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aveva compiuto notevoli passi avanti. 
Non si trattava piu' di poter attaccare gli Stati Uniti. 
Il punto era: nessuno doveva potersi difendere da un attacco americano.
Tutti gli Stati del mondo dovevano essere inermi. Disposti a subire qualsiasi punizione.


La memoria non fallisce. Nessun cedimento. Niente vuoti.
Traccio con mano sicura i lineamenti della storia futura.
Pagine su pagine si affastellano.
Pace interiore.
Le dita dell'autore saltellano sui tasti.
La macchina da scrivere richiede una manualita' che non mi apparteneva. 
Una lacuna nell'addestramento? Ho dovuto battere sui tasti per ore prima di acquisire scioltezza.
Troppo poco per insinuare dubbi.
A volo d'uccello sulla storia di questo mondo. La mente e' l'obiettivo. Il paesaggio che sorvolo e' lontano, nascosto nelle pieghe dei giorni a venire.
Il bunker della cancelleria. Hiroshima e Nagasaki. Il movimento "Riportateci a casa". Nicaragua. Corea. Cuba. Un presidente morto ammazzato. Malcolm X. E poi il Vietnam, la fine dell'Unione Sovietica, fino ai giorni in cui sono nato.
I giorni dove io non esiste piu'.

L'attivita' onirica di un Inviato e' simile a quella degli altri esseri umani.
Pare che anche altri animali superiori sognino.
Forse tutti gli animali.
Forse tutto cio' che esiste e' pervaso di una psichicita' latente.
Chiudo gli occhi, steso sulla brandina della cella.
Il Soffitto Bianco Sparisce Inghiottito dalle Palpebre.
Al riparo del velo di pelle posso dormire qualche ora.
Sognare.

E' il 2040, hanno appena accettato la domanda dammissione.
Parlo con Linda Evans..
E' venuta a prendermi. 
Non ne distinguo i lineamenti. Tutta la mia attenzione e' concentrata sull'acconciatura.
Boccoli biondi, una frangia. I capelli cadono sulle spalle.
Divisa dell'Esercito Centrale.
La  voce pare complimentarsi. Darmi un appuntamento.
Ricordi fittizi. Sono su una spiaggia, steso al sole. L'ho visto fare in tanti vecchi film.
"Eri un membro del partito comunista e ora sei una spia nazista". Il volto di Linda Evans giganteggia occupando tutto il campo visivo.
Ogni parola viene scandita con ossessiva lentezza. Poi capisco.
Come un nastro registrato fatto scorrere a velocita' ridotta. I lineamenti del volto mutano, pieghe agli angoli della bocca, labbra che si contraggono e scoprono denti, incomprensibili espressioni, armi lanciate da enormi occhi.
L'eco delle parole si perde, il rumore della risacca sembra accordarsi al ciclo di inspirazione-espirazione.
Non appartengo a questo mondo. Ne sono piu' lontano di una forma di vita aliena o di un dinosauro.  Sono un fossile?
Sono vivo?


21

E' qualcosa di fisico a rendere estraneo il prigioniero. Qualcosa inscritto nella diversa ampiezza dei gesti, qualcosa di impercettibile nel modo d'aprire la bocca, articolare le parole, stendere i discorsi. Che accento hanno a Salt Lake City? Qualsiasi accento abbiano, sembra che la cadenza del Prigioniero sia artefatta. Troppo perfetta. Come quella di un caratterista che colora un po' troppo il personaggio. E a quale classe sociale appartiene quel corpo? Non ha nulla della snervata domesticita' dei corpi borghesi, deboli anche quando sono atletici, mai esposti alla fame & al freddo, al caldo e al disagio di un lavoro atroce, monotono, inumano. Quel corpo sembra posto nello spazio a rappresentazione di un Corpo Ideale. Queste considerazioni attraversano la mente di James Forrestal, ma egli sa di non potere organizzare oscuri sospetti in niente di sensato. Per ora. L'avvertimento, la sensibilita', la conoscenza degli uomini: tutte prerogative che un uomo di potere nell'America del quinto decennio del XX secolo deve necessariamente avere. La stupidita' e' concessa ai comprimari, ai servi, agli sbirri, ai segretari. A chiunque, ma non a un politicante di razza come il nostro. 
I collaboratori di J.F. Rampolli delle migliori famiglie della borghesia del New England. Nessuno a cui confidare dubbi seri, in tutti i casi.
Lo sguardo del ministro della marina li passa in
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