<A HREF="havanaglam004"><</A>

Prestare attenzione, nulla e' compromesso.

Non posso escludere brutalita', una volta che mi avranno condotto dove devono. Il nastro d'asfalto scorre veloce, illuminato dai fari. 
Guardo il paesaggio oltre i finestrini, qualcosa nel corpo e nello spirito non riesce a saziarsi delle immagini. 
Ford azzurra. Quattro uomini in completo e cravatta nera mi circondano. Non aprono bocca. Ogni tanto quello che sembra il capo, sul sedile anteriore, lancia uno sguardo freddo attraverso lo specchietto retrovisore. 
Dopo una ventina di minuti di silenzio, il capo si lascia andare a una frase. "Ti stavamo aspettando, Kurtz".
Decido che saro' Kurtz. 
Ghigno. "Kurtz? Mai sentito." 
L'uomo in nero alla mia sinistra, corpulento e sgraziato, sfodera  un sorriso feroce. 
"La memoria torna improvvisamente, se la sollecitiamo come si deve." prosegue il capo. 
"E, non dovrei essere bendato?" azzardo.
"Perche'? Non uscirai da dove ti stiamo portando. 
O forse si'. Un pezzettino alla volta." 
Ghigno di nuovo. E' un bluff.  
Uscire ora dalla macchina in corsa: siamo in salita e non procediamo a piu' di venti miglia all'ora. 
Esercizio mentale. Visualizzazione. La mente e' un oceano possente. Colpisco il guardiano di destra con la punta delle dita, sferro un pugno sulla nuca del guardiano capo, la' davanti. 
Il conducente non sa se voltarsi a guardare o tenere gli occhi sulla strada.
Le curve, la salita. 
L'uomo sulla sinistra non ha il tempo di estrarre la pistola dalla fondina sotto la giacca, all'altezza dell'ascella. Gomitata alla base del naso doppiata alla trachea. Anche l'ultimo guardiano e' fuori gioco. 
L'uomo alla guida frenera', provera' a spianare la pistola, sparare. 
E' gia' morto, uno strangolamento da dietro e' troppo facile da applicare. Banale. 
L'auto arranca.


8

Nell'agosto del 1945 la motivazione originaria della corsa alla Bomba non poteva piu' essere sbandierata. I nazisti non erano piu' un problema. Hitler si era suicidato, la Germania si era arresa. 
Anche il Giappone era pronto a firmare la resa. 
Non esistevano motivi di carattere militare per lanciare le uniche due bombe che gli Stati Uniti erano riusciti a costruire fino ad allora. 
Hiroshima e Nagasaki furono un atto politico. Una dichiarazione d'intenti.
Nell'intera storia militare, non vi e' un altro esempio di utilizzo cosi' precipitoso di una nuova arma. 
Quelle bombe erano le uniche in possesso degli Stati Uniti e la fabbricazione procedeva artigianalmente, implicando il lavoro di una miriade di tecnici. 
Quali i motivi di tanta fretta?  


Ripasso mentalmente quello che l'Inviato e' tenuto a sapere, i mattoni sui quali costruire l'edificio della Riuscita.
Du Pont de Nemours, Hanford: tre pile a grafite capaci di produrre plutonio. 
La posizione dominante della Du Pont non si conserva a lungo. 
Man mano che il progetto (nome in codice: Manhattan) si sviluppa, la General Electric prende il sopravvento. Collaborano Kellex, Westinghouse, Monsanto Chemical, Dow Chemical, Carbide & Chemicals. 
Al termine della "missione di bombardamento speciale n.13" e' chiaro che l'arma e' efficace. Piu' efficace del previsto. L'intera faccenda e' un pozzo senza fondo in cui tutti, industria, finanza, militari, politici, vogliono mettere le mani. Attingere. 
Potere & Gloria. Il potere sul mondo si basa sulla potenza. 
Manca solo la ciliegina sulla torta. Utilizzare l'arma contro il nemico. 
Quell'arma e' stata prefigurata, voluta, realizzata per chiudere i conti. Non c'e' spirito umanitario possibile. 
Ma tutta l'arma e' priva di grilletto. 
Dunque, eccomi qui. Io sono grilletto e dito. 
L'auto corre. Sento che ci avviciniamo a una meta. Il silenzio e' rotto solo dai rumori del veicolo. 
Il ritmo del respiro dei quattro e' rilassato. Tre all'unisono. Il quarto, il conducente, sfasato. Soffre d'asma. 
Nessuno spirito umanitario e' possibile. Questa non e' la tua umanita'. 
Questi uomini, tutti gli uomini sono mezzi. 


9

L'ultimo Presidente della storia.
"La
<A HREF="havanaglam006">></A>