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nella guerra in corso. 
Sono a parte della minutaglia mediatica corrente in quest'area del globo. Musica, moda, cinema, politica. 
Attivare microchip mnemonici, stipati di informazioni sulla vita, la cultura e gli avvenimenti degli anni che dovro' vivere. 
Ho gettato la radio in mare. Il materiale degradabile si dissolvera' nel giro di qualche decina di minuti.

Mi muovo silenzioso verso le luci della citta', risalendo una strada che costeggia il litorale. Cammino, veicoli rumorosi mi incrociano, mi sorpassano. Scene da antichi film.
Filtra a livello cosciente una delle informazioni di cui i miei neuroni sono imbevuti. Autostop. 
Pratica corrente, in questa parte del mondo, in quegli anni.
Questi anni. 
Un lavoratore stagionale con nessun soldo in tasca potrebbe essere un adepto plausibile di tale pratica. 
Vediamo, pollice della mano destra teso verso l'alto. Passano minuti. Molti. 
Poi un veicolo nero si ferma. 
All'interno della carrozzeria streamline, le cromature lussuose sono appena velate da polvere o sabbia. Un uomo sorride, una frazione di secondo dopo apre la portiera. 
Scambiamo i convenevoli adatti a queste situazioni. 
L'uomo e' cordiale. Mi sembra di cavarmela bene. Sono un lavoratore stagionale, si'. Non sono sotto le armi perche' ho una grave menomazione fisica. 
L'uomo sorride, non indaga. 
Alle volte le disgrazie si mutano in fortune. Zio Sam ce la fara' anche senza di me, commento. Ridiamo. 
L'auto si avvicina alla citta'.  I veicoli che incrociamo, sempre piu' frequenti. 
Luci & cartelloni pubblicitari. Colpiscono l'attenzione.
Ma l'intuito e l'osservazione sono le armi di qualsiasi infiltrato. E l'intuito mi dice che qualcosa non va.
Accade tutto troppo in fretta. Come se non riuscissi a disporre contorni e tratteggi in una figura riconoscibile. 
Carrozzeria streamline, Oldsmobile nera, Uomo Cordiale di mezza eta' con completo nero, camicia bianca e cravatta nera, e sul cruscotto un paio di occhiali da sole. Al primo incrocio dell'area urbana un'auto azzurra accosta. Ford del 1943, lucida. All'interno tre uomini, tratti affilati, vestiti come il conducente del veicolo che mi ospita. 
Si scambiano un cenno. 
Capisco tutto. 
Sferrare un pugno alla tempia dell'uomo in nero. Aprire la portiera. Schizzare fuori. 
Sento altre portiere sbattere dietro di me. Imprecazioni, un'intimazione. 
Sparano, credo in aria. Non sento proiettili fischiare vicino. 
Qualcosa e' andato storto. Frenetico, il cervello costruisce e scarta ipotesi.  Il corpo corre.
Qualcosa e' andato storto. 
Ancora spari. I proiettili fischiano vicini alle gambe. 
Con uno scarto imbocco un vicolo. Cieco, nella migliore tradizione filmica & fumettistica. Alzo le mani. 
Scegliere la via piu' economica. Non sprecare energie in imprese senza speranza. Quegli uomini mi condurranno vicino al Fulcro.
7

L'illusione e' illusoria. Il risveglio e' illusorio.
La Mente e' un oceano possente, un mare che non conosce confini.
I fiori cadono. L'albero non ha ombra.
Missione di bombardamento speciale n.13. Un drago sdraiato non guarda l'acqua stagnante.



Se saro' capace di portare a termine la missione, milioni di persone morranno, un intero mondo, gli esseri senzienti e gli eventi, tutto sara' cancellato... 
Vertigine. 
Non per  fanatismo portero' a termine il compito.  
Le speranze di aprire una prospettiva in cui la specie sopravviva in una trama biologica complessa sono esigue. Vacillanti. 
Quello che ci attende e' terribile. Le proporzioni della sconfitta  gigantesche, spiazzanti. 
Il fallimento come specie. 
L'estinzione di massa. 
L'estinzione autoinflitta. 
Devo condannare questo mondo. Per salvare il mio.
La consapevolezza non deve vacillare: io non appartengo a questo tempo. Non appartengo a questo mondo. Sono qui per giocare l'ultima carta.  
Mentre mi portano chissa' dove, so che si tratta di un incidente di percorso. 
Non si sono qualificati, ma so chi sono. Uomini dell'OSS. 
La CIA del 1944. 
Incidente di Percorso.
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