall'alto di una collina, una citta' lontana. 


27

"E io -sospiro' il maestro- ho permesso che un tale tipo mi accompagnasse! Avrei dovuto ucciderlo con un colpo di bastone!"
Dal Huang Bo Chuan Xin Fa


Le potenti sirene del 1944.
Urlano come gole inesauribili. Sopra lo stridore dei freni, quando le auto della polizia svoltano, sopra il rumore affannoso dei motori a scoppio. Marce s'innestano l'una nell'altra. 
Kurtz ha spacciato la donna. Due (2) colleghi.
Plymouth Verde. Non Puo' Avere Lasciato La Citta', non ancora.

L'eco delle sirene scivola dall'avvertimento piu' distinto, sorgente sonora che determina la direzione della fuga, fino a un inconscio bordone, basso continuo al di sotto dei pensieri, delle concettualizzazioni, e Kurtz sa bene quale e' il motivo della fuga. Rinuncia, ricovero. 
Non sono che motivi personali a spingere chiunque all'azione. Fede, fanatismo, dovere, eccetera: e sesso, potere, denaro, vendetta. Ritornelli, proprio cosi'. Sequenze di note che dislocano corpi nello spazio, Fanno Assumere Posizioni. Ma le motivazioni personali che hanno spinto all'ultima azione di K. sono immediatamente evidenti, troppo difficilmente mistificabili. 
Quindi K. fugge. Una spia che si muove preda di motivazioni grossolane e' gia' spacciato. La macroscopicita' dell'errore e' imbarazzante.

Da quando hanno incominciato ad asfaltare le strade, le traiettorie delle macchine umane passano veloci dentro, sopra e contro le traiettorie vitali degli animali selvatici. Qualcuno immagina che tra gli animali selvatici del Nord America esista anche un progenitore dell'uomo, o una specie d'orso. Sasquatch. Bigfoot. Da quando l'umanita' si muove in auto, su strade asfaltate che tagliano territori un tempo selvaggi, gli avvistamenti si sono moltiplicati. Nel 1944 gli avvistamenti erano molto piu' scarsi. Ma non di antenati dell'uomo, o di grossi orsi, bisogna parlare. Occorre rendere conto di una fuga, di un guscio di metallo (e allora, cazzo, le automobili si' che erano di metallo, buon vecchio acciaio americano, acciaio democratico, metallo stellato) che corre paesaggi antropizzati, selve & pianure, erti rilievi, e all'orizzonte il profilo delle Rocciose, giovani montagne, corrugamento recente, sfrontate, picchi che gli agenti atmosferici non hanno ancora ridotto a dolci tondeggianti colline. Plymouth in fuga.
A bordo, l'Agente Nazista Frank Jacob Kurtz.

La gradualita' dell'influenza depauperatrice dell'uomo ha consentito alla maggior parte delle specie animali del continente europeo, pur diminuite
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