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bombe atomiche vennero sganciate sul Giappone, ma chi era il destinatario del messaggio? 
L'alto comando dell'esercito imperiale aveva preso la decisione di arrendersi gia' il 26 giugno 1945. Piu' di un mese prima di Hiroshima. 
Tutti i documenti un tempo segreti e ora di dominio pubblico smentiscono la  tesi mendace dell'allora presidente Truman. 
L'atomica non fu sganciata per salvare la vita a un milione di soldati americani.
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Se quello che ho sperimentato diverra' usuale, cio' che sto per dire sara' luogo comune. 
Quando il conto alla rovescia cesso' e lo squarcio di "luce" si apri', persi la nozione del tempo. Mi parve di vivere mille esistenze, tutte reciprocamente condizionate. Una frazione di secondo dopo lo "zero" ero gia' dall'altra parte, cullato dalle onde, e l'aria profumata di iodio e salsedine vi'olava le narici ancora vergini dell'Inviato.
Le onde sollevano e sospingono la piccola imbarcazione in fibra degradabile seguendo l'impulso dei venti e delle correnti. 
Respirare, girare lo sguardo attorno. La linea dell'orizzonte, il cielo, le nubi, il profilo della costa: tutto giusto, al proprio posto.  
Il nuovo arrivato avvia il motore del piccolo guscio grigiastro. La resina si dissolvera' con tutta l'imbarcazione entro trenta minuti dall'apparizione sotto quel cielo.
Il sole manda lunghi raggi. 
Istante perfetto. 
Il comando postipnotico e il lungo addestramento riportano  ad uno stato non-emotivo nell'arco di istanti. Il guscio solca la mobile superficie dell'acqua. 
Luci, linea di costa. 
XX secolo.

Nel mondo da cui provengo non esistono odori portati dalla brezza marina. Non esistono tramonti d'estate. Non ci sono citta' di superficie dove la gente conduce l'esistenza fino al termine naturale inscritto nel codice genetico.
Cammino sul bordo della strada, avverto nella semioscurita' mille forme. Mille vite. Insetti, uccelli notturni, ali silenziose che muovono l'aria calda, secca, esseri che strisciano, sgusciano dalle tane... 
Tutto attorno e' vivo, lontano mille mondi dalla mia esperienza. Ricostruisco una sorta di commozione, un simulacro dell'emozione che empatogeni e mesi d'addestramento hanno inibito, assieme a tutte le altre. La ricostruzione razionale delle emozioni e' vitale. Aiuta a mantenere una prospettiva adeguata ai contesti che il Destino (cioe' il governo degli Stati Uniti) mi chiama ad attraversare. 
Il mondo dell'uomo e' interessante, nel 1944. 
Nel 2045, siamo noi uomini a vivere in tane. Uomini del governo che vivono in tane confortevoli, sottoterra. 
La Popolazione si contende rovina, disastro e malattia: la superficie. Il freddo, l'oscurita' perenne, i venti che turbinano dodici mesi all'anno. Servomeccanismi inviati a monitorare la superficie. Pattuglie che attestino un simulacro d'ordine. La sovranita' sul territorio degli Stati Uniti d'America, la Nazione piu' potente del globo. 
Mi muovo avvolto da panni che dovrebbero consegnarmi inosservato alla vita del XX secolo. I pantaloni che indosso si chiamano "jeans", e insieme alla camicia a quadri definiranno la personalita' che dovro' assumere nei primi  giorni. 
I primi passi che condurranno a una infiltrazione efficace sono umili, circospetti. Lavoratore stagionale. 
I tratti somatici mi impediscono di passare per un ispanico risalito da sud, oltre il confine. Sono "white trash", ora. 
La consegna principale e': tenere un comportamento non-significativo. La direttiva n.1 impone, durante la fase di latenza, l'invisibilita'. Disperdersi nel molteplice, essere un volto tra mille volti, abitare la moltitudine come la propria casa. 
Sulla spiaggia, in attesa che il barchino evaporasse alla brezza dell'oceano, ho sintonizzato sulle stazioni locali il mio apparecchio radio portatile (incongruenza: circuitazione e involucro prendono a modello un apparecchio portatile degli anni ''70). So in quale area geografica mi trovo. San Diego e' il centro piu' importante della zona.
So che giorno e che anno e'. 
So quali sono stati gli eventi importanti 
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