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codice: JIC 329/1. Strategic Vulnerability of the USSR to a Limited Air Attack e prevedeva l'attacco di sorpresa di venti citta' sovietiche, con il lancio di venti-trenta ordigni del tipo Mk III usato per radere al suolo Nagasaki. Strategic Vulnerability individuava 20 citta' sovietiche da colpire e annientare come Primo Colpo: Mosca, Gorkji, Kubishev, Sverdovlak, Novosibirsk, Omsk, Saratov, Kazan, Leningrado, Baku, Tashkent, Chelyabinsk, Nizhni-Novgorod, Tagil, Magnitogorsk, Molotov, Tbilisi, Stalinsk, Grosny, Irkutsk, Yaroslavl.
Colpire, annientare. Tutti gli uomini, tutte le donne che popolavano quelle citta'.


Linda Evans. Il momento e' quello in cui Frank Kurtz si presenta alla porta. Poker Face. Ma qualcosa trema sotto la pelle del volto.
"Entra, Frankie. Sembri accaldato."
"Lo sono. Fa un caldo fottuto. E, non dovrebbe esserci la brezza marina, a Oakland?"
"Pare sia antipatriottica. Porta l'odore dell'oriente."
"Che come sappiamo si trova a occidente di qui." 
L'agente nazista fa una pausa. Si lascia cadere su una poltroncina in vimini. L'interno e' pretenzioso, sopra le righe. 
"Bello, qui. Non mi chiedi nemmeno come ho fatto a trovarti?"
"Non perdo tempo in banalita'. Frank Kurtz sa tutto."
Linda porge un bicchiere di scotch con ghiaccio all'uomo. F-sornione-K sorride. 
"Tutto tranne il motivo per cui mi hai tradito".
Linda Evans sorride. Gli angoli della bocca sono solcati da mille impercettibili rughe. 
"Non vinceremo mai, Frank."
Kurtz-il-freddo rigira il bicchiere di scotch tra le dita, il dorso dell'altra mano a reggere il mento. 
"Buon motivo, in effetti."
La risposta giunge:"Soldi."
Lontani rumori dalla strada e dalla baia. Nave, sirena. Stormiscono fronde. Il vento dell'oceano si e' alzato. Linda Evans, donna bionda nel fiore degli anni, particine in B-movies, abita a Beverly Hills. E' stata una spia per conto del Reich fin dal 1939, da quando aveva venticinque anni, e ora e' passata al nemico. 
"Non vinceremo, Frank". 
Le dita della donna disegnano una svastica sul tavolino di vetro che separa i due corpi. 
"Vincere non e' importante. Comunque sia, visto che nessuno ha mai visto il mio volto, ti prego di confermare che il disgraziato nelle mani dell'OSS sono io, nel caso te lo facciano vedere. E te lo faranno vedere. Dovrai convincere Frank Kurtz a passare dalla parte dei buoni." 
La spia sfodero' un buffo sorriso.
Il seno della donna si sollevava ritmicamente sotto la vestaglia. La vita, la respirazione & il suo ciclo binario. Dentro aria, fuori aria.
Una tecnica, in fondo.
 "La casa e' controllata. Sono pedinata ovunque vado. Mi chiederanno chi e' lo straniero che e' rimasto a casa mia oggi." 
Fece una pausa, abbozzo' un mezzo sorriso. Prosegui'. 
"Si', lo so. Sono problemi miei." 
Kurtz rispose sparando le parole. 
"Non sei ancora morta perche' tutta la faccenda ha l'aria di mettersi a girare dal verso giusto. Ti conviene essermi utile. Non ti preoccupare. Avere una vita sessuale, diciamo, movimentata e' un vantaggio. Sono un tuo amichetto di Beverly Hills, qualcosa del genere."
La donna scopri' le gambe con la fredda volgarita' delle donne di classe.
"Non cercare di sedurmi." 
Il sorriso di Kurtz brillo' freddo.

Kurtz, il nazi. Aveva viaggiato in treno per gli Stati. Aveva attraversato il confine ed era rientrato con un gommone. Pochi minuti dopo l'approdo un' altra imbarcazione aveva raggiunto la spiaggia a meno di un quarto di miglio di distanza. Nella luce del crepuscolo un uomo era sceso e aveva lasciato l'imbarcazione al proprio destino. Aveva armeggiato con uno strano apparecchio. Lo aveva portato all'orecchio. Forse comunicava con qualcuno. Chi era quell'uomo? Gli somigliava! Aveva deciso di seguirlo.
Nella notte lungo la strada per San Diego aveva veduto un auto nera raccogliere l'Estraneo. Un brivido aveva percorso la schiena: un'intuizione. L'auto era scomparsa dietro una curva. La luna piena rendeva agevole proseguire.
"Ecco come e' andata. Non credo che mi tradirai una seconda volta. 
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